Contenuti trattati
Il canone Rai 2026 ha un importo di 90 euro annui come lo scorso anno (mentre nel 2024 era sceso a 70 euro), spalmati nella bolletta elettrica in 10 rate. Il canone televisivo non è legato ai programmi effettivamente guardati e non dipende dal fatto che si utilizzi o meno la Rai. La sua applicazione riguarda infatti la detenzione di un apparecchio televisivo, mentre la presenza di un’utenza elettrica domestica residenziale fa scattare la presunzione di detenzione dell’apparecchio, salvo che il contribuente dichiari di non possederne alcuno.
Vediamo cos’è il canone televisivo, come viene addebitato, chi è esonerato e cosa deve fare chi non possiede un televisore.
Cos’è il canone Rai
Chiunque detenga uno o più apparecchi idonei o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi è tenuto per legge al pagamento del canone TV, come previsto dal R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246. Trattandosi di un’imposta legata alla detenzione dell’apparecchio, il pagamento è dovuto indipendentemente dall’utilizzo effettivo del televisore e dai programmi o dalle emittenti scelti.
Quali apparecchi sono soggetti al canone TV
Con una nota del 22 febbraio 2012, il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni ha chiarito quali apparecchi debbano essere considerati “atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” e, quindi, quali siano soggetti al pagamento del canone TV previsto dal R.D.L. 246/1938. In linea generale, il canone è dovuto per tutte le apparecchiature dotate di un sintonizzatore, cioè di un dispositivo in grado di ricevere il segnale radiotelevisivo attraverso un’antenna terrestre o satellitare.
Non sono invece soggetti al canone, per il solo fatto di consentire la visione o l’ascolto di programmi attraverso Internet, i dispositivi che non dispongono di un sintonizzatore per la ricezione del segnale terrestre o satellitare. È il caso, ad esempio, di un personal computer collegato a Internet, anche quando viene utilizzato per guardare programmi televisivi in streaming.
Diverso è il caso di un apparecchio che in origine era dotato di sintonizzatore. Un televisore, per esempio, resta soggetto al canone anche se successivamente il sintonizzatore viene rimosso, come può accadere quando l’apparecchio viene utilizzato esclusivamente come schermo per DVD o per altre sorgenti esterne.
Quanto costa il canone Rai nel 2026
Per il 2026 il canone Rai ordinario ammonta a 90 euro. Per chi ha un contratto di energia elettrica per uso domestico residenziale, il pagamento avviene normalmente attraverso la bolletta. Nel 2026 i 90 euro vengono addebitati in dieci rate mensili, da gennaio a ottobre.
Questo significa che il contribuente non deve effettuare autonomamente un pagamento annuale, salvo i casi particolari nei quali il canone non può essere addebitato nella bolletta elettrica.
Chi deve pagare il canone Rai
Il canone è dovuto da chi detiene un apparecchio televisivo, anche se non guarda i canali Rai. La regola riguarda una sola volta ciascuna famiglia anagrafica, purché i componenti abbiano la residenza nella stessa abitazione. Non è quindi previsto il pagamento di un canone per ogni televisore presente in casa. Il collegamento con la bolletta elettrica deriva dal sistema introdotto nel 2016: quando un componente della famiglia anagrafica è intestatario di un’utenza elettrica domestica residenziale, si presume la detenzione di un apparecchio televisivo.
Di conseguenza, chi possiede un televisore e dispone di un’utenza elettrica residenziale normalmente non deve presentare alcuna domanda: il canone viene inserito direttamente nelle fatture dell’energia elettrica.
Come disdire il canone Rai con la dichiarazione sostitutiva
Chi non possiede più alcun televisore può chiedere di non pagare il canone Rai presentando all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione sostitutiva di non detenzione, compilando il Quadro A dell’apposito modello.
La dichiarazione può essere utilizzata, per esempio, da chi ha ceduto, venduto o eliminato tutti gli apparecchi televisivi presenti nelle abitazioni per le quali è titolare di un’utenza elettrica domestica residenziale. Non è invece più possibile chiedere la cosiddetta disdetta tramite suggellamento del televisore. L’attuale sistema si basa sulla dichiarazione sostitutiva con cui il contribuente attesta di non detenere alcun apparecchio televisivo.
Quando presentare la dichiarazione di non detenzione
La dichiarazione compilata nel Quadro A deve essere presentata ogni anno, se continua a sussistere la condizione di non detenzione del televisore. Per ottenere l’esonero dal pagamento per l’intero anno, la dichiarazione deve essere trasmessa dal 1° luglio dell’anno precedente al 31 gennaio dell’anno di riferimento.
Quando compilare il Quadro B
Il Quadro B deve essere utilizzato in una situazione diversa. Serve a dichiarare la presenza di un’altra utenza elettrica intestata a un componente della stessa famiglia anagrafica, sulla quale il canone viene già addebitato.
In questo caso non si dichiara di non possedere un televisore, ma si comunica che il canone è già dovuto attraverso un’altra utenza elettrica. Il canone, infatti, deve essere pagato una sola volta per ciascuna famiglia anagrafica, anche quando sono presenti più utenze elettriche intestate a diversi componenti della stessa famiglia.
A differenza della dichiarazione di non detenzione, il Quadro B non deve essere ripresentato ogni anno. Può essere presentato in qualsiasi momento e produce effetti sulla base della data a partire dalla quale sussistono i presupposti indicati nella dichiarazione.
Se tali presupposti decorrono dal 1° gennaio dell’anno di presentazione, il canone non è dovuto già dal primo semestre. Se invece decorrono dal 2 gennaio al 1° luglio, l’esclusione opera dal secondo semestre. Quando la condizione si verifica dopo il 1° luglio, l’esonero decorre dal primo semestre dell’anno successivo.
Se, infine, la situazione che si vuole dichiarare esisteva già prima del 1° gennaio dell’anno di presentazione, è possibile indicare convenzionalmente il 1° gennaio dello stesso anno, ottenendo l’effetto dal primo semestre.
Cosa succede dopo la dichiarazione
Una volta presentata correttamente la dichiarazione sostitutiva, l’addebito del canone viene interrotto dalla prima rata utile successiva alla ricezione della dichiarazione, tenendo conto della data dalla quale decorrono i presupposti dichiarati.
Può tuttavia accadere che, nel frattempo, alcune rate siano già state addebitate e pagate. In questo caso il contribuente può chiedere la restituzione delle somme versate in eccesso attraverso l’apposito modello di richiesta di rimborso del canone TV.
È quindi importante non limitarsi a controllare che il canone non venga più addebitato nelle bollette successive, ma verificare anche le eventuali somme già versate che, sulla base della dichiarazione presentata, non risultavano dovute.
Chi paga il canone con il modello F24
Non sempre il canone può essere inserito nella bolletta della luce. Il modello F24 viene utilizzato, tra gli altri casi, quando nessun componente della famiglia anagrafica tenuto al pagamento è intestatario di un contratto di fornitura elettrica domestica residenziale attraverso il quale sia possibile effettuare l’addebito.
Il pagamento tramite F24 riguarda anche particolari situazioni relative alle utenze elettriche non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale. Per questi contribuenti il pagamento deve essere effettuato secondo le modalità e le scadenze previste per il canone televisivo.
Come pagano il canone i residenti all’estero
Anche chi vive stabilmente all’estero può essere tenuto al pagamento del canone Rai se possiede un’abitazione in Italia nella quale è presente un televisore. La residenza all’estero, quindi, non comporta automaticamente l’esenzione. Ciò che rileva è la detenzione dell’apparecchio televisivo nell’abitazione situata in Italia. Per i contribuenti che non possono effettuare il pagamento attraverso una normale utenza elettrica italiana sono previste specifiche modalità di versamento, tra cui il bonifico in favore del bilancio dello Stato.
Esonero per chi ha almeno 75 anni
Esiste inoltre una specifica agevolazione per alcune persone che hanno compiuto 75 anni. L’esenzione è riconosciuta agli ultra settantacinquenni che rispettano anche il requisito reddituale previsto dalla normativa. In particolare, l’agevolazione riguarda chi ha un reddito proprio e del coniuge entro il limite stabilito dalla legge e non convive con altri soggetti diversi dal coniuge che abbiano un reddito proprio. Anche in questo caso l’esenzione non opera semplicemente perché è stata raggiunta una determinata età: occorre verificare tutti i requisiti e presentare la relativa dichiarazione sostitutiva.
Cosa fare se il canone è stato pagato per errore
Può accadere che il canone venga addebitato in bolletta anche quando non era dovuto. È il caso, per esempio, di chi ha correttamente presentato la dichiarazione di non detenzione oppure di chi ha pagato il canone due volte.
In queste situazioni è possibile chiedere il rimborso delle somme versate indebitamente utilizzando l’apposita procedura prevista dall’Agenzia delle Entrate. La richiesta può essere presentata telematicamente dal titolare dell’utenza elettrica, dagli eredi o tramite un intermediario abilitato. Il contribuente deve indicare il motivo per cui ritiene di avere diritto alla restituzione delle somme. Il rimborso, quando spettante, viene normalmente effettuato dall’impresa elettrica attraverso la prima fattura utile, secondo le procedure previste.
Quanto bisogna conservare le bollette con il canone Rai
Le bollette dell’energia elettrica rappresentano anche la prova del pagamento del canone quando questo viene addebitato direttamente in fattura. È quindi opportuno conservarle insieme alla relativa documentazione di pagamento. Per le bollette che comprendono anche il canone Rai occorre prestare particolare attenzione ai tempi di conservazione, considerando i termini entro i quali possono essere effettuati eventuali controlli.
Chi riceve la bolletta in formato digitale può conservarne una copia elettronica, mentre chi riceve ancora la documentazione cartacea dovrebbe mantenere le fatture e le relative ricevute di pagamento.
Cosa deve fare chi è ricoverato in una casa di riposo?
Il ricovero in una casa di riposo non comporta automaticamente l’esenzione dal pagamento del canone Rai. La regola dipende dalla presenza di un televisore e dalla situazione dell’utenza elettrica intestata al contribuente. Se il contribuente possiede un apparecchio televisivo nella propria abitazione, il canone resta dovuto anche durante il periodo di ricovero. Il semplice fatto di soggiornare in una casa di riposo, quindi, non fa venir meno l’obbligo di pagamento.
Se, invece, il contribuente non possiede alcun televisore e continua a essere titolare di un’utenza elettrica per uso domestico residenziale, può evitare l’addebito del canone presentando all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione sostitutiva di non detenzione, compilando il Quadro A dell’apposito modello. Diversa è la situazione di chi non possiede un televisore e non è titolare di un’utenza elettrica domestica residenziale, per esempio perché la fornitura è intestata a un figlio che vive in un’altra abitazione. In questo caso, se il contribuente risulta ancora titolare di un vecchio abbonamento televisivo, deve verificare la procedura prevista per comunicare la cessazione dell’obbligo.
È importante, quindi, distinguere tra il semplice ricovero in una struttura e la situazione relativa all’abitazione e alle utenze del contribuente: il ricovero, da solo, non determina l’esonero dal canone. Ciò che rileva è soprattutto la detenzione dell’apparecchio televisivo e, nel caso dell’addebito in bolletta, la presenza di un’utenza elettrica domestica residenziale.




































