Tasse sulla casa: le novità per l’Imu e la Tasi nel 2016

Dall’abolizione della Tasi sulla prima casa non di lusso allo sconto del 25% per l’immobile concesso in comodato d’uso dal genitore al figlio, ecco che cosa cambia per le tasse sulla casa con la Legge di Stabilità.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 29/01/2016 Aggiornato il 29/01/2016
tasi

La Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) ha introdotto molte novità per quanto riguarda le tasse sulla casa, ossia per l’Imu e la tasi. In primo luogo la Tasi, il tributo comunale sui servizi indivisibili, non sarà più dovuto da chi è proprietario di un immobile adibito ad abitazione principale che non sia di lusso o di pregio. Continueranno quindi a pagare il tributo, come già avviene per l’Imu, solo i proprietari di immobili prima casa se rientrano nelle categorie A1, A8 e A9.

Non paga la Tasi sulla prima casa neanche chi detiene l’immobile a qualsiasi titolo, quindi l’inquilino. In tal caso però sull’immobile che viene concesso in locazione il proprietario dovrà comunque pagare la quota di Tasi, stabilita dal Comune di residenza, in una quota compresa tra il 70 e il 90%. La Tasi si continuerà a pagare sempre sulle seconde case, così come avviene per l’Imu.

La Legge di Stabilità ha introdotto poi delle ipotesi specifiche in cui le tasse sulla casa si possono pagare in misura ridotta. Così chi concede in locazione a canone concordato un immobile, pagherà sia l’Imu che la Tasi in misura ridotta al 75%.

Cos’è il contratto di locazione a canone concordato? È un tipo particolare di contratto di locazione che viene disciplinato dalla Legge n. 431 del 1998. Le caratteristiche del contratto sono stabilite sulla base di accordi locali tra le principali organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia (ad esempio: Confedilizia, UPPI, ASPPI, ecc.) e le principali associazioni sindacali dei conduttori (ad esempio: SUNIA, SICET, UNIAT, ecc.) alla presenza del sindaco. In questi accordi si fissano elementi quali la durata, la ripartizione delle spese e soprattutto l’importo del canone. Esso è detto agevolato perché deve rispettare un certo valore minimo e massimo individuato dalle parti nell’accordo tenendo in considerazione elementi quali la categoria catastale, lo stato di manutenzione dell’immobile, la presenza di spazi comuni, ecc. È bene precisare che il contratto di locazione a canone concordato può essere stipulato in uno dei Comuni ad alta tensione abitativa, ossia tutti i capoluoghi di provincia, molti centri di medie dimensioni e tutti i Comuni confinanti con quelli di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia.

Altro sconto sulle tasse di casa che introduce la Legge di Stabilità riguarda l’immobile che viene concesso in comodato d’uso gratuito ad un parente. Il comodato d’uso è un contratto a titolo gratuito, in cui il comodante (colui che mette a disposizione) consegna ad un’altra persona un immobile, per un lasso di tempo definito. Il comodatario è titolare di un diritto personale di godimento di un immobile, ma non detiene il diritto di proprietà. L’esempio classico è quello dei genitori che concedono al figlio un immobile. Devono pagare e in che misura l’Imu e la Tasi? Ebbene dal 2016 le tasse sono ridotte alla metà, ossia al 50% ma affinchè operi lo sconto si devono rispettare dei requisiti specifici. 

Innanzitutto l’immobile concesso in comodato non deve essere un immobile di lusso e deve essere concesso solo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale. Il comodante, ossia colui che concede l’immobile, oltre alla casa data in comodato, può essere proprietario solo di un’altra abitazione, quella principale, che deve trovarsi nello stesso Comune in cui si trova la casa data in comodato ai familiari. Il comodatario invece può possedere anche più di due abitazioni, l’importante è che l’immobile concesso in comodato sia adibito a sua abitazione principale, quindi vi risieda anagraficamente vi dimori abitualmente.

Il contratto di comodato inoltre deve essere registrato regolarmente all’Agenzia delle Entrate entro venti giorni dalla data dell’atto. Il costo della registrazione è di 216 euro, di cui 200 euro di imposta di registro e 16 euro di marca da bollo ogni quattro pagine di contratto. Lo sconto del 50% per l’Imu e la Tasi sull’immobile concesso in comodato dì’so gratuito opera anche in riferimento alle pertinenze, anche se si tratta di due garage., basta che siano sempre indicate nel contratto di comodato.