Tari nella bolletta della luce: la proposta inserita nel DL Fisco

Presentato un emendamento al Dl Fisco che aggancia, così come il canone Rai, anche la tassa rifiuti alla bolletta per la fornitura di energia elettrica.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 17/11/2021 Aggiornato il 17/11/2021
spese tracciabili

Dopo il canone Rai, anche la Tari, la tassa sui rifiuti potrebbe entrare nella bolletta della luce. Così prevede un emendamento al DL Fisco presentato dai senatori Faraone e Marino che chiedono in sostanza che la riscossione della Tari per gli enti locali avvenga attraverso la bolletta dell’energia elettrica. La norma, spiegano, “permetterebbe di migliorare i bilanci dei comuni in crisi finanziaria e di aumentare notevolmente le percentuali di riscossione che comportano numerose problematiche e costi extra per le amministrazioni locali”.

Il Dl Fisco è ancora in fase di approvazione quindi ancora non si sa se la norma passerà o meno, ma già le associazioni dei consumatori puntano il dito contro la proposta. Ad esempio il Codacons che parla di norma folle  “L’emendamento presentato al Dl Fisco è una follia assoluta che va contro i principi stabiliti dall’Ue, che ha già bocciato l’inserimento del canone Rai in bolletta – spiega il presidente Carlo Rienzi. Oltre ad essere una misura illegittima, i pesanti aumenti delle tariffe dell’energia, unitamente alla presenza del canone Rai, renderebbero la bolletta della luce insostenibile per milioni di famiglie, portando ad una ondata di morosità e al rischio distacco delle forniture”.

Tari 2021

La Tari è la tassa sulla spazzatura destinata a finanziare i costi di raccolta e smaltimento rifiuti. Se dal 2020 è entrata in vigore la nuova Imu, l’imposta che incorpora Imu e Tasi, il tributo comunale sui servizi indivisibili, resta da pagare a parte la tassa sui rifiuti, la TARI.

Il pagamento della Tari spetta a chiunque sia in possesso, o detenga a qualsiasi titolo (ad esempio, locazione, comodato d’uso, usufrutto, proprietà, ecc.), locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. È obbligato quindi  a pagare la  tassa sui rifiuti chiunque occupi l’immobile, a prescindere se sia inquilino in affitto o proprietario. Sono escluse dal pagamento della tassa le aree oggettivamente inutilizzabili e che, quindi, sono escluse dal servizio pubblico di nettezza urbana come le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni, come ad esempio le cantine, le terrazze scoperte, i balconi, i giardini, i cortili o anche i posto auto scoperti. Questo non vale per le aree utilizzate per attività economiche (come il cortile di una fabbrica), che sono invece sempre tassate; le aree condominiali comuni che non siano utilizzate oppure occupate in via esclusiva, quali androni dei palazzi, gli stenditoi, gli ascensori, le scale di access

Le scadenze di pagamento della tassa sono fissate dai singoli Comuni, e in linea generale è possibile pagare in tre tempistiche diverse:

  • 1° rata da pagare entro la fine del mese di aprile;
  • 2° rata da pagare entro la fine del mese di luglio;
  • 3° rata è il saldo da versare entro la fine dell’anno.

Ad ogni modo è bene far riferimento al proprio Comune che stabilisce il calendario delle scadenze. 

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