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Per milioni di contribuenti il mese di luglio 2026 coincide con la scadenza della prima rata o della rata unica della TARI, la tassa destinata a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.
Le modalità di pagamento non sono uguali in tutta Italia. Ogni amministrazione comunale definisce infatti il proprio calendario delle scadenze, motivo per cui è sempre consigliabile verificare le date riportate nell’avviso di pagamento ricevuto o pubblicate sul sito del proprio Comune.
Oltre al pagamento della tassa, le scadenze di luglio segnano anche l’avvio dell’applicazione concreta del bonus sociale TARI per le famiglie che possiedono i requisiti economici previsti dalla normativa.
Scadenza TARI 2026 a luglio
La TARI è il tributo comunale dovuto da chi occupa o detiene un immobile, sia esso un’abitazione o un locale destinato ad altre attività, e serve a coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti.
Molti Comuni hanno fissato al 31 luglio il termine per il versamento della prima rata oppure dell’intero importo annuale. Altri, invece, prevedono scadenze differenti o una suddivisione in più rate durante l’anno.
Per questo motivo è fondamentale rispettare le indicazioni riportate nel bollettino inviato dal Comune, così da evitare interessi o sanzioni per il pagamento oltre i termini.
Verificare sempre il calendario del proprio Comune
Sebbene il mese di luglio rappresenti una delle scadenze più diffuse per il pagamento della TARI 2026, ogni Comune può stabilire un calendario diverso.
Prima di effettuare il versamento è quindi opportuno controllare l’avviso ricevuto o consultare il portale istituzionale dell’amministrazione comunale.
In questo modo sarà possibile rispettare le scadenze previste e verificare anche l’eventuale applicazione del bonus sociale direttamente sul bollettino di pagamento.
Come pagare la TARI
Le modalità di pagamento più diffuse sono:
- PagoPA;
- modello F24;
- bollettino postale;
- MAV.
PagoPA
Oggi la TARI viene pagata nella maggior parte dei casi tramite PagoPA, il sistema nazionale dei pagamenti elettronici verso la Pubblica Amministrazione. Il Comune invia al contribuente un avviso di pagamento, generalmente per posta ordinaria o tramite PEC, nel quale sono indicati l’importo dovuto, la scadenza e il bollettino PagoPA.
Quest’ultimo contiene un QR Code e un codice avviso numerico, indispensabili per effettuare il pagamento. Il versamento può essere eseguito attraverso l’app della propria banca, i servizi di home banking aderenti a PagoPA, gli uffici postali, gli sportelli bancari abilitati, le ricevitorie convenzionate o altri canali autorizzati.
Modello F24
In alcuni Comuni la TARI può essere pagata anche tramite modello F24, utilizzabile sia presso gli sportelli sia online. Il pagamento telematico può essere effettuato:
- sul sito di Poste Italiane;
- sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
- tramite il servizio di home banking della propria banca.
Per compilare correttamente il modello F24 è necessario indicare:
- l’importo da versare;
- il codice tributo;
- l’anno d’imposta;
- l’eventuale numero della rata, se il pagamento è rateizzato;
- eventuali crediti in compensazione;
- il saldo finale.
Nel campo “Codice ente/Codice Comune” va inserito il codice catastale del Comune destinatario del pagamento. Per la TARI si utilizzano i seguenti codici tributo:
- 3944 per l’imposta;
- 3945 per gli interessi;
- 3946 per le eventuali sanzioni.
Bollettino postale
Per pagare la TARI con bollettino postale è opportuno verificare innanzitutto se il Comune abbia inviato un bollettino già precompilato.
Molti enti, infatti, spediscono direttamente al contribuente un bollettino postale oppure un modello F24 già predisposto. Se si riceve un bollettino precompilato, il pagamento può essere effettuato:
- presso qualsiasi ufficio postale;
- online, tramite il sito o l’app di Poste Italiane, utilizzando un conto BancoPosta o una Postepay abilitata.
Se invece il bollettino non è stato ricevuto, è possibile:
- scaricarlo dal sito istituzionale del Comune, nella sezione dedicata ai tributi o alla TARI;
- richiederlo all’ufficio tributi tramite email, telefono o sportello.
Qualora sia necessario compilare un bollettino in bianco, occorre inserire:
- l’intestazione del Comune o del servizio TARI;
- il numero di conto corrente postale indicato dal Comune;
- la causale, ad esempio: “TARI anno [anno] – nome e cognome – codice fiscale – eventuale numero utenza”;
- l’importo esatto riportato nell’avviso di pagamento.
Va ricordato che molti Comuni hanno ormai sostituito il bollettino postale con il modello F24 o con PagoPA. In questi casi è necessario attenersi alle modalità indicate nell’avviso ricevuto. È inoltre consigliabile conservare sempre la ricevuta del pagamento, cartacea o digitale, poiché costituisce la prova dell’avvenuto versamento in caso di controlli o contestazioni.
MAV
Alcuni Comuni prevedono il pagamento della TARI tramite MAV (Pagamento Mediante Avviso). Il MAV è un bollettino precompilato che riporta già tutte le informazioni necessarie, come importo, causale, scadenza e codice identificativo. Proprio perché è predisposto dall’ente creditore, non può essere modificato dal contribuente. Se il Comune utilizza questa modalità, il MAV può essere pagato:
- presso qualsiasi sportello bancario, anche se non si è clienti dell’istituto;
- tramite il servizio di home banking, accedendo alla sezione dedicata ai pagamenti MAV e inserendo il codice identificativo riportato sull’avviso;
- presso gli uffici postali oppure online, tramite il sito o l’app di Poste Italiane, se si dispone di un conto BancoPosta o di una Postepay abilitata.
Generalmente il bollettino MAV viene inviato insieme all’avviso di pagamento della TARI. In alternativa, può essere scaricato dall’area riservata del sito del Comune o richiesto all’ufficio tributi, se il servizio è disponibile.



































