Tasi 2015: guida al saldo di dicembre

In vista della scadenza di dicembre, ecco alcune informazioni utili sulla tasi, la tassa sui servizi indivisibili comunali.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 02/12/2015 Aggiornato il 02/12/2015
cedolare secca al 10%

Il 16 dicembre 2015 oltre all’imu si dovrà pagare anche il saldo relativo alla tasi, la tassa diretta a coprire il costo per i servizi indivisibili comunali quali la pubblica illuminazione, la sicurezza delle strade, delle rete fognarie, eccetera. La Tasi, che con tutta probabilità dal prossimo anno non si pagherà sulle prime case che non siano di lusso e di pregio come avviene ora per l’Imu, è dovuta da chiunque possiede o detiene a qualsiasi titolo un immobile, anche da chi vive in affitto. Il Comune nella delibera di adozione delle aliquote della tassa ha deciso anche la quota di Tasi gravante sul conduttore, in genere tra il 10 e il 30%, lasciando la parte restante in capo al proprietario. 

Quindi a pagare il saldo della Tasi sono i proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale, indipendentemente o meno che sia di lusso e di pregio, e di seconde case, nonché gli affittuari. La base di calcolo della tassa segue le stesse regole previste per l’Imu: alla rendita catastale rivalutata del 5% si applicano i coefficienti previsti per legge (160 per le unità immobiliari) e poi le aliquote.

Le aliquote possono variare tra l’1 per mille e il 2,5 per mille con possibilità per i Comuni di aumentarle di uno 0,8 per mille, arrivando così a determinare delle aliquote massime che sono al 3,3 per mille per la prima casa e all’11,4 per mille compreso di Imu per altri fabbricati. Occorre quindi guardare alle delibere del proprio Comune di residenza per capire quale aliquota applicare per calcolare il saldo della Tasi. 

Come per l’Imu anche per il calcolo  della seconda rata della Tasi, in scadenza il 16 dicembre 2015, occorre considerare le delibere pubblicate nel sito del Dipartimento del Tesoro alla data del 28 ottobre 2015. Se non risulta alcuna delibera, il versamento della seconda rata deve essere effettuato sulla base delle delibere adottate per l’anno precedente. Così ad esempio il Comune di Milano ha deciso di applicare l’aliquota dello 0,8 per mille per quegli immobili che sono soggetti sia a Tasi sia ad Imu, al 2,5 per mille per quelli invece soggetti solo alla Tasi. Chi vive in affitto paga la quota Tasi al minimo, ossia il 10 per cento

Roma si è deciso di applicare l’aliquota al 2,5 per mille sulle abitazioni principali e relative pertinenze, ad eccezione degli immobili accatastati come A1, A8, A9 su cui invece si applica l’aliquota all’1 per mille. Allo 0,8 per mille invece l’aliquota Tasi prevista nella Capitale per le seconde case. Anche a Roma gli inquilini pagano una quota minima, al 10%. 
A Torino l’aliquota Tasi per il 2015 è al 3,30 per mille per le unità abitative adibite ad abitazione principale se in categoria catastale A2, A3, A4, A5, A6 e A7. Sono esenti dal pagamento della Tasi i proprietario di immobili adibiti ad abitazione principale classificati nelle categorie A1, A8 e A9.

Come si paga? Il contribuente può optare tra bollettino di conto corrente postale con numero “1017381649” e modello f24. In quest’ultimo caso oltre al codice catastale del Comune di riferimento, il numero degli immobili, la casella “saldo” e l’anno di riferimento (2015 per la scadenza del 16 dicembre) va inserito anche il codice tributo “3958” per l’abitazione principale e le relative pertinenze.

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