Sblocca Italia: nessun taglio dell’IVA sui lavori di ristrutturazione

Dalla bocciatura della riduzione IVA sui lavori di ristrutturazione all’introduzione del regolamento unico edilizio, passando per il contratto “rent to buy” e PER GLI sconti sui tributi per i cittadini attenti al decoro urbano. Ecco le ultime limature alla legge di conversione del DL Sblocca Italia.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 25/10/2014 Aggiornato il 25/10/2014
Sblocca Italia: nessun taglio dell’IVA sui lavori di ristrutturazione

Non ci sarà l’annunciata riduzione dell’aliquota IVA dal 10 al 4% sui lavori di ristrutturazione edilizia nella legge di conversione del decreto Sblocca Italia. Queste e altre le limature al disegno di legge all’esame del Parlamento che, dopo il voto di fiducia alla Camera, riprenderà l’iter di conversione in Aula in settimana, fino ad arrivare all’ultimo giorno per l’approvazione finale della legge, il prossimo 11 novembre. Vediamo le conferme e le novità.  E non ci sarà nemmeno l’aumento della stessa aliquota dal 4 al 10% per le nuove costruzioni da adibire a prima casa vendute direttamente dalle imprese.  Il problema emerso riguarda la mancanza di risorse adeguate a coprire economicamente la riduzione, con il rischio che l’Unione Europea possa aprire un contenzioso con il nostro Paese, nonché il forte impatto negativo sulle imprese di costruzioni già in sofferenza per la perdurante crisi economica. Tra le conferme troviamo invece il bonus per chi ristruttura o acquista casa e poi l’affitta a canone concordato per un periodo di almeno 8 anni continuativi. Il bonus, previsto solo per le persone fisiche, consiste in una deduzione dal reddito complessivo pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile che risulta dall’atto di compravendita. Il limite massimo complessivo di spesa deve essere di 300mila euro.

Confermata anche la nozione allargata di interventi di manutenzione straordinaria, così come aveva previsto il decreto n. 133 del 2014. Così gli interventi di frazionamento o accorpamento di singole unità immobiliari, sempre che non modifichino la destinazione d’uso originaria dell’immobile, saranno possibili con una semplice CIL, la comunicazione di inizio lavori e non occorre più la SCIA, la Segnalazione Certificata di inizio attività. A redigere la CIL dovrà sempre essere un tecnico abilitato (ingegnere o geometra) che dovrà, secondo le ultime modifiche, anche trasmettere al Comune il progetto, attestare la conformità dei lavori al piano regolatore e al regolamento edilizio e certificare che i lavori siano  compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia. La mancata presentazione della CIL sarà punita con una multa di importo variabile da 258 fino a 1.000 euro.

Via libera al contratto di futura vendita di un immobile, il cosiddetto “rent to buy”, che prevede l’immediata concessione in godimento di un immobile, con diritto per il conduttore di acquistarlo entro un termine determinato. È la classica formula dell’affitto con riscatto. Nel canone di affitto è inglobata una quota del prezzo, a titolo di anticipazione e se non viene pagato un canone, il contratto viene risolto.

Nella legge di conversione del decreto Sblocca Italia viene anche introdotto il regolamento edilizio unico. Saranno prima il Governo, le Regioni e gli Enti Locali a stipulare accordi in Conferenza unificata o intese per l’adozione di uno schema di regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti  a livello nazionale.

Un’altra conferma contenuta nel testo della legge di conversione prevede le riduzioni dei tributi comunali in favore dei cittadini che si impegnano a riqualificare una zona della città. Spetta ai Comuni adottare una delibera con cui indicare proprio le zone e i quartieri che  necessitano di pulizia e manutenzione. I cittadini, singolarmente o in forma associata, presenteranno così dei progetti riguardanti interventi di pulizia, abbellimento di aree verdi, piazze, strade, manutenzione, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso. Per gli sconti dei tributi si potrà dare, a discrezione dei Comuni, la precedenza a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.

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