Ristrutturazioni: bonus del 50% anche per il convivente more uxorio

Con la nuova legge sulle unioni civili è stata ampliata la platea dei beneficiari della detrazione Irpef al 50% per la ristrutturazione edilizia comprendendovi i conviventi more uxorio, che possono fruire del bonus se sostengono le relative spese e senza la necessità che vi sia un contratto di comodato d’uso.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 23/09/2016 Aggiornato il 23/09/2016
Ristrutturazioni: bonus del 50% anche per il convivente more uxorio

La detrazione fiscale al 50% fino al 31 dicembre 2016 per chi esegue interventi di ristrutturazione edilizia è fruibile anche dal convivente more uxorio anche se non è il proprietario dell’immobile. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 64/E del 28 luglio 2016.

La detrazione Irpef al 50% è fruibile per il proprietario dell’immobile, il nudo proprietario, il titolare di un diritto reale sullo stesso immobile, nonché dall’inquilino e dal comodatario in quanto detentori dell’immobile. La stessa Agenzia con la circolare n. 121 del 1997 aveva avuto modo di precisare che la detrazione fiscale compete anche al familiare convivente mentre il convivente che non è familiare del proprietario dell’immobile può godere del bonus ristrutturazione solo sulla base di un contratto di comodato d’uso.

Oggi il quadro normativo è mutato grazie all’entrata in vigore della legge sulle unione civili, la n. 76 del 2016 che estende ai conviventi di fatto alcuni specifici diritti spettanti ai coniugi come ad esempio il diritto di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali in ambito sanitario, analogamente a quanto previsto oggi per i coniugi e i familiari. La legge riconosce altresì al convivente superstite il diritto di abitazione, per un periodo determinato, nonché la successione nel contratto di locazione della casa di comune residenza in caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto. Di conseguenza secondo l’Agenzia delle Entrate la detrazione Irpef per le ristrutturazioni edilizie è fruibile anche da parte del convivente more uxorio che sostiene le spese e senza la necessità che vi sia un contratto di comodato.

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