Ristrutturare casa con la detrazione fiscale al 50%

Un anno di tempo in più per ristrutturare casa godendo della detrazione fiscale più alta, quella al 50% grazie alla proroga della legge di Stabilità 2016. Ecco quali sono gli interventi agevolabili e come fruirne.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 08/03/2016 Aggiornato il 08/03/2016
Ristrutturare casa con la detrazione fiscale al 50%

Ancora un anno per ristrutturare casa godendo della detrazione fiscale più alta, al 50% e poi dal 2017 tornerà, salvo proroghe, al 36%. La Legge di Stabilità ha previsto infatti la facoltà per chi intende eseguire interventi di recupero del proprio immobile di fruire della detrazione dall’Irpef nella misura al 50% per un importo massimo di spesa di 96mila per unità immobiliare. Ma quali sono gli interventi agevolabili? Quali adempimenti sono richiesti? Cerchiamo di fare il punto.

Come per gli altri anni la detrazione Irpef al 50%  è fruibile per una serie di interventi distinti in manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione.

Innanzitutto è bene sottolineare che gli interventi di manutenzione ordinaria sono agevolabili solo se eseguiti su parti comuni di edifici residenziali, ossia le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera. In tal caso sono i singoli condòmini hanno diritto alla detrazione Irpef al 50% in base alla quota millesimale.

Esempi di lavori di manutenzione ordinaria, indicati dall’Agenzia delle entrate, sono:

  • riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici,
  • sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti,
  • tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni,
  • rifacimento di intonaci interni,
  • impermeabilizzazione di tetti e terrazze,
  • verniciatura delle porte dei garage.

Se questi lavori sono eseguiti su singole unità immobiliari e fanno parte di un intervento più vasto (si pensi alla sostituzione di un pavimento in seguito all’abbattimento di vecchi muri divisori) allora si può fruire della detrazione Irpef al 50%.

I lavori di manutenzione straordinaria che danno diritto alla detrazione fiscale sono a titolo d’esempio:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne.

Adeguare le altezze dei solai (rispettando le volumetrie esistenti) o aprire finestre per esigenze di aerazione dei locali sono invece esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo. Infine demolire e ricostruire fedelmente l’immobile, modificare la facciata o ancora realizzare una mansarda o un balcone, sono tutti esempi di interventi di ristrutturazione edilizia.

Altri interventi che permettono di godere della detrazione dall’Irpef al 50% fino al 31 dicembre 2016 sono:

  • realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali
  • eliminazione delle barriere architettoniche quindi l’installazione di ascensori e montacarichi
  • interventi finalizzati a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi ( come ad esempio l’apposizione di grate sulle finestre, porte blindate, apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini, saracinesche, vetri antisfondamento)
  • cablatura e riduzione dell’inquinamento acustico
  • messa in sicurezza dal punto di vista sismico
  • bonifica dall’amianto.

Possono fruire della detrazione fiscale non solo i proprietari di immobili ma anche gli inquilini e i comodatari e in questi casi occorre una dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, da esibire in sede di eventuali controlli.  Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture. Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione

La detrazione fiscale, da calcolare su un importo massimo di 96mila per unità immobiliare, deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Come tale è fruibile indicando nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico persone Fisiche) i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore (inquilino o comodatario), gli estremi di registrazione dell’atto.

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale “parlante”, così chiamato perché esso deve indicare alcuni elementi come:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16 -bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Il bonifico va pagato in banca o ad un ufficio postale e su di esso verrà applicata una ritenuta a titolo d’acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori, all’8%.

La ricevuta del bonifico deve essere conservata dal contribuente insieme ad altri documenti, da esibire in sede di controlli, che sono:

  • comunicazione all’Asl ( se prevista)
  • fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu) se dovuta
  • per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • eventuali concessioni o autorizzazioni, ma se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, basta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Se l’immobile non è ancora censito occorre anche la domanda di accatastamento.

E se l’immobile viene venduto?

Nel caso in cui l’immobile su cui sono stati eseguiti i lavori venga venduto prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire dell’agevolazione, il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate è trasferito, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente dell’unità immobiliare, se è una persona fisica.

E se il contribuente muore?

Anche in questo caso, le quote di detrazione non fruite si trasferiscono agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Cosa significa? Un esempio su tutti: se l’erede che deteneva direttamente l’immobile ereditato successivamente lo concede in locazione, potrà fruire delle rate di detrazione solo al termine del contratto di locazione.

Ricordiamo che insieme alla detrazione Irpef al 50% è stato prorogato anche il connesso bonus mobili, la detrazione fiscale per chi acquista mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica A (A+ per i forni) per arredare la casa oggetto dei lavori.

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