Prestito ipotecario vitalizio: dal mattone al denaro contante per chi ha più di 60 anni

Presentato un disegno di legge che offre agli over 60anni la possibilità di convertire in denaro contante l’immobile di proprietà, senza precludere agli eredi la possibilità di recuperarlo. Ecco come funziona.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 23/08/2014 Aggiornato il 23/08/2014
Prestito ipotecario vitalizio: dal mattone al denaro contante per chi ha più di 60 anni

Via libera della Camera ad una proposta di legge sul prestito ipotecario vitalizio, una nuova forma di finanziamento grazie al quale gli ultrasessantenni possono accendere un prestito ipotecario sulla casa di abitazione, ricevendo così denaro contante e mantenendo la proprietà dell’immobile, anche per gli eredi che saranno liberi di vendere la casa o riscattarla al momento dell’eredità.

Aumenta la speranza di vita degli italiani, ma l’importo delle pensioni diminuisce, con la conseguenza che molti anziani si ritrovano da soli in una casa grande e non riescono a fronteggiare tutte le spese connesse. Dalla tassa sui rifiuti che tiene conto dei metri quadri, alle nuove tasse come imu e tasi. La scelta che si pone in molti casi è quella di vendere e comprare una casa più piccola oppure cedere la nuda proprietà, continuando così dopo la vendita dell’immobile, a vivere sì in quella casa ma non lasciando nulla agli eredi.

La proposta di legge che dopo l’ok della Camera, passa al Senato offre una formula di finanziamento alternativa ai canali tradizionali, in favore degli over 60enni che si trovano in questa situazione: quella del prestito ipotecario vitalizio con cui trasformare il mattone in liquidità.

Il prestito vitalizio è un prodotto finanziario che eroga la banca a cui si rivolge il 60enne. L’istituto di credito farà una stima del valore della casa, accenderà un’ipoteca, per poi erogare al soggetto una somma in contanti con importo massimo tra il 18 e il 40% del valore dell’immobile, a seconda dell’età del proprietario, del sesso e delle aspettative di vita. Dalle prime stime elaborate, un 65enne proprietario di una casa il cui valore stimato è di 300mila euro, potrà avere con il vitalizio 54mila di denaro contante o ancora una coppia di coniugi 80enni, con un appartamento del valore pari a 1 milione e mezzo di euro, avrebbe il 30% di questo, ossia 470mila euro.

Gli interessi si cumuleranno alla somma erogata dalla banca, ma saranno scomputati dal valore della casa solo alla chiusura del contratto, cioè al momento della morte dei proprietari e dell’apertura della successione.

Il prestito vitalizio è garantito da ipoteca di primo grado sulla casa. Se il finanziamento non viene integralmente rimborsato entro 12 mesi dalla morte del cliente o dal trasferimento in tutto o in parte, della proprietà o di altri diritti reali o di godimento sulla casa data in garanzia, la banca vende la casa a un valore pari a quello di mercato. Questo valore deve essere stabilito da un perito indipendente incaricato dalla stessa banca. Il ricavato della vendita sarà usato per estinguere il credito. È una garanzia per la banca che il cliente non trasferisca ad altri i diritti sulla casa. D’altra parte, il prestito ipotecario vitalizio offre al 60enne il vantaggio di non perdere la proprietà dell’immobile e non precludere la possibilità per gli eredi di recuperarlo, rimborsando il prestito ed estinguendo così la relativa ipoteca.

Rispetto alla vendita della nuda proprietà (dove il proprietario vende la proprietà della casa, ma si riserva l’usufrutto, quindi continuerà ad abitarci fino alla propria morte, quando l’acquirente entrerà in pieno possesso dell’immobile), il prestito vitalizio ipotecario offre al mutuatario il vantaggio di non perdere la proprietà dell’immobile, né per sé, né per i suoi eredi.

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