Mutui casa: in calo i tassi di interesse sia fissi che variabili

Momento propizio per chi vuole accendere un mutuo per l'acquisto della casa, visto che i tassi di interesse, sia fissi che variabili, sono molto bassi. Vediamo perché.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 19/08/2016 Aggiornato il 23/08/2016
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Buone notizie per chi decide oggi di acquistare casa accedendo un mutuo grazie ai tassi in calo, sia fissi che variabili. Uno dei fattori principali che incidono sulla rata del mutuo – mensile, trimestrale o semestrale – è il tasso di interesse. L’interesse è il prezzo dell’uso del capitale chiesto in prestito alla banca. Misura di tale prezzo è proprio il tasso o saggio di interesse, sulla base del quale vengono calcolati gli interessi maturati sul capitale in un’unità di tempo (mese, trimestre, semestre, anno).

È dalla tipologia di tasso che deriva il contratto di mutuo: fisso – è quello che rimane fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo – e variabile – può variare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza seguendo le oscillazioni di un parametro di riferimento, di solito un tasso di mercato o di politica monetaria.

Oggi i tassi di interesse, sia fissi che variabili, sono calati. Così è possibile trovare offerte di mutui di durata ventennale per un importo di 100mila euro a tasso fisso vicino all’1,5% e allo 0,90% per quello variabile. Le famiglie scelgono sempre di più il mutuo a tasso fisso, il 70,9% contro il 24,1% di quelle che invece hanno scelto il tasso variabile nei primi sei mesi del 2016. A fornire questi numeri è MutuiOnline.it, la piattaforma online che permette di confrontare in maniera semplice e veloce le varie offerte di finanziamento presentate dalle banche in tempo reale. A innescare l’effetto positivo l’attuale situazione di incertezza che si è abbattuta sui mercati, complice la recente Brexit, ossia l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, votata a maggioranza dai cittadini inglesi lo scorso 23 giugno. Per quanto tempo dureranno i tassi bassi? Una risposta precisa non c’è. Certo è che il costo del denaro non risalirà finchè non ci saranno segnali di ripresa dell’economia.

Il momento è favorevole anche per la portabilità del mutuo, la cosiddetta surroga ossia la procedura, introdotta nel 2007 con la Legge Bersani che permette di trasferire a costo zero il proprio mutuo da una banca ad un’altra, modificando la durata e il tasso, senza però variare il debito residuo. Chi decide di trasferire il mutuo deve però fare attenzione al contratto presentato dalla nuova banca che può prevedere spese periodiche (assicurazione, incasso rata, gestione) minori o nulle rispetto al mutuo originario, quindi la convenienza non c’è. I consigli per valutare la migliore soluzione di surroga del mutuo sono in primo luogo verificare con precisione le condizioni ed i costi del mutuo che si sta già rimborsando (tasso, spese, rate, durata e capitale residui), poi individuare i vantaggi che si preferisce ottenere con la sostituzione di mutuo (rate più basse, risparmio sugli interessi, flessibilità di rimborso, liquidità aggiuntiva). Ovviamente è bene confrontare più offerte di mutuo da parte di altre banche e in ogni caso farsi assistere da un consulente abilitato.

 

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