Lavori in casa: pagarli con i buoni lavoro dell’Inps

Il giardiniere o la baby sitter occasionali possono essere pagati utilizzando il sistema dei buoni lavoro o voucher dell’Inps. Ecco di che cosa si tratta.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 25/12/2015 Aggiornato il 25/12/2015

Rinfrescare le pareti di casa, sistemare il giardino o sgomberare la soffitta sono piccoli lavoretti che prima o poi toccano a tutti. Chi non ha molto tempo per occuparsene personalmente può chiedere l’aiuto al figlio dei vicini che ancora studia o ad un parente pensionato o ad altri lavoratori part time. Ma onde evitare di favorire il lavoro nero si può agire nella legalità pagando questi lavoratori saltuari con il sistema dei buoni lavoro anche detti voucher. Vediamo come funzionano e come utilizzarli.

Le imprese ma anche cittadini privati possono usare prestazioni di lavoro accessorio da parte di disoccupati, pensionati, studenti e lavoratori part time per varie attività da svolgere in casa. In sostanza una famiglia che vuole assumere un giardiniere o una baby sitter in maniera occasionale può acquistare i voucher cartacei preso l’Inps, le banche, uffici postali e anche il tabaccaio sotto casa. Al momento dell’acquisto viene rilasciato un carnet di buoni dal valore nominale di 10 euro ciascuno. È possibile anche acquistare voucher multipli del valore di 50 euro che equivalgono a cinque buoni non separabili. Il numero dei buoni da usare per pagare la prestazione lavorativa è una scelta rimessa alla discrezionalità del committente che può anche scegliere di pagare un’ora di lavoro con più voucher.

Dopo aver acquistato il carnet di buoni il committente deve necessariamente comunicare lo svolgimento della prestazione all’Inps, con una registrazione sul sito in una sezione apposita dedicata al lavoro accessorio.  È obbligatorio fare questa comunicazione prima che inizi il rapporto di lavoro. Si rischia infatti di pagare una sanzione molto salata che va da 1950 a 15.600 euro a cui si aggiunge l’importo di 195 euro per ogni giorno di lavoro.

Ma c’è un’altra condizione fondamentale da rispettare affinchè si possano usare i voucher. Il compenso erogato non può superare la cifra di 7.000 euro netti all’anno (9.333 euro lordi). Un limite che può essere riferito anche a più committenti. Cosa significa? In sostanza una baby sitter assunta da Tizio può ricevere da questi 1800 euro, da Caio 2mila euro e così via da altri committenti, ma l’importante è non superare il limite massimo di 7.000 euro netti l’anno. Per chi avesse necessità non solo della baby sitter ma anche del giardiniere può utilizzare i buoni lavoro dell’Inps, facendo sì che la moglie risulti il committente della prima e il marito del secondo, sempre rispettando i 7mila euro ciascuno.  

Due giorni dopo l’esecuzione della prestazione lavorativa, il lavoratore potrà recarsi dal rivenditore autorizzato (Inps, tabaccaio, banche e Poste) esibendo i buoni che il committente avrà debitamente contrassegnato. Sul voucher viene applicata una ritenuta di 2,50 euro, quindi il lavoratore riscuote 7,70 euro netti a buono. I buoni si possono anche acquistare telematicamente, purché sia il committente che il prestatore siano registrati all’Inps. Dopo aver ricevuto i dati delle parti, Poste Italiane invia al lavoratore la card Inps su cui verranno accreditati i compensi maturati. La carta si attiva dopo che viene ricaricata con un bonifico di importo minimo di 5 euro. +

E se si perdono i buoni lavoro o vengono rubati? In questi casi si deve preliminarmente effettuare la denuncia alle autorità competenti e poi recarsi ad una sede Inps con la denuncia e si riceverà l’assistenza del caso.

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