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Quando si chiama un idraulico, un elettricista, un tecnico della caldaia o un altro artigiano per effettuare un intervento in casa, può capitare di chiedersi come debba essere effettuato il pagamento. È obbligatorio utilizzare il POS? E cosa succede se questi non ha con sé il dispositivo per far pagare con carta? E come ci si deve regolare con i contanti o con il bonifico?
La normativa sui pagamenti elettronici ha modificato nel tempo le modalità con cui commercianti, artigiani e professionisti devono incassare quanto dovuto dai propri clienti estendendo le regole anche agli interventi effettuati direttamente presso le abitazioni.
Lavori in casa, il pagamento con il POS è obbligatorio?
La regola fondamentale da chiarire è che l’obbligo previsto dalla legge riguarda esclusivamente l’artigiano, che deve garantire la possibilità di accettare la carta, e non il cliente, che rimane libero di scegliere la modalità di saldo.
In Italia chi vende beni o presta servizi deve, in linea generale, mettere a disposizione dei propri clienti un sistema che consenta di effettuare pagamenti elettronici. L’obbligo interessa anche gli artigiani e i professionisti che svolgono il proprio lavoro presso il domicilio del cliente.
Questo significa che, quando si chiama un idraulico per riparare una perdita, un elettricista per un intervento sull’impianto, un tecnico per la manutenzione della caldaia o un antennista, il professionista deve poter accettare, nei casi previsti dalla legge, un pagamento elettronico.
Il POS può essere un dispositivo tradizionale oppure una soluzione mobile, utilizzabile anche attraverso smartphone o altri strumenti compatibili.
Per il cliente, tuttavia, non significa che ogni lavoro debba essere necessariamente pagato con carta. Il pagamento elettronico rappresenta una modalità che il professionista deve mettere a disposizione, mentre le parti possono utilizzare anche altri sistemi di pagamento consentiti dalla normativa.
L’obbligo del POS vale anche per gli interventi in casa?
Sì. L’assenza di un negozio o di uno studio aperto al pubblico non fa venire meno l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici.
L’idraulico, l’elettricista, il falegname, il manutentore della caldaia o l’artigiano che effettua interventi a domicilio rientrano infatti tra i soggetti che prestano servizi e che devono consentire al cliente di utilizzare un pagamento elettronico, salvo i casi di oggettiva impossibilità tecnica previsti dalla normativa.
Non è quindi necessario che il professionista disponga di un negozio o di uno studio aperto al pubblico. Il POS può essere portatile e utilizzato al termine del lavoro. Questa caratteristica è particolarmente rilevante proprio per gli interventi domestici: il cliente può ricevere la fattura o il documento relativo alla prestazione e saldare il conto direttamente sul posto attraverso una carta o un altro strumento di pagamento elettronico.
Il cliente è obbligato a pagare con la carta?
No. Questo è uno degli aspetti più importanti da chiarire. L’obbligo previsto dalla normativa riguarda principalmente chi presta il servizio, che deve accettare il pagamento elettronico, e non stabilisce un obbligo generale per il cliente di utilizzare necessariamente il POS.
Se, per esempio, un elettricista esegue un lavoro da 250 euro, il cliente può chiedere di pagare con carta qualora questa modalità sia disponibile. Ma ciò non significa che sia sempre tenuto a utilizzare la carta: potrà ricorrere a un’altra modalità di pagamento ammessa dalla legge, concordata con il professionista. Attenzione però a rispettare il limite dell’uso dei contanti, ossia fino alla soglia di 4.999,99 euro.
Diverso è il caso in cui il cliente voglia pagare con carta e il professionista rifiuti senza che sussista un’impossibilità tecnica oggettiva.
Cosa succede se l’artigiano non ha il POS o il dispositivo non funziona?
Può verificarsi, soprattutto durante un intervento a domicilio, che il professionista non abbia con sé il dispositivo o non sia in grado di effettuare immediatamente una transazione elettronica per un guasto o un’assenza temporanea di rete.
La mancanza o il malfunzionamento del POS, però, non cancella il debito del cliente. Se l’idraulico ha eseguito regolarmente il lavoro, il cliente resta tenuto a corrispondere il compenso dovuto. Non è quindi possibile sostenere che il lavoro non debba essere pagato semplicemente perché il professionista non dispone del POS in quel momento. Le modalità concrete con cui effettuare il pagamento potranno essere concordate tra le parti, ad esempio attraverso un bonifico bancario o un saldo in contanti.
Il punto è particolarmente importante perché l’obbligo di mettere a disposizione il pagamento elettronico e l’obbligo del cliente di pagare la prestazione sono due questioni distinte.
L’artigiano rischia una multa se rifiuta la carta?
La normativa prevede una sanzione quando un soggetto obbligato ad accettare i pagamenti elettronici rifiuta un pagamento effettuato con carta o altro strumento previsto.
Il rifiuto di accettare un pagamento elettronico è soggetto a una sanzione amministrativa composta da una quota fissa di 30 euro, alla quale si aggiunge il 4% del valore della transazione rifiutata.
La disciplina non stabilisce una soglia generale al di sotto della quale il professionista possa decidere liberamente di accettare soltanto contanti. Un idraulico, per esempio, non può stabilire autonomamente che il POS venga utilizzato soltanto per interventi superiori a 100 euro: l’obbligo opera anche per gli importi minimi.
Restano le situazioni di oggettiva impossibilità tecnica, che rappresentano un’eccezione prevista dalla legge. Va tuttavia ricordato che, in caso di controllo, l’impossibilità tecnica (come l’assenza temporanea di rete o un guasto del terminale) non può essere semplicemente verbalizzata o dichiarata a voce, ma deve essere oggettivamente dimostrabile dal professionista.
Si può pagare un lavoro in casa in contanti o con bonifico?
Il pagamento in contanti non è stato eliminato, ma è soggetto ai limiti stabiliti dalla legislazione antiriciclaggio.
Attualmente, la soglia massima per i trasferimenti in contanti tra soggetti diversi è fissata a 4.999,99 euro. Per importi pari o superiori a 5.000 euro è obbligatorio ricorrere a strumenti di pagamento tracciabili.
Tuttavia, anche per cifre inferiori al limite di legge, l’utilizzo di strumenti tracciabili come bonifico o carta è sempre raccomandato per conservare una prova certa dell’avvenuto saldo.
Per interventi di ristrutturazione, manutenzione o riparazione di importo significativo, è quindi opportuno conservare sempre fatture, ricevute e documentazione contabile relativa ai pagamenti.
Pagare con il POS non significa rinunciare alla ricevuta
Un altro aspetto da non confondere riguarda il pagamento elettronico e la documentazione fiscale. Il fatto che il cliente paga con carta non sostituisce automaticamente gli eventuali obblighi del professionista relativi alla fatturazione o alla certificazione della prestazione. La stampa del POS è solo la prova dell’incasso, non un documento fiscale.
Il cliente dovrebbe sempre verificare quale documento fiscale (fattura o ricevuta) debba essere rilasciato in relazione alla prestazione ricevuta e conservarlo unitamente alla ricevuta di transazione del POS o alla contabile del bonifico.
POS, contanti e lavori di manutenzione della casa: attenzione ai bonus fiscali
La questione del pagamento elettronico assume un ruolo fondamentale quando l’intervento rientra in lavori di manutenzione, ristrutturazione o riqualificazione energetica dell’immobile.
In questi casi, pagare tramite POS — per quanto sia una modalità di pagamento tracciabile — e a maggior ragione in contanti, non è sufficiente per beneficiare delle detrazioni fiscali (come il Bonus Ristrutturazioni o l’Ecobonus).
La legge richiede infatti tassativamente l’utilizzo del bonifico bancario o postale “parlante”, dal quale devono risultare la causale del versamento con il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA/codice fiscale della ditta che esegue i lavori.
Saldare un intervento agevolabile tramite carta di credito o debito al POS compromette il diritto alla detrazione fiscale. Prima di effettuare il pagamento, è quindi essenziale verificare la modalità richiesta dalla specifica agevolazione.
Lavori in casa: cosa deve sapere il cliente
Quando si affida un lavoro a un artigiano o a un professionista, è utile distinguere tre aspetti:
- L’obbligo del prestatore di accettare i pagamenti elettronici, salvo le ipotesi di oggettiva e dimostrabile impossibilità tecnica.
- L’obbligo del cliente di pagare la prestazione eseguita, che non viene meno neanche se al momento dell’intervento il POS non è presente o non funziona (si potrà concordare un pagamento alternativo in contanti o con bonifico).
- Le regole fiscali sulla tracciabilità e le agevolazioni: se il lavoro rientra in un bonus edilizio, occorre utilizzare lo strumento di pagamento specifico richiesto dalla norma (come il bonifico parlante), poiché il semplice pagamento con carta non garantisce l’accesso al beneficio fiscale.




































