ISEE: che cosa è, quando serve e come

Isee è il misuratore della “ricchezza” delle famiglie. Serve per esempio quando si richiede la riduzione di una certa quota da pagare al Comune o allo Stato: l’asilo nido comunale, le tasse universitarie... Ecco che cosa bisogna sapere.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 05/10/2016 Aggiornato il 05/10/2016
ISEE, che cosa è

L’Isee, Indicatore della Situazione Economica equivalente, è in vigore dal 1998 ed è lo strumento che serve per valutare la situazione economica del nucleo familiare del soggetto che richiede l’accesso alle prestazioni sociali e sociosanitarie erogate da Comuni, Regioni e Stato. Ma chi può farne richiesta? E quando? A chi rivolgersi? Quale procedura seguire? Di seguito tutte le risposte.

Quando serve l’ISEE

Le prestazioni agevolate più comuni sono:
✓ l’assegno per il nucleo familiare con 3 figli minori
✓ l’assegno di maternità
✓ riduzione dei costi di servizi scolastici (retta per la mensa e/o l’asilo nido, borse di studio)
✓ riduzione tasse dell’Università dei figli
✓ servizi di pubblica utilità come il bonus gas e luce o la riduzione del canone telefonico
✓ l’erogazione della social card
✓ servizi socio sanitari domiciliari
✓ bonus bebè

L’Isee è stato oggetto di una recente riforma. Il decreto “Salva Italia” (D.L. n. 201/2011) ha introdotto infatti criteri più stringenti per valutare la situazione patrimoniale e reddituale delle famiglie. L’obiettivo è quello di rintracciare quanti dichiarano il falso per fruire delle prestazioni assistenziali senza averne diritto. Cardine della riforma – entrata in vigore il 1° gennaio 2015 – è, da una parte, rendere più corretta la misurazione della condizione economica delle famiglie e, dall’altra, migliorare l’equità nell’accesso alle prestazioni.

Si parte dal nucleo familiare

Per il calcolo della situazione economica di un nucleo familiare oggi si devono considerare tuttwi i redditi percepiti dalla famiglia.Che cosa si intende per “nucleo familiare”? Esso è costituito da tutti i componenti della famiglia anagrafica che risulta alla data di presentazione della Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica): una certificazione necessaria per calcolare l’Indicatore della situazione economica equivalente. Quindi genitori e figli in primis. C’è da precisare che i coniugi che hanno una diversa residenza anagrafica si considerano facenti parte dello stesso nucleo familiare, tranne se siano separati o divorziati.  Per quanto riguarda i figli minorenni, si considerano facenti parte del nucleo familiare del genitore con il quale convivono. Così alla stessa stregua è considerato anche il minore in affidamento preadottivo, mentre se si trova in affidamento presso una comunità è considerato nucleo familiare a sé stante.  Se il figlio ha raggiunto la maggiore età e non convive con i genitori ma è comunque a loro carico, si considera facente parte del nucleo familiare. Il genitore può chiedere l’assegno familiare al Comune per figli minori anche se non convive con i propri discendenti e non è coniugato con l’altro genitore. È considerato infatti facente parte dello stesso nucleo familiare, a meno che non abbia una nuova famiglia o abbia avuto figli con una persona diversa.

Composizione del nucleo familiare, reddito e patrimonio sono le tre variabili per il calcolo.
Quali redditi considerare?

Per il calcolo Isee devono essere conteggiati tutti i redditi percepiti dalla famiglia, anche quelli che fino all’anno scorso erano esenti dall’Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone fisiche), come per esempio le pensioni sociali e quelle di invalidità. E questa è la grande novità. Rientrano nel calcolo anche i redditi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta, come quelli percepiti per l’incremento della produzione e straordinari, gli assegni per il mantenimento dei figli, i fondiari relativi a beni non locati e soggetti a imu.

Isee per spese scuola e mensa scolastica

 

 

 

Serve la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu)

Abbiamo visto che la Dsu è obbligatoria per fotografare la situazione redditualee patrimoniale, quando si intende richiedere una prestazione sociale agevolata legata al reddito. Si compone di diversi moduli e quadri da compilare a seconde delle caratteristiche  del proprio nucleo familiare e del tipo  di prestazione agevolata a cui si intende accedere.

Nella maggioranza delle situazioni è sufficiente compilare la Dsu cosiddetta “Mini” con cui si calcola l’Isee standard o ordinario. Questa non può essere compilata quando: nel nucleo familiare sono presenti persone  con disabilità e/o non autosufficienti;  si richiedono prestazioni per il diritto allo studio universitario e in altri casi specifici che richiedono la compilazione di una Dsu nella versione “estesa” (come specificato nelle pagine successive).

Tipologie specifiche di Isee e Dsu approfondita

Avremo quindi oltre all’Isee standard o ordinario, altre tipologie di Indicatore che richiedono la compilazione di una Dsu più approfondita. Per esempio:
✓ Isee Università per l’accesso alle prestazioni per il diritto
allo studio universitario;
✓ Isee socio-sanitario
(da approfondire nell’ultima pagina) per l’accesso alle prestazioni socio-sanitarie quali l’assistenza domiciliare per persone con disabilità e/o non autosufficienti; l’ospitalità alberghiera presso strutture residenziali per persone che non sono assistibili a domicilio;
✓ Isee sociosanitario-residenze richiesto in particolar modo per ricoveri presso residenze socio-sanitarie assistenziali, Rsa, Rssa;
✓ Isee Minorenni con genitori non coniugati tra di loro e non conviventi;

Un modello particolare di Indicatore della situazione economica equivalente è l’Isee corrente che tiene conto dei redditi del richiedente e del suo nucleo familiare aggiornati agli ultimi dodici mesi o agli ultimi due, nel caso in cui il soggetto perda il lavoro e quindi si verifichi una rilevante variazione di reddito.

Informazioni in più vengono aggiunte da Inps e Agenzia delle entrate per avere un quadro completo di reddito e patrimonio.

Dove e a chi rivolgersi

La Dichiarazione sostitutiva unica può essere presentata:
✓ all’Ente che fornisce la prestazione sociale agevolata
✓ al Comune
✓ a un Centro di Assistenza Fiscale (Caf)
✓ alla sede Inps competente per territorio (anche in via telematica direttamente all’Inps, utilizzando il Pin rilasciato dall’Istituto di previdenza sociale).

La Dsu è valida dal momento della presentazione fino al 15 gennaio dell’anno successivo. Se decorre questo termine non si potrà più utilizzare la Dsu scaduta per richiedere nuove prestazioni.  Indipendentemente dal canale scelto, è bene precisare che la Dsu contiene solo le informazioni auto-dichiarate dal cittadino, come i dati anagrafici relativi alla composizione del nucleo familiare, quelli relativi alla casa di abitazione, la titolarità di depositi e conti correnti bancari e postali, titoli e obbligazioni,  e anche auto e moto di proprietà. Gli enti a cui si rivolge il cittadino prendono in consegna la Dsu rilasciandogli una ricevuta di avvenuta presentazione che però, è bene sottolinearlo, non è l’Isee.

Isee per donne incinta

 

Entrano in gioco Inps e Agenzia delle entrate

Per poter calcolare l’Indicatore Isee manca ancora un passaggio. Spetta infatti all’Inps e all’Agenzia delle entrate aggiungere ulteriori informazioni in loro possesso per fornire un quadro più completo della situazione reddituale e patrimoniale del cittadino.
L’Agenzia delle Entrate accede ai dati relativi alla situazione reddituale del cittadino attraverso i propri archivi tributari.
L’Inps acquisisce dai propri archivi informatici i dati riguardanti i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari non soggetti a Irpef ed erogati direttamente da Inps, nonché la spesa sostenuta, inclusiva dei contributi versati, per collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale.
Sarà l’ente a cui il cittadino presenta la Dsu debitamente compilata a inviarla alla sede centrale dell’Inps. Sarà quest’ultimo a effettuare il calcolo dell’Isee entro 10 giorni lavorativi, che sarà poi disponibile per il cittadino richiedente insieme al contenuto della Dsu e a tutte le informazioni che sono state acquisite.
Le stesse attestazioni potranno essere rese disponibili al dichiarante anche tramite il Caf, che agisce grazie a un mandato scritto del cittadino o tramite il Comune.
A richiedere l’attestazione può essere qualsiasi membro della famiglia.

 presentare isee

I documenti da presentare per il calcolo corretto

Per poter compilare la Dsu presso uno degli enti scelti, il cittadino deve disporre di una serie di documenti. Impossibile stilarne una lista completa perché, caso per caso, potrebbero esserne richiesti di specifici. Elenchiamo quelli più comuni.

DATI RIGUARDANTI IL NUCLEO FAMILIARE

  • codice fiscale e documento identità del dichiarante e di tutti i componenti del nucleo familiare
  • composizione del nucleo familiare, anche autocertificata o desunta dallo stato di famiglia rilasciato dal Comune
    di residenza
  • carta e/o permesso di soggiorno  per i cittadini extracomunitari
  • libretto di circolazione/registrazione di tutti gli autoveicoli, i motoveicoli di cilindrata superiore a 500 cc e imbarcazioni da diporto intestati al nucleo familiare
  • se il nucleo familiare è in affitto, copia del contratto
    di locazione registrato e ultimo canone pagato

DATI REDDITUALI RIFERITI AL NUCLEO FAMILIARE DEI DUE ANNI PRECEDENTI
(per la Dsu 2016 si fa riferimento ai redditi 2014)

  • dichiarazione dei redditi presentata nel 2015 relativa all’anno d’imposta 2014, con ricevuta di presentazione cud 2014
  • eventuali canoni di locazione percepiti nel corso dell’anno 2014 importi relativi agli assegni percepiti o corrisposti nel 2014 destinati al coniuge e ai figli
    certificazioni attestanti altri redditi percepiti nel 2014
  • redditi da attività agricola
  • redditi da lavoro dipendente prestato all’estero tassati esclusivamente all’estero
  • redditi esenti/non imponibili non erogati dall’Inps (es. borse di studio per studenti universitari, rendite Inail, compensi per attività sportive dilettantistiche, lavori socialmente utili, voucher lavori occasionali, ecc.)contributi ricevuti da Enti (es. fondo sostegno affitti, ecc.)

DATI SUL PATRIMONIO MOBILIARE ANNO PRECEDENTE (2015 per dsu 2016)

  • Iban e codice fiscale di tutti gli intermediari che gestiscono il patrimonio mobiliare (banche, poste, etc.)giacenza media annua da richiedere all’istituto bancario e/o postale anche per rapporti aperti/estinti nel corso del 2015 con relativa data di chiusura
  • saldo contabile, al lordo degli interessi, di depositi e conti correnti bancari, postali, libretti postali
  • carte di debito prepagate (es. bancarie, postali e universitarie)
  • valore nominale dei titoli di stato ed equiparati, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi e assimilati
  • valore risultante dall’ultimo prospetto redatto dalla società di gestione per azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (Oicr)
  • valore delle partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati
  • premi versati per contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita e di capitalizzazione, al netto di eventuali riscatti.

DATI DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE  DELL’ANNO PRECEDENTE (2015 per dsu 2016)

  • visura catastale di terreni e/o fabbricati (o atti di compravendita, successione etc.)
  • valore delle aree edificabili
  • quota di capitale residuo del mutuo stipulato per l’acquisto o la costruzione di qualsiasi immobile posseduto dal nucleo
    valore ai fini Ivie di immobili situati all’estero e relativi mutui 

isee per alberghiUn caso particolare: l’Isee socio-sanitario

È quello che serve alle persone con limitata autonomia per assicurarsi prestazioni agevolate di natura sociale e sanitaria. Le prestazioni e i servizi per cui si può chiedere tale tipologia di Isee sono:
✓ interventi di sostegno e di aiuto domestico familiare, finalizzati a favorire l’autonomia e la permanenza nel proprio domicilio
✓ interventi di ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali, incluse le prestazioni strumentali e accessorie alla loro fruizione, rivolte a persone non assistibili a domicilio
✓ interventi atti a favorire l’inserimento sociale, inclusi gli interventi di natura economica o di buoni spendibili per l’acquisto di servizi
La novità principale sta nel fatto che, per accedere a questo tipo di prestazioni, la compartecipazione al costo del servizio può essere quantificata facendo riferimento a un nucleo familiare “ristretto” rispetto a quello preso in considerazione per l’Isee ordinario. Per coloro che accedono alle prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria, infatti, si prevede che il nucleo familiare del beneficiario, a cui fare riferimento per il calcolo dell’Isee, sia composto oltre che dallo stesso beneficiario, solo dal coniuge e dai figli (eventuali). Nel caso di persona disabile maggiorenne, non coniugata e senza figli, che vive con i genitori, il nucleo ristretto è formato dalla sola persona disabile.

Le prestazioni residenziali

Alcune regole specifiche si applicano alle prestazioni residenziali (ricoveri presso residenze socio-sanitarie assistenziali – Rsa, Rssa, residenze protette, ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali per le persone non assistibili a domicilio).
Si parla in questo caso dell’Isee socio-sanitario-residenze. Pur considerando il nucleo familiare ristretto, si tiene conto della condizione economica anche dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare, integrando l’Isee di una componente aggiuntiva per ciascun figlio.
Tale previsione consente, in particolare, di differenziare la condizione economica dell’anziano non autosufficiente che ha figli che possono aiutarlo da quella di chi nonha alcun aiuto per fronteggiare le spese peril ricovero in una struttura socio-sanitaria.
Ma la componente aggiuntiva non si calcolain presenza di particolari requisiti, comenel caso di figlio affetto da disabilità o quando nel nucleo familiare del beneficiarioci sono persone con disabilità. E neanche quando risulti accertata, giudizialmenteo dalle pubbliche autorità, la totale estraneità del figlio, rispetto al beneficiario, in terminidi rapporti affettivi ed economici.

In sede di calcolo dell’Isee socio-sanitariosi fa riferimento a un nucleo familiare ristretto.

Il modulo ad hoc

Per l’indicazione del nucleo ristretto relativo alle persone maggiorenni con disabilitàe/o non autosufficienti è necessario usare il modulo MB.1rid, in cui devono essere indicate:
✓ le principali informazioni anagrafiche relative al nucleo familiare ristretto, composto dal beneficiario della prestazione, dal coniuge
e dai figli (minorennio maggiorenni, solo se a carico ai fini Irpef e se non coniugati e/o senza figli)
✓ le principali informazioni sulla casa di abitazione del nucleo familiare ristretto (indirizzo e titolodi detenzione).

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