Detrazione 50% per sistemi antifurto

Tra i vari interventi sull'immobile che danno diritto alla detrazione Irpef al 50%, fruibile fino al 31 dicembre 2016, vi sono anche le misure volte a prevenire atti illeciti in casa da parte di terzi.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 28/02/2016 Aggiornato il 28/02/2016
Detrazione 50% per sistemi antifurto
Smart Home Security Kit DCH-107KT di D-Link

Fino al 31 dicembre 2016 si potrà fruire della detrazione Irpef al 50% per una serie di interventi realizzati sugli immobili, tra cui quelli riguardanti misure per prevenire il compimento di atti illeciti in casa da parte di terzi, ossia i furti nelle abitazioni.

La detrazione consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione delle abitazioni e di parti comuni di edifici residenziali, con un limite massimo di 96mila euro per ogni unità immobiliare. Dal 1 gennaio 2017 – salvo eventuali proroghe – la detrazione scenderà al 36% con il limite massimo di 48.000 euro per unità immobiliare.

Tra i vari interventi che permettono di godere dello sconto Irpef vi sono anche quelli relativi all’adozione di misure per prevenire il rischio di furti in casa come ad esempio:

  • apposizione o sostituzione di grate sulle finestre
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie
  • porte blindate o rinforzate
  • apposizione di saracinesche
  • venti antisfondamento
  • installazione di rivelatori di apertura
  • casseforti a muro
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati ( non è agevolabile il contratto che si stipula con l’istituto di vigilanza).

Tutte le spese sostenute per tali opere sono detraibili nelle misura pari al 50% se realizzate sull’immobile entro il 31 dicembre 2016. Per fruire della detrazione, come per tutti gli altri interventi di ristrutturazione, anche in questo caso è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico) i dati catastali identificativi dell’immobile e soprattutto pagare tutte le spese con bonifico bancario o postale parlante, ossia che indichi la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario e il numero di partita Iva della ditta che esegue i lavori. Sul bonifico la banca o le Poste applicheranno una ritenuta a titolo d’acconto dell’8%.

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: / 5, basato su voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!