Cedolare secca, alloggi popolari, bonus mobili. Approvato il Piano casa

Ridotta l’aliquota della cedolare secca, introdotto un piano di recupero per gli alloggi sociali e cancellato il limite alle spese per il bonus mobili. Ecco tutte le misure del cosiddetto Piano casa 2014, appena approvato.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 14/03/2014 Aggiornato il 14/03/2014
Cedolare secca, alloggi popolari, bonus mobili. Approvato il Piano casa

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano casa 2014, un pacchetto di misure per il settore immobiliare che hanno come scopo il rilancio degli affitti e delle locazioni, tutelando la fascia debole dei contribuenti. 

Recupero case popolari

Tra le novità adottate nel Piano casa del Governo troviamo un piano di recupero di immobili e alloggi di Edilizia residenziale pubblica, cosiddetti “ex Iacp” a cui sono destinati 400 milioni di euro con cui finanziare interventi di ristrutturazione edilizia, adeguamento energetico, impiantistico e antisismico per circa 12.000 immobili ex Iacp. Nel Piano si prevede anche il recupero degli immobili popolari, ossia quelli destinati alle famiglie che dichiarano un reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro e nel cui nucleo familiare siano presenti persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66% e figli fiscalmente a carico,  per un totale di 2300 immobili da ristrutturare.

Detrazione Irpef per gli inquilini

Tra le altre misure previste nel Piano casa varato dal Consiglio dei ministri troviamo anche la rimodulazione della detrazione fiscale, gli sconti Irpef per chi vive in affitto. In particolare a chi vive in alloggi sociali adibiti ad abitazione principale, per il triennio 2014/2015/2016, spetterà una detrazione di imposta dall’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, pari a:

  • 900 euro, se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro
  • 450 euro, se il reddito complessivo risulta compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro.

Riscatto alloggi sociali

Favorito anche l’acquisto degli stessi alloggi sociali ex Iacp da parte degli inquilini mediante la creazione di un apposito Fondo destinato alla concessione di contributi in conto interessi su finanziamenti proprio per agevolare la compravendita immobiliare di tali alloggi. Di conseguenza viene anche agevolato il riscatto dell’alloggio popolare da parte degli inquilini, decorsi almeno 7 anni dalla stipula del contratto di locazione. Si rinvia ad un apposito decreto per la disciplina del riscatto e tutte le altre condizioni, ma per ora il Piano casa prevede che l’acquirente che riscatta l’alloggio popolare avrà come benefici da una parte la possibilità di corrispondere l’Iva al momento del riscatto e non da subito e dall’altra la possibilità di pagare il residuo importo per l’acquisto dell’alloggio riscattato all’atto stesso dell’acquisto.

Abusivi

Pugno duro contro chi occupa abusivamente immobili, con il divieto di chiedere l’allaccio ai servizi pubblici di acqua, luce e gas né tantomeno la residenza.

cedolare secca

Tra le altre novità si segnala anche la riduzione dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti a canone concordato al 10 per cento, dopo la prima riduzione decisa dal precedente Governo dal 19 al 15.

Bonus mobili

Trova finalmente un punto anche la questione sul limite di spesa al bonus mobili, l’acquisto agevolato con la detrazione Iirpef al 50% per mobili e grandi elettrodomestici, di classe energetica A e A+ per chi ristruttura casa. Prima la legge di stabilità 2014 aveva introdotto il vincolo alle spese per il bonus mobili che non potevano essere superiori a quelle sostenute per gli interventi di ristrutturazione sull’immobile, vincolo poi eliminato nel decreto “salva Roma bis” che però non è stato convertito in legge per tempo; nel successivo “salva Roma ter” non si faceva menzione al vincolo del bonus mobili. Ora la questione sembra trovare un risvolto definitivo con il Piano casa che ripristina il tetto massimo di spesa per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di 10mila euro. In sostanza si può spendere ad esempio 8mila euro di mobili a fronte di 5mila sostenuti per gli interventi di ristrutturazione, ma sempre rimanendo nel limite di massimo di 10mila euro come previsto originariamente.

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: 0 / 5, basato su 0 voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!