Bonus mobili: per quali lavori in casa?

In vigore fino al 31 dicembre 2015, il bonus mobili è la detrazione dall’Irpef al 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo di un immobile. Condizione essenziale per fruire del bonus è realizzare sullo stesso immobile lavori di ristrutturazione. Ma quali sono questi interventi agevolabili? Ecco una rassegna completa.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 23/06/2015 Aggiornato il 23/06/2015
Bonus mobili: per quali lavori in casa?

Introdotto dal decreto legge n. 63 del 2013, il bonus mobili è la detrazione dall’Irpef nella misura pari al 50% prevista per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione, fruibile fino al 31 dicembre 2015. Requisito indispensabile per aver diritto al bonus mobili è quello di realizzare un intervento di ristrutturazione edilizia e godere della relativa detrazione Irpef al 50%. Quindi possono usufruire del bonus mobili solo coloro che, eseguendo interventi di ristrutturazione dell’immobile, hanno diritto alla detrazione dall’Irpef per la ristrutturazione edilizia.

Prima di specificare quali sono questi lavori edilizi che danno diritto alla fruizione del bonus mobili, alcune precisazioni sono doverose. Innanzitutto per avere il bonus occorre che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’arredo (la data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl se questa è obbligatoria). In pratica non occorre che i lavori di ristrutturazione siano stati sostenuti prima dell’acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici, ma che gli stessi lavori siano stati avviati.

Inoltre il contribuente che esegue interventi di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al bonus mobili. Dal punto di vista prettamente fiscale la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali e calcolata su un ammontare massimo di 10mila euro per ogni unità immobiliare.

Passando ai lavori edilizi che danno diritto al bonus mobili, questi sono: interventi di manutenzione ordinaria (solo su parti comuni di edifici residenziali), manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi (se è stato dichiarato lo stato di emergenza).

Manutenzione ordinaria

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione fiscale, quindi alla detrazione per ristrutturazione e al connesso bonus mobili solo quando riguardano le parti comuni di edifici residenziali. A indicare quali siano le parti comuni di tali edifici è l’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del Codice civile, che annovera:

  • il suolo su cui sorge l’edificio,
  •  le fondazioni,
  • i muri maestri
  • i tetti
  • i lastrici solari
  • le scale
  • i portoni d’ingresso
  • i vestiboli
  • i portici
  • i cortili
  • tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune
  • i locali per la portineria
  • i locali per l’alloggio del portiere,
  •  gli ascensori
  •  i pozzi
  • le cisterne
  • le fognature.

Rientrano nei lavori di manutenzione ordinaria

  • opere di riparazione di grondaie, mura di cinta, cancelli o portoni
  • rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici
  • opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti
  • sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, tegole
  • tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni
  • rifacimento di intonaci interni
  • impermeabilizzazione di tetti e terrazze
  • verniciatura delle porte dei garage.

Questi interventi danno diritto al bonus mobili solo se realizzati sulle parti comuni di edifici. Per fare un esempio: rifare gli intonaci interni dell’appartamento in cui vive il portiere o tinteggiare le pareti della guardiola dà diritto al bonus mobili. In questo casi sono i condòmini che possono fruire, ciascuno per la sua quota, della detrazione fiscale, ma i mobili e i grandi elettrodomestici acquistati devono servire per arredare non il singolo appartamento del condomino, bensì la parte comune dell’edificio oggetto dell’intervento. Tornando all’esempio di prima, se i condòmini sostengono le spese per la tinteggiatura delle pareti dell’appartamento del portiere, hanno diritto al bonus mobili per la propria quota millesimale, ma i beni acquistati devono arredare lo stesso appartamento del portiere.

Gli interventi di manutenzione ordinaria rientrano, ai sensi del comma 1 dell’articolo 6 del TU dell’edilizia (DPR 6 giugno 2001, n. 380), nei cosiddetti interventi di edilizia libera, ossia quelli per la cui realizzazione non necessitano di titoli abilitativi o comunicazioni, come la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), la CIL (La Comunicazione di Inizio Lavori), il Permesso di Costruire.

Gli interventi di manutenzione ordinaria, essendo attività edilizia libera, sono quindi realizzabili con una semplice dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Così tornando all’esempio di prima, per tinteggiare le pareti della guardiola basta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, una sorta di autocertificazione in cui va comunque sempre assicurato il rispetto delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio e degli strumenti urbanistici.

Gli interventi di manutenzione ordinaria che vengono realizzati su singoli appartamenti non danno diritto al bonus mobili. Così tinteggiare le pareti, riparare le grondaie, sostituire i pavimenti o rifare gli intonaci di un singolo appartamento sono lavori di manutenzione ordinaria che non danno diritto alla detrazione al 50% per la ristrutturazione e al relativo bonus mobili.

Tuttavia se la tinteggiatura delle pareti di casa fa parte di un intervento più vasto di ristrutturazione o di manutenzione straordinaria, si può fruire della detrazione per ristrutturazione e quindi del bonus mobili. Questo perché gli interventi di manutenzione straordinaria comprendono normalmente anche le opere di pittura e finitura, tipicamente ricomprese in quelle di manutenzione ordinaria, che sono necessarie per completare l’intervento edilizio. Così ad esempio realizzare nuove mura divisorie in casa comporta inevitabilmente rifare gli intonaci e tinteggiare le pareti: i singoli interventi di manutenzione ordinaria rientrano in quello straordinario (realizzazione mura divisorie), per cui si ha diritto alla detrazione Irpef al 50% per la ristrutturazione e al bonus mobili.

Per quanto riguarda i titoli abilitativi, in questo caso l’intervento da dichiarare è quello di manutenzione straordinaria che rientra sì nell’attività edilizia libera, ma la semplice dichiarazione sostitutiva di atto notorio non basta.

Manutenzione straordinaria

Passando così ai lavori di manutenzione straordinaria, anche quelli realizzati su singoli appartamenti, oltre che su parti comuni di edifici residenziali, danno diritto al bonus mobili. Sono considerati di manutenzione straordinaria:

  • opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici
  • realizzazione/integrazione di servizi igienico/sanitari e tecnologici.

Questi interventi non devono modificare la volumetria complessiva degli edifici e non devono comportare mutamenti delle destinazioni d’uso.

Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

Sono esempi di lavori di manutenzione straordinaria che danno diritto al bonus mobili, sia se realizzati su singoli appartamenti che su parti comuni degli edifici residenziali:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne.

C’è da sottolineare che gli interventi di manutenzione straordinaria che danno diritto al bonus mobili rientrano sì nell’attività edilizia libera, ma devono comunque essere dichiarati. Come? Sarà necessario, prima di dare inizio ai lavori, trasmettere al Comune, anche semplicemente per via telematica senza recarsi negli uffici, la Comunicazione di Inizio Lavori, la CIL, accompagnata da una asseverazione di un tecnico abilitato alla professione che deve dichiarare la conformità dei lavori agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti. La CIL non è sufficiente se tra gli interventi da realizzare fare nell’appartamento sono previste opere che riguardano le parti strutturali: in questi casi non si potrà utilizzare la CIL, ma il modulo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività, la cosiddetta SCIA.

Ristrutturazione edilizia

Danno diritto al bonus mobili anche gli interventi di ristrutturazione edilizia, realizzati sia su singoli appartamenti che su parti comuni di edifici residenziali. Sono tali i lavori rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente. Sono esempi di ristrutturazione edilizia:

  • demolizione e fedele ricostruzione dell’immobile
  • modifica della facciata
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
  • apertura di nuove porte e finestre
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

Restauro e risanamento conservativo

Danno diritto al bonus mobili anche gli interventi di restauro e risanamento conservativo,  intendendo per tali le opere finalizzate a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità. Sono esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo:

  • interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
  • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
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