Bonus mobili per l’acquisto di casa ristrutturata da un’impresa

L’Agenzia delle Entrate precisa che si ha diritto alla detrazione Irpef al 50% fino al 31 dicembre 2016 per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici anche da parte di chi acquista un appartamento facente parte di un edificio interamente ristrutturato da un’impresa.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 15/07/2016 Aggiornato il 15/07/2016
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Il bonus mobili è la detrazione Irpef al 50% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe A+ ( A per i forni) destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione per cui si fruisce della relativa detrazione anch’essa fino al 50%, prorogate entrambe dalla Legge di Stabilità fino al 31 dicembre 2016. Per avere il bonus mobili è necessario eseguire lavori di ristrutturazione sul proprio immobile. Ma quali sono nel dettaglio questi lavori?

A elencarli è l’Agenzia delle Entrate nella guida on line dedicata all’agevolazione fiscale in oggetto. Occorre in primo luogo fare una distinzione tra i lavori eseguiti su singole unità immobiliari e lavori eseguiti su parti comuni di edifici residenziali. In quest’ultimo caso le parti comuni su cui intervenire e da cui deriva il diritto al bonus mobili sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del Codice civile. In particolare si tratta del  suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera. Su tali parti comuni si possono eseguire lavori di:

I lavori di manutenzione ordinaria eseguiti su parti comuni di edifici residenziali sono ad esempio la tinteggiatura pareti e soffitti, la sostituzione di pavimenti, quella di infissi esterni, il rifacimento di intonaci, la sostituzione tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni, la riparazione o sostituzione di cancelli o portoni, la riparazione delle grondaie e la riparazione delle mura di cinta.  Se questi lavori sono eseguiti su singole unità immobiliari non danno diritto al bonus mobili a meno che non facciano parte di un intervento più vasto. Si pensi allo spostamento di muri interni e la conseguente tinteggiatura delle pareti: in tal caso l’insieme dei lavori è ammesso a godere della detrazione fiscale per ristrutturazione al 50% e il connesso bonus mobili. Il bonus mobili inoltre spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto del lavoro edilizio.  

Sui singoli appartamenti è possibile eseguire tutti gli altri lavori, come quelli di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia che permettono di godere del bonus mobili. Così il frazionamento di un’unità immobiliare, l’apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali delle unità immobiliari o ancora la costruzione di scale interne o la realizzazione di una mansarda o di un balcone sono tutti esempi di lavori realizzati sul singolo immobile per cui si potrà fruire dell’agevolazione fiscale al 50% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che ha diritto al bonus mobili anche chi acquista una casa ristrutturata da una ditta di costruzione. Nello specifico l’Agenzia ha chiarito con la circolare n. 27/E del 13 giugno 2016 che tra gli interventi agevolabili che permettono la fruizione del bonus mobili vi sono anche quelli di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione di fabbricati eseguiti da imprese di costruzione che poi entro 6 mesi provvedono a vendere l’immobile.

Il bonus mobili, è bene ricordarlo, è previsto per l’acquisto di mobili nuovi come cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione e grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni) come frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

La detrazione è pari al 50% e va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e  deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro riferito alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Come per i lavori di ristrutturazione, per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre pagare con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato:

  • la causale del versamento
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

E’ consentito effettuare il pagamento anche mediante carte di credito o carte di debito, mentre è vietato usare assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

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