Bonus mobili: la mini guida aggiornata alle novità 2014

Chi può fruirne, per quali lavori e come si pagano i mobili e gli elettrodomestici per cui si ha diritto alla detrazione dall’Irpef? Ecco tutte le risposte alla luce delle ultime modifiche
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 16/06/2014 Aggiornato il 16/06/2014
Bonus mobili: la mini guida aggiornata alle novità 2014

Si conclude in positivo il rebus del bonus mobili con la conversione in legge del decreto casa 2014 che cancella definitivamente il limite previsto dalla legge di stabilità 2014, per cui le spese agevolabili per l’acquisto dei mobili non potevano essere superiori alle spese sostenute per la ristrutturazione dell’immobile da arredare. Così anche nel 2014 si possono acquistare mobili ed elettrodomestici fino a 10mila euro per ogni immobile, a prescindere dal costo dei lavori di ristrutturazione.
Ormai se ne parla da tanto tempo ma molti ancora non conoscono la complicata normativa in materia e ci pongono tantissime domande in merito. Anche per rispondere ai tanti lettori, facciamo un sintetico riepilogo con gli aggiornamenti delle novità più recenti. Chi può fruirne, per quali lavori e come si pagano i mobili e gli elettrodomestici per cui si ha diritto alla detrazione dall’Irpef? Ecco tutte le risposte alla luce delle ultime modifiche:

Il bonus mobili è una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), con cui arredare un immobile su cui sono stati effettuati lavori di ristrutturazione (vedi sotto per quali prodotti in dettaglio).
Chi può beneficiarne e per quali lavori sulla casa: non tutti i soggetti che acquistano mobili e arredi possono avere lo sconto Irpef. Presupposto necessario è aver effettuato un lavoro di ristrutturazione sulla propria casa. Ma non tutti gli interventi che si effettuano danno diritto al bonus ma soltanto: 

Lavori di manutenzione straordinaria

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate
  • costruzione di scale interne
  • sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare

Lavori di ristrutturazione edilizia

  • modifica della facciata
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
  • apertura di nuove porte e finestre
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti

Lavori di restauro e risanamento conservativo

  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
  • ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio

Gli interventi su singole unità immobiliari che riguardano la realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico, ad esempio l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, consentono la fruizione del bonus mobili solo se rientrano nei lavori di manutenzione straordinaria. Sono generalmente inquadrabili come tali i lavori su impianti tecnologici diretti a sostituirne componenti essenziali con altri che consentono di ottenere risparmi energetici rispetto alla situazione preesistente.

Lavori di ristrutturazione sui condomini

I lavori sulle parti comuni dei condomini che danno diritto al bonus mobili sono:

  • manutenzione ordinaria,
  • manutenzione straordinaria,
  • restauro e risanamento conservativo,
  • ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

 I lavori esclusi

Non danno diritto al bonus mobili i lavori di manutenzione ordinaria se sono effettuati sui singoli appartamenti, come:

  • tinteggiatura di pareti e soffitti,
  • sostituzione di pavimenti,
  • sostituzione di infissi esterni,
  • rifacimento di intonaci interni.

 Non dà diritto al bonus neanche l’acquisto di box pertinenziale.

Tempistiche

Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile. Come dimostrare la data di avvio dei lavori sulla casa? Da documenti come abilitazioni amministrative o la comunicazione preventiva all’Asl, quando è obbligatoria ovvero si può redigere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Letti, divani, lavatrici & Co: ecco che cosa si può acquistare usufruendo poi del bonus mobili

Una volta accertato che il lavoro di ristrutturazione rientra tra quelli ammessi a fruire del bonus mobili, si può procedere all’acquisto. Rientrano nel bonus:

  •  mobili nuovi (cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione)
  •  grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, quali frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento. 

Non possono essere acquistati con il bonus porte, parquet e tende, mentre si possono scaricare le spese di trasporto o montaggio dei mobili.

Come pagare? No a contanti e assegni

Non si può pagare in contanti, né con assegni, ma solo con bonifici e carte di credito e di debito. Nei bonifici occhio alla causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Sono tutti elementi necessari da indicare. In caso di errori, ad esempio nell’indicare la causale del versamento che altro non è che la normativa di riferimento per la detrazione per ristrutturazione, se viene indicata erroneamente quella relativa alla riqualificazione energetica, si fruisce comunque del bonus, purché banche e poste riescano ad effettuare la ritenuta fiscale, prevista per legge, al 4%.

 Bonus mobili anche all’estero con bonifico internazionale

Letti, frigoriferi e divani possono essere anche acquistati all’estero. L’unico accorgimento è prestare attenzione alle modalità di pagamento. Se il venditore non è residente in Italia e non dispone di un conto corrente italiano, si deve usare un bonifico internazionale, in cui al posto della partita Iva o del codice fiscale del venditore, si inserisce il codice identificativo attribuito dal Paese estero.

I documenti da conservare

Una volta acquistati i mobili ed elettrodomestici, si devono conservare i documenti che accertano la spesa effettuata in modo tale che possono essere esibiti se il Fisco effettua dei controlli. Questi documenti da conservare sono la ricevuta del bonifico, quelle sull’avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, nonché le fatture di acquisto dei beni. Al posto della fattura si può conservare anche lo scontrino se riporta il codice fiscale dell’acquirente, e l’indicazione della natura, qualità e quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura ai fini in esame. Anche se non c’è il codice fiscale dell’acquirente, ma ci sono gli altri elementi, e siano riconducibili al contribuente titolare del bancomat in base alla corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo, data e ora), si fruisce comunque del bonus mobili.

Le regole fiscali

Le regole fiscali per la fruizione del bonus mobili sono poche e precise. Innanzitutto la detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, al 50%, deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione, per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014. Queste spese vanno indicate nel modello 730 o in altra denuncia dei redditi.

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