Superbonus al 110% per il cappotto termico

Tra i lavori trainanti che permettono di avere il superbonus al 110% troviamo l'isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali (coperture, pavimenti) e inclinate delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno, verso vani non riscaldati o il terreno che interessano l'involucro dell'edificio anche unifamiliare o dell’unità immobiliare sita all'interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.  
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 04/03/2021 Aggiornato il 04/03/2021
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Il Superbonus al 110% è un’agevolazione fiscale che spetta per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 e in determinate situazioni, al 31 dicembre 2022 o al 30 giugno 2023, a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. L’aliquota al 110% spetta per alcuni interventi definiti trainanti a cui si possono aggiungere lavori di recupero del patrimonio edilizio di risparmio energetico per cui si fruisce rispettivamente della detrazione al 50% e al 50 o 65% fino al 31 dicembre 2021.

Tra i lavori cosiddetti trainanti rientra il cappotto termico, ossia l’isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali (coperture, pavimenti)  e inclinate delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno, verso vani non riscaldati o il terreno che interessano l’involucro dell’edificio anche unifamiliare o dell’unità immobiliare sita all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.  

Cappotto termico: le condizioni da rispettare per avere il superbonus

L’isolamento deve avere un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo e che rispettano i requisiti di trasmittanza “U” (potenza termica dispersa per m2 di superficie e per grado Kelvin di differenza di temperatura), espressa in W/m2K, definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 agosto 2020.

Per tali interventi il Superbonus è calcolato su un ammontare complessivo delle spese non superiore a:

• 50.000 euro, per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari

• 40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità immobiliari

• 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità immobiliari. Questo implica che, per esempio, nel caso in cui l’edificio sia composto da 15 unità immobiliari, il limite di spesa ammissibile alla detrazione è pari a 530.000 euro, calcolato moltiplicando 40.000 euro per 8 (320.000 euro) e 30.000 euro per 7 (210.000 euro)

Ai fini dell’accesso al Superbonus, gli interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti devono:

• rispettare i requisiti previsti dal decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 agosto 2020

• assicurare, nel loro complesso – anche congiuntamente agli interventi di efficientamento energetico, all’installazione di impianti solari fotovoltaici ed, eventualmente, dei sistemi di accumulo – il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, compreso quello unifamiliare o delle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno, o, se non possibile in quanto l’edificio o l’unità familiare è già nella penultima (terzultima) classe, il conseguimento della classe energetica più alta. Il miglioramento energetico è dimostrato dall’attestato di prestazione energetica (A.P.E.) 15 , ante e post-intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Cappotto termico in condominio

Tra le tante domande che possono sorgere quando si parla di superbonus e cappotto termico frequenti sono quelle che sorgono per chi abita in un condominio. Chi abita in un condominio che non è interessato a eseguire i lavori per l’isolamento termico  sull’involucro esterno dell’intero edificio, può comunque decidere di realizzare il cappotto termico solo sulla porzione dell’involucro esterno relativa al proprio appartamento e usufruire del Superbonus al 110%. Sempre che l’assemblea condominiale abbia autorizzato i condòmini a realizzare l’intervento sulla parte esterna che interessa la singola unità abitativa e sempre che siano rispettati tutti i requisiti previsti per accedere al Superbonus. Quindi occorre che l’intervento riguardi una parte superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio e assicuri il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’intero edificio oppure, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Il Superbonus al 110% è un’ottima opportunità per chi decidesse di eseguire lavori importanti in casa visto che si possono agganciare agli interventi trainanti altri lavori. Così ad esempio chi decide di realizzare il cappotto termico può agganciare anche i lavori di sostituzione delle finestre. 

Superbonus: detrazione, cessione o sconto in fattura?

Anche per chi esegue il cappotto termico, la detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In alternativa alla fruizione diretta della detrazione, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

La cessione in particolare può essere disposta in favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi ovvero di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) e infine di istituti di credito e intermediari finanziari. I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

Chi vuole fruire della maxi detrazione al 110% dovrà indicare la spesa sostenuta nella propria dichiarazione dei redditi: in tal caso il superbonus è spalmato in cinque anni. Chi invece intende optare per cessione del credito o lo sconto in fattura deve richiedere il visto di conformità rilasciato da dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro e dai responsabili dell’assistenza fiscale dei CAF.

È necessario, inoltre, richiedere, sia ai fini dell’utilizzo diretto in dichiarazione del Superbonus che dell’opzione per la cessione o lo sconto, l’asseverazione da parte di un tecnico abilitato, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Superbonus e cappotto termico: fino a quando si può fruire dell’agevolazione

La legge di bilancio 2021 ha esteso fino al 30 giugno 2022 la possibilità di fruire del Superbonus ma con delle deroghe. In particolare , i condomini che a giugno 2022 hanno fatto il 60% dei lavori possono concluderli entro il 31 dicembre 2022. Le abitazioni unifamiliari e quelle con accesso autonomo devono chiudere i lavori a giugno 2022 mentre gli Iacp (case popolari) che a dicembre 2022 hanno completato il secondo stato di avanzamento dei lavori possono concludere entro giugno 2023.

Tra gli interventi che possono rientrare nel superbonus è stata inserita anche la coibentazione del tetto, senza limitare il concetto di superficie disperdente, al solo locale sottotetto eventualmente esistente e sono inclusi tra i beneficiari del superbonus 110% anche gli edifici privi di APE (attestato di prestazione energetica) perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi (unità collabenti), purchè al termine dei lavori, anche in caso di demolizione e ricostruzione o ricostruzione su sedime esistente, raggiungano una classe energetica in fascia A.