Superbonus 110%: credito cedibile alle banche. Come funziona

Il credito d’imposta, spettante per l’esecuzione dei lavori agevolati con il Superbonus, può essere ceduto all’impresa che ha realizzato gli interventi di riqualificazione, o ad altri soggetti privati, tra cui banche.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 03/01/2021 Aggiornato il 12/01/2021
lavori su condominio

Rappresenta un’occasione importante per migliorare la qualità del patrimonio immobiliare e rilanciare l’economia del Paese, il superbonus, la nuova agevolazione fiscale per la riqualificazione energetica e sismica degli immobili, introdotta dal Decreto Rilancio.

Il superbonus è l’agevolazione che consiste nella possibilità di detrarre l’Irpef il 110%  delle spese sostenute, dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi di efficientamento energetico e di sicurezza antisismica realizzati sulle proprie case

Superbonus 110%: detrazione, sconto in fattura o cessione del credito

Il Superbonus al 110% in particolare spetta in caso di:

  • interventi di isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi antisismici: la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Oltre agli interventi trainanti sopra elencati, rientrano nel Superbonus anche le spese per interventi eseguiti insieme ad almeno uno degli interventi principali di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico. Si tratta degli interventi di efficientamento energetico, installazione di impianti solari fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

In alternativa alla fruizione diretta della detrazione, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

La cessione in particolare può essere disposta in favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi ovvero di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) e infine di istituti di credito e intermediari finanziari. I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

La cessione del credito alle banche

In merito alla possibilità di optare per la cessione del credito di imposta, anziché portare in detrazione in cinque anni le spese sostenute per gli interventi sugli immobili, secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio, tra i soggetti nei cui confronti può essere disposta la cessione troviamo le banche. Oggi giorno si trovano numerose offerte degli istituti di credito in merito al superbonus. Le banche, oltre all’acquisto del credito, possono offrire altri servizi, quali specifiche soluzioni di finanziamento e di assistenza. Il cliente può inoltre beneficiare di servizi facoltativi di consulenza tecnica e procedurale per tutte le fasi dell’intervento da parte di società specializzate, in virtù degli accordi che esse hanno stipulato con le banche.

L’Abi, l’Associazione bancaria Italiana, risponde ad una serie di domande che possono sorgere in merito alla cessione del credito verso le banche.

Cosa possono fare le banche per favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus fiscale?

In tre modi:  1) scontando il bonus fiscale del cittadino (o condominio) che ha riqualificato l’immobile; 2) oppure, effettuando l’operazione di sconto in favore dell’impresa che ha realizzato i lavori e si è fatta cedere dal committente il bonus fiscale a fronte di una riduzione del prezzo in fattura. (Entrambe le modalità consentono di monetizzare il credito fiscale per l’intero ammontare, al netto di quanto dovuto alla banca o altro soggetto compratore per l’operazione di anticipazione); 3) concedendo, su richiesta dei clienti, finanziamenti ponte che poi possono essere estinti in tutto o in parte con la cessione del credito d’imposta alla banca.

Cosa significa cedere il credito d’imposta alle banche?

Il beneficiario del Superbonus in pratica può scegliere di:

  • trasferire il credito d’imposta alla banca per ottenere liquidità immediata. In sostanza il beneficiario del credito d’imposta che paga i lavori con risorse proprie può poi cedere il credito d’imposta alla banca per ottenere liquidità immediata, anziché attendere i cinque anni per beneficiare per intero della agevolazione fiscale nella denuncia dei redditi.  Per poter cedere il credito d’imposta alle banche è necessario che siano state già pagate le fatture relative al saldo o agli stati di avanzamento dei lavori (SAL) e che non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno dei quali deve riferirsi ad almeno il 30% del medesimo intervento.
  • cedere il credito d’imposta alla banca che finanzia la realizzazione degli interventi di riqualificazione. In questo caso il credito d’imposta è funzionale a garantire il rimborso in tutto o in parte del finanziamento erogato dalla banca, alla fine dei lavori o degli stati di avanzamento. Come si estingue l’eventuale finanziamento? Al termine dei lavori, la cessione del credito di imposta del 110 per cento dei lavori effettuati consente il rimborso del prestito della banca. Il finanziamento, infatti, potrà essere estinto in tutto o in parte, attraverso la cessione del bonus fiscale una volta che questo entrerà nel cassetto fiscale del cliente alla conclusione dell’intervento di riqualificazione o degli stati di avanzamento dei lavori intermedi.

 Cosa presentare in banca per cedere il credito?

Le banche per perfezionare l’operazione di sconto del credito d’imposta o quella di finanziamento chiedono al beneficiario del Superbonus che intende cedere il credito d’imposta sostanzialmente la documentazione che lo stesso utilizza per il riconoscimento dell’agevolazione fiscale. Per esercitare l’opzione difatti, oltre agli adempimenti ordinariamente previsti per ottenere le detrazioni, il contribuente deve acquisire anche:

  • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai CAF
  • l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

L’opzione per la cessione, dopo aver stipulato un apposito contratto con la banca, deve essere esercitata all’interno dell’apposita piattaforma web dell’Agenzia delle entrate, che consentirà alla banca di accettare il credito d’imposta. A partire dal 15 ottobre 2020 ed entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sostiene la spesa, deve essere effettuata una Comunicazione che può essere inviata all’Agenzia delle entrate  Tale Comunicazione deve essere effettuata sulla base del modello reso reperibile on line dalle Entrate e inviata esclusivamente in via telematica, dal soggetto che rilascia il visto di conformità.

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