Sismabonus al 110%: la detrazione per mettere in sicurezza gli immobili

Realizzare interventi per la sicurezza statica degli immobili permette di godere della detrazione fiscale detta sismabonus, elevata al 110% con il superbonus. Vediamo da vicino in cosa consiste e come averla.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 13/10/2021 Aggiornato il 20/10/2021
lavori di ristrutturazione con Superbonus

Mettere in sicurezza statica il proprio immobile dal punto di vista di eventi sismici permette di godere della detrazione fiscale del sismabonus recentemente elevata nella misura più alta al 110%, il superbonus. Vediamo da vicino di cosa si tratta, gli immobili interessati dall’agevolazione e come ottenerla. 

Sismabonus dal 50 al 110%

Per le spese sostenute relative ad interventi di adozione di misure antisismiche sugli edifici, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate a partire dal 1° gennaio 2017, spetta una detrazione del 50%. Le opere devono essere eseguite su edifici situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3). Ecco l’elenco delle Zone sismiche. Rientrano nel Sisma-Bonus gli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

La detrazione per gli interventi antisismici è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, con il cosiddetto superbonus. Il sismabonus al 110% si qualifica come intervento trainante a cui aggiungerne altri. In particolare, se si effettuano lavori di messa in sicurezza dell’immobile, agevolati al 110%, se ne possono aggiungere altri definiti trainati, come quelli previsti dall’ecobonus (es. infissi, schermature solari, sistemi di building automation,), o si proceda all’installazione di impianti fotovoltaici, di sistemi di accumulo o di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, si potrà godere di una detrazione al 110% sul valore complessivo di tutti gli interventi, a condizione che tali interventi siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi strutturali sopracitati.

Per le spese sostenute nell’anno 2022, la detrazione è ripartita in quattro quote annuali di pari importo. Nel caso di interventi effettuati sulle parti comuni dei condomini o degli edifici composti da due a quattro unità immobiliari di un unico proprietario o in comproprietà per i quali alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo, la detrazione del 110% spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022. Si precisa che gli interventi antisismici possono essere effettuati su tutte le unità abitative, anche in numero superiore alle due unità. L’unico requisito è che esse si trovino nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Il beneficiario potrà scegliere se utilizzare la detrazione spettante in cinque quote annuali di pari importo (quattro quote annuali per le spese sostenute nel 2022) o se optare per lo sconto in fattura applicato dai fornitori, oppure per la cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito con facoltà di successiva cessione. L’impresa o le imprese, che effettueranno lo sconto, acquisiranno un credito d’imposta pari al 110% dello sconto applicato in fattura.                 

Certificazione necessaria

Per beneficiare del Superbonus per gli interventi antisismici, i professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione degli interventi delle strutture e del collaudo statico, iscritti agli ordini o ai collegi professionali di appartenenza, dovranno asseverare l’efficacia degli interventi al fine della riduzione del rischio sismico e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Inoltre, nel caso in cui si eserciti l’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura, il beneficiario dovrà anche ottenere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. Il visto di conformità è rilasciato dai professionisti abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) o dai responsabili dell’assistenza fiscale dei CAF.

L’asseverazione deve essere redatta da parte dei professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico, secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, comprovando l’efficacia degli interventi. I professionisti incaricati inoltre devono attestare anche la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. L’asseverazione è rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori e attesta i requisiti tecnici sulla base del progetto e della effettiva realizzazione.