Il Superbonus nel 2026 non esiste più. Tranne in questi (pochissimi) casi

Il Superbonus nel 2026 resta operativo al 110% in modo circoscritto: riguarda soltanto gli immobili danneggiati dal terremoto situati nei Comuni del Centro Italia interessati da eventi sismici successivi al 2009.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 19/03/2026Aggiornato il 19/03/2026
Il Superbonus nel 2026 non esiste più. Tranne in questi (pochissimi) casi

Nel 2026 il Superbonus si ferma definitivamente. L’agevolazione fiscale che consentiva di recuperare una parte consistente delle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico, miglioramento antisismico, installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica per auto elettriche, si è conclusa il 31 dicembre 2025. Fino a questa data era ancora possibile usufruire del bonus con aliquota al 65%, ma solo per i lavori già avviati entro il 15 ottobre 2024.

La detrazione al 110% era rimasta attiva esclusivamente nei Comuni colpiti da terremoti dal 2009 in poi e per i quali era stato dichiarato lo stato di emergenza.

L’ultima Legge di Bilancio proroga la possibilità di avere la maxi agevolazione per questi Comuni anche nel 2026. Ma, è bene precisarlo, solo ed esclusivamente in questi casi, si può avere il Superbonus.

Superbonus 2026: quali territori sono interessati dalla proroga del 110%

L’estensione del Superbonus fino al 31 dicembre 2026 non vale per tutto il territorio nazionale, ma esclusivamente per i Comuni in cui è stato proclamato lo stato di emergenza a seguito di terremoti verificatisi dal 2009 in poi.

Si tratta soprattutto di aree del Centro Italia – in particolare Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – colpite duramente dagli eventi sismici, in modo significativo a partire dal 2016. 

La scelta di prolungare l’agevolazione nasce dal fatto che in molte di queste zone la ricostruzione non è ancora terminata: numerosi edifici danneggiati risultano tuttora oggetto di interventi che, per ragioni tecniche, amministrative o economiche, non si sono conclusi entro le scadenze precedenti.

Quali lavori possono accedere al Superbonus prorogato

La possibilità di usufruire del 110% nel 2026 non riguarda qualsiasi intervento edilizio nelle aree terremotate, ma solo quelli strettamente collegati alla ricostruzione degli immobili lesionati dal sisma.

Gli interventi ammessi si suddividono in:

  • lavori “trainanti” (interventi mirati all’efficientamento energetico dell’edificio, ad esempio: isolamento termico delle superfici opache (come il cappotto) su abitazioni singole o parti comuni condominiali; sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con soluzioni ad alta efficienza, come pompe di calore, sistemi ibridi o caldaie a condensazione; installazione di impianti solari termici o fotovoltaici per ridurre i consumi energetici)
  • lavori “trainati” ( se eseguiti insieme ai lavori principali, possono rientrare nel beneficio anche opere complementari, tra cui: sostituzione di infissi e serramenti per migliorare le prestazioni energetiche, installazione di schermature solari, opere di finitura e ripristino (intonaci, pavimenti, tinteggiature), purché collegate agli interventi principali).

Requisiti temporali da rispettare

Non basta che l’immobile si trovi in un’area ammessa. Per poter beneficiare del 110% nel 2026 è necessario aver presentato la domanda o avviato le pratiche nel 2024. Chi non ha attivato l’iter entro tale anno rischia di non poter accedere alla detrazione piena nel 2026, anche se l’edificio è situato in una zona terremotata.

Inoltre gli interventi devono essere coerenti con i progetti approvati e le spese devono essere sostenute entro il 31 dicembre 2026. 

Per tutti gli altri soggetti che vogliano intervenire sul proprio immobile, c’è la possibilità anche nel 2026 di fruire del bonus ristrutturazione, del connesso bonus mobili e dell’ecobonus.

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