Ecobonus: ultima chiamata per il 50% nel 2026? Attenzione: ipotesi 65% per il 2027

Il Governo studia un possibile aumento dell’Ecobonus per la prima casa nel 2027. Tra gli interventi allo studio, quelli per infissi, pompe di calore, cappotti e solare termico.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 15/09/2026Aggiornato il 15/09/2026
ecobonus

Per il 2027 potrebbe cambiare il quadro delle detrazioni fiscali per chi effettua lavori di efficientamento energetico della propria abitazione. Tra le ipotesi allo studio del governo c’è infatti un Ecobonus al 65% per la prima casa, con l’obiettivo di sostenere gli interventi che permettono di ridurre i consumi energetici e la dipendenza dalle fonti fossili.

La misura non è ancora certa e definitiva e dovrà essere eventualmente inserita nella Manovra 2027. Sul tavolo ci sarebbe un aumento dell’aliquota per alcuni interventi, mentre per gli altri immobili potrebbe rimanere una detrazione più bassa.

Ecobonus al 65% nel 2027: cosa prevede l’ipotesi

L’ipotesi su cui starebbe lavorando il governo prevede di portare al 65% la detrazione per gli interventi di efficientamento energetico realizzati sulla prima casa. L’obiettivo sarebbe quello di evitare che dal 2027 gli incentivi per la riqualificazione degli immobili subiscano un ulteriore ridimensionamento e, allo stesso tempo, concentrare maggiormente le risorse sugli interventi capaci di ridurre i consumi. 

La possibile nuova aliquota riguarderebbe, secondo le anticipazioni, diversi lavori destinati a migliorare le prestazioni energetiche dell’abitazione: sostituzione degli infissi, pompe di calore, condizionatori, sistemi ibridi, solare termico, schermature solari e cappotti termici.

È importante però sottolineare che si tratta ancora di una proposta allo studio. Le regole definitive, comprese eventuali condizioni, limiti di spesa e modalità di applicazione, dovranno essere stabilite dalla legge di Bilancio.

Cosa succede alle detrazioni senza una nuova misura

La possibile modifica assume particolare importanza perché, in assenza di un nuovo intervento legislativo, dal 2027 le aliquote dei principali bonus edilizi sono destinate a diminuire. 

Per il 2026, infatti, la detrazione prevista per le abitazioni principali è del 50%, mentre per gli altri immobili è del 36%. Dal 2027, invece, il quadro previsto porta l’aliquota al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili.

La nuova ipotesi del governo cambierebbe quindi soprattutto la situazione dei proprietari che effettuano lavori di risparmio energetico sulla propria abitazione principale: invece di scendere al 36%, la detrazione potrebbe salire al 65% per gli interventi energetici individuati dalla nuova normativa.

Per gli immobili diversi dalla prima casa, invece, l’ipotesi riportata prevede il mantenimento di una detrazione del 36%. Al momento non ci sono indiscrezioni sulla detrazione per lavori di ristrutturazione che, senza modifiche, scenderebbe al 36% per l’abitazione principale e al 30% sugli immobili diversi. 

Quali lavori potrebbero rientrare nell’Ecobonus al 65%

Tra gli interventi che potrebbero beneficiare dell’aliquota maggiorata ci sono innanzitutto gli infissi. La sostituzione di finestre e serramenti è infatti uno degli interventi di riqualificazione energetica più diffusi e può contribuire a ridurre la dispersione termica dell’edificio. 

Un altro capitolo riguarda le pompe di calore e i condizionatori, strumenti che possono migliorare l’efficienza degli impianti di climatizzazione rispetto a sistemi più tradizionali. Nel possibile nuovo Ecobonus rientrerebbero inoltre i sistemi ibridi, che combinano una pompa di calore con una caldaia, e gli impianti di solare termico, destinati alla produzione di acqua calda attraverso l’energia solare.

Attenzione anche alle schermature solari, che possono contribuire a limitare il surriscaldamento degli ambienti durante i mesi estivi, e ai cappotti termici, che intervengono sull’involucro dell’edificio migliorandone l’isolamento. La logica della misura sarebbe quindi quella di privilegiare lavori che abbiano un effetto concreto sulla riduzione dei consumi energetici.

Da dove arriverebbero le risorse per l’Ecobonus?

Uno degli aspetti centrali della proposta riguarda la copertura finanziaria. L’eventuale potenziamento dell’Ecobonus sarebbe collegato alla flessibilità di bilancio concessa dall’Unione europea per gli investimenti legati alla sicurezza energetica e alla transizione energetica. 

La clausola prevista dal nuovo quadro europeo consentirebbe uno scostamento di bilancio pari allo 0,6% del Pil nel triennio 2026-2028, destinando le risorse a investimenti strutturali in grado di ridurre i consumi energetici e la dipendenza dai combustibili fossili. Il governo potrebbe quindi utilizzare parte di questo spazio di bilancio per finanziare un sistema di incentivi più favorevole agli interventi energetici sulle abitazioni.

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