Ecobonus 2026: aliquote per lavori per il risparmio energetico

Prorogate al 2026 le aliquote per l'Ecobonus, la detrazione fiscale connessa a interventi di efficientamento energetico dell'immobile, valevoli dallo scorso anno. Vediamo nei dettagli quali sono.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 08/09/2025Aggiornato il 08/01/2026
ecobonus

L’ecobonus è la detrazione fiscale prevista per interventi di efficientamento energetico  realizzati su immobili. Come ha stabilito l’ultima legge di Bilancio, l’ecobonus ha aliquota al 50% se i lavori sono realizzati sull’abitazione principale e al 36% per le seconde, terze case e così via fino al 31 dicembre 2026.

Che cos’è l’ecobonus, come funziona, chi può fruirne e come, come avere l’ecobonus su finestre, climatizzatori, schermature solari (tende da sole, persiane… ). Scopriamo i dettagli.

Come funziona l’ecobonus?

L’ecobonus permette di scaricare nella denuncia dei redditi una serie di lavori sul proprio immobile, finalizzati al risparmio energetico. La detrazione nel 2026 è confermata, come per 2025, al 50 o 36% a seconda della destinazione degli immobili su cui sono realizzati gli interventi, se adibiti ad abitazione principale o meno. La detrazione si spalma in dieci quote annuali di pari importo.

Interventi per cui si può avere ecobonus

L’ecobonus è riconosciuto per una serie di interventi che sono:

  • Finestre comprensive di infissi
  • l’acquisto e la posa in opera di schermature solari;
  • l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative;
  • l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
  • l’acquisto di generatori d’aria calda a condensazione;
  • Sostituzione, anche parziale, del vecchio impianto con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia
  • Sostituzione, anche parziale, dello scaldaacqua tradizionali con uno scaldaacqua a pompa di calore
  • Strutture opache verticali (pareti isolanti o cappotti) e strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti)

L’Ecobonus vale per le caldaie?

Prorogata al 2026 la possibilità di ottenere l’ecobonus, con aliquota al 50% per la prima casa e al 36% per la seconda, per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A, a condizione che siano abbinate a sistemi di termoregolazione avanzata come valvole termostatiche o regolatori intelligenti. 

Dal 1° gennaio 2025 invece non sono detraibili le spese per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

Proprio sulle caldaie a gas, la Commissione europea ha deciso di rivedere il regolamento Ecodesign, facendo un passo indietro rispetto all’ipotesi di uno stop alla vendita delle caldaie a gas dal 2029. La nuova bozza, attualmente in consultazione, non prevede alcun divieto né restrizioni: tutte le tipologie di caldaie continueranno a essere prodotte e commercializzate. Anche in passato, va ricordato, il dibattito riguardava solo la vendita e non l’obbligo di sostituire gli impianti già installati nelle abitazioni. L’obiettivo di ridurre l’uso dei combustibili fossili resta però sullo sfondo e viene rinviato nel tempo. Il riferimento principale rimane la direttiva Case Green, che indica il 2040 come orizzonte per l’abbandono graduale delle caldaie tradizionali, lasciando agli Stati membri la definizione delle modalità. In Italia, intanto, dal 2025 le caldaie solo a gas non sono più incentivabili con l’ecobonus. Il testo finale del nuovo regolamento è atteso nel 2026

Ecobonus prima casa: aliquote 2026 e 2027

Dal 1° gennaio 2025 fino al 31 dicembre 2026 la detrazione fiscale dell’ecobonus ha aliquota fissa per tutti gli interventi ammessi, pari al 50% per l’abitazione principale

Nel 2027 l’aliquota per la prima casa scenderà del 36%. Dal 2028 l’aliquota sarà unica per tutti gli immobili al 30%.

Si parla impropriamente di prima casa, ma il termine esatto è abitazione principale intendendo per tale il luogo in cui una persona ha stabilito la propria residenza anagrafica, cioè l’indirizzo registrato presso il comune di appartenenza. Oltre alla residenza formale, deve essere il luogo in cui la persona vive abitualmente e svolge le proprie attività quotidiane.

In sostanza, l’ecobonus sulla prima casa è così previsto:

  • aliquota al 50% per il 2026
  • aliquota al 36% per il 2027
  • aliquota al 30% per il 2028.

Le spese relative a interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione scontano un’aliquota al 50 per cento.

Ecobonus seconde case: aliquote 2026 e 2027

Per immobili diversi dall’abitazione principale, l’ecobonus ha aliquota al 36% per tutto il 2026. Nel 2027, l’aliquota scende al 30% e dal 2028 l’aliquota è per tutti gli immobili, abitazione principale e non, fissa al 30%.

In sostanza, l’ecobonus sulla seconda casa (o terza, quarta eccetera) è così previsto:

  • aliquota al 36% per il 2026
  • aliquota al 30% dal 2027

Ecobonus 50% esempio pratico di quanto viene rimborsato

Prendiamo il caso di un intervento volto all’efficienza energetica per la prima casa nel 2026. Se si spendono 15.000 euro, con l’Ecobonus al 50% si possono detrarre 7.500 euro dalle tasse. Anche in questo caso il rimborso è distribuito in dieci anni, con rate annuali da 750 euro. 

Ecobonus 36% esempio pratico di quanto viene rimborsato

Prendiamo il caso di un intervento volto all’efficienza energetica per la seconda casa nel 2026. Immaginiamo una spesa di 10.000 euro per gli interventi ammessi al 36%; l’ecobonus al 36% permette di recuperare 3.600 euro in detrazioni fiscali. Il rimborso avviene in dieci anni, con una quota di 360 euro all’anno detratta direttamente dalle tasse da pagare. 

Ecobonus 30% esempio pratico di quanto viene rimborsato

Supponiamo invece di installare tende da sole certificate per migliorare la protezione dal sole e ridurre il consumo di energia in estate. Con una spesa di 6.000 euro, si ha diritto a una detrazione del 30%, pari a 1.800 euro. Anche questa somma si recupera in dieci anni, con 180 euro all’anno da scalare dalle tasse con il 730. 

A chi spetta l’ecobonus

Come il bonus ristrutturazione e il bonus mobili, l’ecobonus spetta ai proprietari e ai titoli di diritti reali di godimento sull’immobile. 

In particolare, la detrazione al 50% per le spese sostenute nell’anno 2026 e al 36% per quelle sostenute nel 2027, spetta a condizione che:

  • il contribuente sia titolare di un diritto di proprietà (compresa la nuda proprietà e proprietà superficiaria) o di un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare (usufrutto, uso, abitazione), al momento di inizio dei lavori
  • l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale.

Come ricorda l’Agenzia delle entrate nella circolare n. 8/E del 2025, l’aliquota alta al 50% non si applica al familiare convivente e al detentore dell’immobile (ad esempio, il locatario o il comodatario) che possono applicare invece, nel rispetto di ogni altra condizione, la detrazione nella misura del 36 per cento delle spese sostenute nel 2026 e del 30 per cento delle spese sostenute nel 2027.

L’Agenzia inoltre chiarisce che, nella nozione di abitazione principale, rientra anche l’unità immobiliare adibita a dimora abituale di un familiare del contribuente. Inoltre, qualora l’immobile non sia adibita ad abitazione principale all’inizio dei lavori, l’aliquota al 50% spetta a condizione che l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale al termine dei lavori.

Come si ottiene: i requisiti

Per avere l’ecobonus, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, occorre seguire alcuni step.

  • eseguire gli interventi su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale.
  • pagare le spese con bonifico bancario o postale in cui vanno indicati: la causale del versamento, con indicazione degli estremi della norma agevolativa; il codice fiscale del beneficiario della detrazione; il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).
  • essere in possesso dell’asseverazione di un tecnico abilitato o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti, dell’attestato di prestazione energetica (APE), finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio e della scheda informativa relativa agli interventi realizzati.
  • entro 90 giorni dal termine dei lavori, bisogna trasmettere all’Enea, con modalità telematiche, proprio la scheda informativa degli interventi realizzati e le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica (APE). La trasmissione deve avvenire in via telematica, attraverso l’applicazione web dell’Enea (https://detrazionifiscali.enea.it/).
  • indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi.

Come pagare per il bonus?

 Tali spese in particolare devono essere pagate con bonifico bancario o postale in cui vanno indicati:

  • la causale del versamento, con indicazione degli estremi della norma agevolativa;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

Come vengono restituiti i soldi delle detrazioni fiscali?

La detrazione fiscale consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef  o dall’Ires una serie di spese sostenute in relazione ad interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Come per tutti gli altri bonus casa, non si ottengono direttamente dei soldi bensì si ottiene uno sconto sulle tasse da pagare ogni anno con la presentazione della denuncia dei redditi.

Ecobonus e redditi: nuovo  criterio dei tetti di spesa basati sul reddito e sulla composizione familiare

Come per il bonus ristrutturazioni, anche l’ecobonus già dal 2025 e quindi anche per il 2026 adotta un nuovo  criterio dei tetti di spesa basati sul reddito e sulla composizione familiare, favorendo le famiglie con redditi medio-bassi.

La legge di Bilancio 2025 ha introdotto difatti una limitazione alla fruizione delle detrazioni per chi ha un reddito superiore a 75mila euro, parametrati in relazione al reddito percepito e al numero di figli presenti nel nucleo familiare. 

Come fare la pratica Enea per l’ecobonus

Per richiedere l’agevolazione è necessario essere in possesso di:

  • asseverazione di un tecnico abilitato o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti,
  • attestato di prestazione energetica (APE), finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio
  • scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

Entro 90 giorni dal termine dei lavori, bisogna trasmettere all’Enea, con modalità telematiche, proprio la scheda informativa degli interventi realizzati e le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica (APE). La trasmissione deve avvenire in via telematica, attraverso l’applicazione web dell’Enea (https://detrazionifiscali.enea.it/).

Che differenza c’è tra ecobonus e bonus casa?

L’ecobonus è la detrazione fiscale per risparmio energetico degli immobili mentre il bonus casa è la detrazione per ristrutturazione. 

Come ottenere ecobonus per climatizzatori?

Installare o sostituire impianti e macchine destinati alla climatizzazione estiva non è un intervento di risparmio energetico che di per sé permette di avere sconti fiscali. Sono invece ammessi alle detrazioni fiscali gli interventi di installazione di pompe di calore destinate alla climatizzazione invernale. Sono, tuttavia ammesse alle detrazioni fiscali le pompe di calore reversibili in grado cioè di fare anche il condizionamento estivo.

Quali sono le detrazioni per lacquisto di un climatizzatore? Si può avere l’ecobonus al 50% se installato sull’abitazione principale e al 36% sulla seconda o terza casa fino al 31 dicembre 2026, in caso di sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianto dotati di caldaie a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza.

L’ecobonus è previsto anche quando, come detto poc’anzi, la pompa di calore permetta anche il funzionamento in climatizzazione estiva. In questo caso l’indice di efficienza energetica EER deve essere non inferiore al pertinente valore riportato nel decreto 19 febbraio 2007.

In caso di installazione di un nuovo condizionatore o di sua sostituzione abbinata ad una ristrutturazione edile, la detrazione fiscale è del 50% fino al 31 dicembre 2026, se il nuovo impianto installato sull’abitazione principale (al 36% sulla seconda o terza casa) è a pompa di calore, anche non ad alta efficienza, purché consenta un risparmio energetico.

Come funziona l’ecobonus per le tende da sole

Fino al 31 dicembre 2026 è possibile acquistare tende da sole usufruendo di una detrazione fiscale del 50% (Ecobonus) se installate sulla prima casa e del 36% se sulla seconda casa. Dal 2027, le aliquote scenderanno: 36% per la prima casa, 30% per le altre, con un’unica aliquota al 30% per tutti gli immobili a partire dal 2028.

L’incentivo, valido fino a un massimo di 60.000 euro per unità immobiliare, si recupera in 10 anni.

Per accedere al bonus, le tende devono essere schermature solari tecniche, fisse all’edificio, installate su superfici vetrate (orientate da EST a OVEST passando per SUD) e con un fattore solare gtot ≤ 0,35.

Serve una fattura con dicitura specifica (“schermatura solare dinamica ai sensi del D.L. 311/2006 allegato M”) e pagamento con bonifico parlante. Entro 90 giorni dall’installazione, bisogna inviare all’ENEA la scheda descrittiva dell’intervento tramite il portale dedicato.

Come ottenere ecobonus per infissi 2026?

Per la sostituzione di una vecchia finestra con una ad alta efficienza energetica si potrà fruire di diverse agevolazioni; per quanto riguarda l’ecobonus al 50% o 36% a seconda della destinazione dell’immobile su cui realizzare i lavori, previsto in caso di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi fino al 31 dicembre 2026. Per poter fruire dell’ecobonus le finestre, comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati, devono rispettare i requisiti di trasmittanza “U” (dispersione di calore).

È però obbligatorio inviare per via telematica all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, tutta la documentazione necessaria, a seconda della tipologia di intervento  (copia dell’attestazione di certificazione o qualificazione energetica, scheda informativa degli interventi realizzati, asseverazione di un tecnico abilitato). La data di fine lavori, dalla quale decorre il termine per l’invio della documentazione all’Enea, coincide con il giorno del cosiddetto “collaudo” (e non di effettuazione dei pagamenti). 

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