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Il bonus mobili è una detrazione Irpef del 50% prevista fino al 31 dicembre 2026 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, con un importo massimo detraibile di 5.000.
Per avere l’agevolazione è indispensabile realizzare un intervento di recupero del patrimonio edilizio sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Vediamo nel dettaglio come funziona il bonus mobili in condominio.
Bonus mobili in condominio: per quali lavori è ammesso
Per avere il bonus mobili per lavori in condominio, gli interventi di ristrutturazione ammessi a godere della detrazione sono quelli di:
- manutenzione straordinaria (installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione dei servizi igienici, sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso, rifacimento di scale e rampe)
- per la manutenzione ordinaria ci sono dei distinguo.
Danno diritto al bonus mobili interventi come la tinteggiatura di pareti e soffitti, la sostituzione di pavimenti, di infissi esterni, il rifacimento di intonaci, la sostituzione di tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni, fino alla riparazione o sostituzione di cancelli o portoni, delle grondaie e delle mura di cinta).
Non danno diritto al bonus mobili:
– quelli finalizzati all’adozione di misure dirette a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (a meno che per le loro particolari caratteristiche non siano anche inquadrabili tra gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia)
– la realizzazione di posti auto o box pertinenziali
– quelli per i quali si usufruisce dell’Ecobonus - restauro e risanamento conservativo (adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio),
- ristrutturazione edilizia (modifica della facciata, realizzazione di una mansarda o di un balcone, trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, apertura di nuove porte e finestre, costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti).
Cosa sono le parti comuni del condominio
Tali lavori devono essere eseguiti su parti comuni di edifici residenziali. Le parti comuni di un condominio sono quegli spazi e quegli elementi dell’edificio che appartengono a tutti i condomini e servono all’uso o al funzionamento dell’intero stabile, non a un singolo appartamento.
Secondo il Codice Civile (art. 1117), salvo che il contrario risulti dal regolamento o dagli atti di proprietà, sono parti comuni:
- Il suolo e le fondamenta dell’edificio
- Il tetto e il lastrico solare
- Scale, pianerottoli e androni
- Corridoi e portoni d’ingresso
- Facciate e muri maestri
- Cortili e giardini condominiali
- Ascensore.
Bonus mobili 2026 in condominio: come averlo
Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali, i condòmini hanno diritto al bonus mobili, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, per l’acquisto di arredi per la propria abitazione.
La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche). È l’amministratore che, dopo essersi occupato della gestione dei lavori e del pagamento delle spese, rilascia ai condomini una certificazione che verrà usata da questi nella denuncia dei redditi al fine di ottenere la detrazione fiscale.
Bonus mobili 2026 in condominio: cosa comprare
Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di recupero del patrimonio edilizio, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo 5.000 euro per il 2026 riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Nell’anno precedente a quello dell’acquisto, o sono iniziati nell’anno precedente a quello dell’acquisto e proseguiti in detto anno, il limite di spesa deve essere considerato al netto delle spese sostenute nell’anno precedente per le quali si è usufruito della detrazione.
Il bonus mobili è concesso in caso di acquisto di:
- mobili nuovi quali cucine, letti, armadi, tavoli, sedie, credenze, librerie, comodini, materassi, ecc
- grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, come rilevabile dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.
Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito). È escluso invece l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.
Come pagare?
Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
Il bonus mobili è ammesso anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento.
Quali documenti conservare?
I documenti da conservare sono:
- l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente)
- le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.
Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, insieme all’indicazione della natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura.
Cosa comunicare all’Enea?
Dal 2018 è necessario comunicare all’Enea gli acquisti di alcuni elettrodomestici per i quali si può usufruire del bonus (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici, asciugatrici).
L’Agenzia delle Entrate ha specificato che il mancato invio (o invio oltre il termine) della dichiarazione non fa venir meno il diritto alla detrazione.
Tale omissione potrebbe però in futuro essere soggetta a verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate, e lo è comunque da parte dei Centri di Assistenza Fiscale.
Si consiglia, pertanto, di trasmettere comunque i dati all’ENEA, anche se in ritardo, senza dover versare sanzioni.
Bonus mobili in condominio: il ruolo dell’amministratore
Gli adempimenti riguardanti il bonus mobili in condominio – come detto riconosciuto esclusivamente per l’arredo delle parti comuni e a condizione che l’edificio sia interessato da interventi di ristrutturazione agevolabili – sono tutti in capo all’amministratore.
È l’amministratore difatti che ha il compito di verificare la presenza dei requisiti, far deliberare gli acquisti in assemblea e gestire i pagamenti tramite bonifico parlante intestato al condominio.
Deve inoltre conservare tutta la documentazione fiscale e tecnica relativa ai lavori e agli acquisti effettuati.
Infine, è tenuto a rilasciare ai condomini una certificazione con l’indicazione delle quote di spesa detraibili, che poi questi utilizzeranno nella dichiarazione dei redditi.

L’acquisto di una panca per un ingresso condominiale può essere agevolata dal bonus mobili nei casi prospettati nell’articolo. In foto, panca Paula di Tikamoon.



































