Bonus mobili e grandi elettrodomestici: la guida

Chi ha iniziato lavori di ristrutturazione nel 2019 può acquistare fino alla fine del 2020 mobili nuovi e grandi elettrodomestici con il bonus mobili.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 16/09/2020 Aggiornato il 16/09/2020
Bonus mobili e grandi elettrodomestici: la guida

Fino al 31 dicembre 2020, salvo eventuali proroghe, chi ristruttura casa e fruisce della detrazione fiscale del 50% può al contempo godere del bonus mobili e grandi elettrodomestici, la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste il bonus, quando e come si può avere.

Bonus mobili e grandi elettrodomestici 2020: cosa prevede

Il bonus mobili e grandi elettrodomestici è una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Come precisa l’Agenzia delle Entrate nella sua guida on line, l’agevolazione spetta anche per gli acquisti effettuati nel 2020  ma potrà essere richiesta solo da chi ha realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio 2019.

Quando si può avere

Per avere l’agevolazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione), sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

Il bonus si può avere anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio: così ad esempio si ristruttura il bagno ma si può comprare una cucina nuova.  Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto al bonus, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano arredi per la propria abitazione. Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni.

Per usufruire dell’agevolazione è necessario che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. Come provare la data di avvio? Eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori), se obbligatoria, oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000)

Tra gli esempi di lavori su singoli appartamenti che danno diritto al bonus mobili troviamo l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, la realizzazione dei servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso, il rifacimento di scale e rampe e la realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate.

Tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che permettono di avere la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici non sono compresi quelli per la realizzazione di box o posti auto pertinenziali rispetto all’abitazione principale.

Bonus mobili anche se si sostituisce la caldaia

Tra i lavori che danno diritto al bonus mobili e grandi elettrodomestici 2020 troviamo anche l’installazione di una stufa a pellet o di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, l’installazione o l’integrazione di un impianto di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore e la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento.

Quali mobili ed elettrodomestici comprare

Il bonus spetta per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2020 per l’acquisto di:

  • mobili nuovi quali cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.
  • grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+, (A o superiore per i forni e lavasciuga), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica come frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo. Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito.

Come avere il bonus

La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche) e spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. Per esempio, se le spese per ristrutturare l’immobile sono state sostenute soltanto da uno dei coniugi e quelle per l’arredo dall’altro, il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due.

E’ necessario pagare i mobili ed elettrodomestici con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

La detrazione è ammessa anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento a rate. L’unica condizione richiesta è che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento.

I documenti da conservare sono:

  • l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente)
  • le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Equivale alla fattura lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, insieme all’indicazione della natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati.

La comunicazione all’Enea

Dal 2018 tra gli adempimenti richiesti troviamo la comunicazione all’Enea degli acquisti di alcuni elettrodomestici per i quali si può usufruire del bonus (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici, asciugatrici) anche se la mancata o tardiva trasmissione non implica, tuttavia, la perdita del diritto alle detrazioni fiscali.

Per gli elettrodomestici, anche nel caso in cui il diritto alla detrazione fiscale scaturisca dall’aver effettuato un intervento che non comporta risparmio energetico (per esempio rifacimento dei servizi bagno e cucina), vanno comunque comunicati i dati all’Enea. 

L’invio deve avvenire attraverso il sito https://detrazionifiscali.enea.it e entro il termine di 90 giorni a partire  dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, che nel caso degli elettrodomestici si può considerare come la data del bonifico o di altro documento di acquisto ammesso. 

Dopo essere entrati nel sito, la trasmissione dei dati relativi agli interventi realizzati va effettuata seguendo i seguenti passi: dopo aver effettuato la “Registrazione degli utenti”,  “Compila i dati anagrafici”, segue “Inserisci l’immobile” e poi “Seleziona l’intervento” e nella barra Altro troviamo proprio gli Elettrodomestici.

Nel dettaglio l’Enea richiede la comunicazione di due dati, uno facoltativo e un altro obbligatorio in alcuni casi e facoltativo in altri, rispettivamente la potenza elettrica assorbita espressa in kW e la classe energetica.  

Dove si trovano i dati di potenza elettrica dell’elettrodomestico? Il valore della potenza elettrica assorbita dall’elettrodomestico è riportata, in genere, nella scheda tecnica dello specifico prodotto o nel libretto di istruzioni o sulla targhetta attaccata all’apparecchio. Tuttavia si precisa la compilazione del campo relativo alla potenza elettrica assorbita è facoltativa. La classe energetica dell’elettrodomestico è obbligatoria per frigoriferi, congelatori, lavasciuga, asciugatrici e lavatrici; è, invece, facoltativa per forni e piani cottura.

 

Fonti / Bibliografia

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