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Nel 2027 chi acquista nuovi arredi per una casa ristrutturata potrà continuare a beneficiare del Bonus mobili, una detrazione Irpef del 50% e con limite massimo di spesa di 5.000 euro.
Per l’acquisto dei grandi elettrodomestici, invece, il Governo punta su un incentivo distinto: il Bonus elettrodomestici, che sarà rifinanziato con 50 milioni di euro.
La Manovra 2027 prevede quindi due agevolazioni separate, con regole e finalità differenti.
La novità è importante perché il disegno di legge di Bilancio non richiama più espressamente i grandi elettrodomestici tra gli acquisti ammessi al Bonus mobili, come avveniva nella disciplina precedente.
Bonus mobili 2027, detrazione del 50% fino a 5.000 euro
Il Bonus mobili viene prorogato fino al 31 dicembre 2027. Anche per il prossimo anno sarà quindi possibile recuperare il 50% delle spese sostenute per acquistare mobili nuovi, destinati ad arredare un’abitazione interessata da lavori di ristrutturazione.
Il limite massimo di spesa resta fissato a 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Questo significa che la detrazione può arrivare fino a 2.500 euro complessivi, da recuperare attraverso dieci quote annuali di pari importo.
Chi utilizza interamente il plafond potrà quindi ottenere uno sconto fiscale di 250 euro all’anno per dieci anni.
Un altro aspetto da considerare riguarda l’aliquota. La detrazione per i mobili rimane al 50% anche quando i lavori edilizi danno diritto al Bonus ristrutturazioni nella misura del 36%, prevista per gli immobili diversi dall’abitazione principale.
Quali mobili si possono acquistare con il bonus
L’agevolazione riguarda l’acquisto di mobili nuovi destinati ad arredare l’immobile ristrutturato. Tra i prodotti ammessi rientrano letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani, poltrone e apparecchi di illuminazione. Non sono invece comprese le spese per porte, pavimentazioni, tende, tendaggi e altri complementi di arredo.
Per il 2027, come detto, il testo della Manovra fa riferimento alle spese per l’acquisto di mobili senza menzionare esplicitamente i grandi elettrodomestici.
Se questa formulazione sarà confermata nella legge definitiva, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e forni non potranno più essere inseriti tra gli acquisti agevolabili con questa detrazione.
È proprio questa la differenza rispetto alla disciplina applicata fino al 2026, che consentiva di comprendere nel limite di spesa anche determinati elettrodomestici caratterizzati da specifici requisiti di efficienza energetica.
Bonus elettrodomestici 2027, un incentivo separato con 50 milioni
Per chi deve sostituire quindi frigorifero, lavatrice, forno o altri apparecchi ormai obsoleti, la Manovra 2027 prevede un secondo strumento: il rifinanziamento del Bonus elettrodomestici con 50 milioni di euro. A differenza del Bonus mobili, questo contributo non richiede di effettuare lavori di ristrutturazione. La sua finalità è incentivare la sostituzione degli apparecchi meno efficienti con nuovi prodotti che garantiscano consumi energetici inferiori.
Si tratta quindi di due misure differenti: il Bonus mobili è una detrazione fiscale collegata ai lavori edilizi, mentre il Bonus elettrodomestici è un contributo destinato a sostenere l’acquisto di apparecchi più efficienti.
Nella precedente edizione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, il Bonus elettrodomestici funzionava attraverso un voucher digitale da utilizzare direttamente presso il venditore. Il contributo copriva il 30% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 100 euro per famiglia. Il limite saliva a 200 euro per i nuclei familiari con un Isee inferiore a 25.000 euro.
Era possibile richiedere l’incentivo per un solo elettrodomestico per nucleo familiare. Il prodotto doveva essere realizzato nell’Unione europea e appartenere a una classe energetica superiore rispetto a quella dell’apparecchio sostituito. Era inoltre necessario consegnare il vecchio prodotto al venditore, affinché fosse avviato al corretto smaltimento. Per il 2027, tuttavia, non è ancora possibile dare per confermate queste condizioni. Il disegno di legge di Bilancio demanda infatti a un successivo decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la definizione dei requisiti, degli importi e delle modalità per ottenere il contributo.
Il provvedimento dovrà essere adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2027.






































