Bonus idrico (1000 euro per sanitari e rubinetti) e bonus acqua potabile (detrazione del 50%)

Fino alla fine dell'anno si potranno acquistare con il bonus idrico rubinetti e sanitari e si potrà procedere al caricamento della documentazione per ottenere la detrazione solo a partire dal mese di gennaio 2022. Per comprare invece depuratori domestici per l'acqua da bere, c'è il bonus acqua potabile.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 23/11/2021 Aggiornato il 25/11/2021
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Risparmiare sulle risorse idriche è la finalità del bonus idrico introdotto dalla legge di bilancio 2020. Il bonus è un contributo economico di 1000 euro riconosciuto per una serie di spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 e può essere richiesto per una sola volta e per un solo immobile. Andiamo nel dettaglio specificando per cosa è possibile chiedere il bonus, chi può averlo e come.

Bonus idrico da 1.000 euro: per quali spese

È possibile richiedere l’ottenimento del bonus per le seguenti spese:

  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
  • la fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Le spese ammissibili devono ritenersi comprensive di IVA, come da fattura, o altro documento commerciale per i soggetti non tenuti ad emettere fattura. Il bonus idrico si può ottenere anche per l’acquisto di sanitari e rubinetti anche online, purché dalla fattura elettronica o altro documento commerciale emesso dal fornitore siano ricavabili le specifiche tecniche del prodotto, della posa in opera e dell’installazione.

A scanso di equivoci, sulla base della FAQ pubblicate sul sito del Ministero della Transizione ecologica si specifica quanto segue in merito alle spese ammissibili a godere del bonus.

In particolare non sono compresi nel bonus idrico:

  • piatto doccia
  • sedile wc
  • coprivaso
  • bidet
  • box doccia con colonna integrata
  • lavandini
  • installazione di autoclave e serbatoio di accumulo
  • sanitari in resina.

 Per quanto concerne il water però si può ottenere il rimborso per la cassetta di scarico secondo le caratteristiche tecniche di cui al d.m. 395/2021 art. 3, comma 2 lett. a e b ma non per la placca di comando.

Chi può avere il bonus e come

Possono beneficiare del bonus i maggiorenni residenti in Italia, titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale,  nonché di diritti personali di godimento già registrati alla data di presentazione dell’istanza.

Il bonus idrico può essere richiesto su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari, per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.

Al fine di ottenere il rimborso, i beneficiari presentano istanza registrandosi su di un’applicazione web, denominata “Piattaforma bonus idrico”, accessibile, previa autenticazione, dal sito del Ministero della Transizione Ecologica (ancora non disponibile).

Nel corso della procedura di registrazione, il beneficiario deve fornire una serie di dichiarazioni sostitutive di autocertificazione, che è opportuno quindi preparare prima e che sono nel dettaglio:

  • nome, cognome, codice fiscale del beneficiario;
  • importo della spesa sostenuta, per cui si richiede il rimborso;
  • quantità del bene e specifiche della posa in opera o istallazione;
  • specifiche tecniche, per ogni bene sostituito da apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, oltre a specifica della portata massima d’acqua (in l/min) del prodotto acquistato;
  • identificativo catastale dell’immobile (Comune, Sezione, Sezione Urbana, Foglio, Particella, Subalterno) per cui è stata presentata istanza di rimborso;
  • dichiarazione di non avere fruito di altre agevolazioni fiscali per la fornitura, posa in opera e installazione dei medesimi beni;
  • coordinate del conto corrente bancario/postale (Iban) del beneficiario su cui accreditare il rimborso;
  • indicazione del titolo giuridico per il quale si richiede il bonus (proprietario, cointestatario, locatario, usufruttuario ecc.);
  • attestazione del richiedente ove non proprietario o comproprietario, ai sensi del DPR 445/2000, degli estremi del contratto da cui trae titolo;
  • attestazione, ai sensi del DPR 445/2000, di avvenuta comunicazione al cointestatario/proprietario, identificato altresì con nome, cognome e codice fiscale, della volontà di fruire del predetto bonus;
  • copia della fattura elettronica o del documento commerciale in cui è riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il credito. Per i soggetti non tenuti ad emettere fattura elettronica, si considera valida anche l’emissione di una fattura o di un documento commerciale, attestante l’acquisto del bene, copia del versamento bancario o postale, documentazione del venditore idonea a ricondurre la transazione allo specifico prodotto acquistato, come da modello disponibile sulla “Piattaforma” .

Si potrà procedere al caricamento della documentazione solo a partire dal mese di gennaio 2022. Seguirà comunicazione ufficiale sul sito del MiTE.

Bonus acqua potabile

Il bonus idrico è diverso dal bonus acqua potabile, un credito d’imposta per l’acquisto e l’installazione di sistemi utili a migliorare la qualità dell’acqua da bere in casa o in azienda e ridurre, di conseguenza, il consumo di contenitori di plastica.

Si tratta in particolare di un bonus per l’acquisto e installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare E290, finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti. Il bonus è riconosciuto alle persone fisiche e agli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che sostengono le spese su immobili posseduti o detenuti in base a un titolo idoneo. Il bonus acqua potabile si qualifica come un credito d’imposta pari al 50% delle spese complessive sostenute.

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