Bonus casa: cessione del credito e sconto in fattura realizzabili solo una volta

Il Decreto Sostegni ter ha introdotto una grande novità per quanto riguarda i bonus casa e la possibilità, in luogo della detrazione, di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 28/01/2022 Aggiornato il 21/02/2022
Iva e detrazioni fiscali casa

La cessione del credito relativa ai bonus casa potrà essere eseguita una sola volta. Stessa cosa per lo sconto in fattura. Così stabilisce il decreto sostegni ter che introduce nuovi vincoli anti-frode per superbonus, ecobonus, bonus ristrutturazioni, sismabonus e bonus facciate.

Cessione credito e sconto in fattura: cosa significa

Chi effettua interventi di miglioramento o adeguamento degli immobili e diventa titolare di bonus ha infatti a disposizione diverse opzioni per recuperare del tutto o in parte le spese sostenute, come la detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi diluita nel tempo, lo sconto in fattura da parte dell’impresa che ha realizzato gli interventi o la cessione del credito d’imposta.  Oltre al Superbonus (che consente di portare in detrazione il 110% delle spese sostenute per specifici interventi), l’attuale normativa prevede la cedibilità del credito per una serie di opere tra cui quelle di riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, recupero del patrimonio edilizio e altre tipologie che possono riguardare sia le parti comuni di edifici sia le singole unità immobiliari. Si ricorda che il bonus verde per la sistemazione dei giardini, il bonus mobili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non sono, invece, cedibili. 

La cessione a terzi del credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante può essere disposta in favore:

  • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
  • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
  • di istituti di credito e intermediari finanziari.

Lo sconto in fattura invece deve essere di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso e deve essere anticipato dal fornitore. Lo sconto in fattura può anche essere praticato anche in misura parziale. Cosa significa? In questo caso il beneficiario potrà sfruttare direttamente la parte di spesa effettivamente sostenuta, trasferendo al fornitore – se d’accordo – la detrazione spettante sulla base dello sconto parziale effettuato.

Cessione del credito e sconto in fattura per i bonus casa: la novità

La nuova norma introdotta dal decreto Sostegni ter prevede che il credito di imposta sia ceduto una sola volta. Ciò significa in sostanza che il beneficiario della detrazione potrà ancora cedere il credito ad altri soggetti, compresi banche e intermediari finanziari, ma questi non potranno cederlo a loro volta. Stessa cosa è prevista per lo sconto in fattura. Così i fornitori e le imprese che fanno i lavori e che praticano lo sconto in fattura potranno recuperare lo sconto sotto forma di credito d’imposta e cederlo una sola volta ad altri soggetti, compresi banche e intermediari finanziari, ma essi non potranno cederlo a loro volta.

La norma prevede inoltre che i crediti già ceduti al 7 febbraio 2022 potranno essere oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione, e tutti i contratti stipulati violando queste regole saranno considerati nulli.

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