Alloggi sociali: riscatto a termine nel Piano casa

Il Piano casa 2014 prevede il riscatto a termine dell’alloggio sociale decorsi 7 anni dalla stipula del contratto di affitto.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 19/04/2014 Aggiornato il 19/04/2014
Alloggi sociali: riscatto a termine nel Piano casa

Al via il riscatto dell’alloggio popolare a termine con l’entrata in vigore del Piano casa 2014. Entrato in vigore il 29 marzo 2014, il decreto legge sull’emergenza abitativa (decreto n. 47/2014) è anche conosciuto come Piano casa. Oltre alla riduzione dell’aliquota per la cedolare secca sugli affitti a canone concordato, al rifinanziamento del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, al piano di recupero e ristrutturazione con adeguamento antisismico degli alloggi popolari, l’aumento degli sconti Irpef per chi vive in affitto e tante altre novità, troviamo anche la possibilità di riscatto a termine dell’alloggio sociale. Vediamo di cosa si tratta.
Chi vive in un alloggio popolare, dopo un periodo minimo di sette anni dalla stipula del contratto di locazione, può riscattare l’immobile. Fino alla data del riscatto, l’inquilino può imputare parte dei corrispettivi del canone di locazione pagati al locatore, in conto del prezzo di acquisto dell’abitazione e parte in conto del prezzo di affitto. Ciò significa che il canone di locazione pagato per l’alloggio popolare può essere destinato al prezzo di acquisto dell’immobile e come prezzo dell’affitto, a scelta del conduttore. Tali corrispettivi, ai fini fiscali quindi delle imposte sui redditi, l’Irpef e dell’imposta sulle attività produttive, l’Irap, sono considerati sempre canoni di locazione, anche se conteggiati come prezzo di acquisto dell’alloggio. I corrispettivi inoltre si considerano conseguiti alla data dell’eventuale esercizio del diritto di riscatto dell’alloggio da parte dell’inquilino.
Anche se le novità del Piano casa sono entrate in vigore già il 29 marzo scorso, si attende un apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze per stabilire le clausole, i tempi e le modalità di riscatto.

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