Agevolazione “acquisto prima casa”: le novità 2014

Quali sono le novità previste in merito all’agevolazione per chi acquista la prima casa? Lo spiega l’Agenzia delle entrate.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 21/03/2014 Aggiornato il 21/03/2014
Agevolazione “acquisto prima casa”: le novità 2014

Che cosa cambia per l’agevolazione per l’acquisto della prima casa dal 1 gennaio 2014? L’Agenzia delle entrate con la circolare n. 2/E, avente ad oggetto le modifiche alla tassazione applicabile, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, agli atti di trasferimento o di costituzione a titolo oneroso di diritti reali immobiliari, si sofferma a fornire precisazioni in merito. Dal 1 gennaio 2014 infatti è cambiata la tassazione sulla compravendita immobiliare, con nuove aliquote per quanto riguarda l’imposta di registro e nuove misure per le imposte ipotecaria e catastale. Novità queste che si riflettono sull’agevolazione prevista per chi acquista un immobile da adibire a prima casa.

Agevolazione acquisto prima casa: che cosa prevede
In via preliminare occorre precisare che  l’agevolazione “prima casa” consente di applicare l’imposta di registro con l’aliquota del 3 per cento e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa. L’agevolazione trova applicazione ai trasferimenti che abbiano ad oggetto case di abitazione non di lusso secondo le caratteristiche di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969. L’agevolazione tuttavia cambia a seconda che si acquisti l’immobile  da un privato o da un’impresa costruttrice. Nel primo caso, le agevolazioni consistono in una riduzione dell’imposta di registro al 3%, mentre le imposte ipotecarie e catastali sono invece applicate nella misura fissa di 168 euro. Se a vendere è invece un’impresa costruttrice, entro 4 anni dall’ultimazione dell’immobile, le imposte di registro, ipotecarie e catastali sono pari a 168 euro e si può usufruire anche dell’Iva agevolata al 4%.
I requisiti che devono essere rispettati per applicare l’agevolazione in oggetto riguardano:
– la tipologia dell’immobile trasferito (deve trattarsi di una casa di abitazione avente caratteristiche non di lusso secondo i criteri di cui al D.M. 2 agosto 1969)
–  l’ubicazione dell’immobile (l’immobile deve essere situato nel comune in cui l’acquirente abbia o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano);
–  l’assenza di altri diritti reali vantati su immobili ubicati nello stesso comune ( l’acquirente non può risultare titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare).

Cosa cambia dal 2014
Dal 1 gennaio 2014, per effetto della nuova tassazione sulla compravendita immobiliare, chi acquista un immobile da adibire a prima casa, si vedrà applicare l’aliquota al 2 per cento per l’imposta di registro, sempre che l’immobile non rientri nelle categorie catastali  A/1, A/8 e A/9. A decorrere dal 1 gennaio 2014, l’applicabilità dell’agevolazione “prima casa” risulta vincolata così, ai fini dell’imposta di registro, alla categoria catastale in cui è classificato o classificabile l’immobile e non più, come previsto finora, alle caratteristiche individuate dal decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969.

In particolare le categorie catastali per le quali non è possibile fruire dell’agevolazione “prima casa” sono:

  • cat. A/1: abitazioni di tipo signorile,
  • cat. A/8: abitazioni in ville,
  • cat. A/9: castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici.

Ciò comporta che, al momento della stipula dell’atto di trasferimento o di costituzione del diritto reale sull’abitazione per il quale si intende beneficiare dell’agevolazione “prima casa”, sarà sufficiente indicare la classificazione o la classificabilità dell’immobile nelle categorie catastali che possono beneficiare del regime di favore.

Di conseguenza si può fruire dell’agevolazione “prima casa” solo per l’acquisto di immobili che rientrano nelle seguenti categorie catastali:

– cat. A/2: abitazioni di tipo civile
– cat. A/3: abitazioni di tipo economico
– cat. A/4: abitazioni di tipo popolare
– cat. A/5: abitazioni di tipo ultrapopolare
– cat. A/6: abitazioni di tipo rurale
– cat. A/7: abitazioni in villini
– cat. A/11: abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi

L’agevolazione per l’acquisto della prima casa non può essere fruita in relazione ad immobili che rientrano in categorie catastali diverse da quelle previste per gli immobili abitativi, come ad esempio per gli immobili rientranti nella categoria catastale A/10 (Uffici e studi privati). L’agevolazione, precisa sempre l’Agenzia nella sua circolare, si applica anche nel caso di trasferimento di immobile in corso di costruzione, sempreché l’immobile sia classificabile nelle categorie catastali sopra menzionate. È valida inoltre anche per le ipotesi di acquisto contemporaneo di immobili contigui, destinati a costituire un’unica unità abitativa, ovvero di un immobile contiguo ad altra casa di abitazione già acquistata dallo stesso soggetto, fruendo del beneficio “prima casa”’, sempre che questo acquisto sia finalizzato a costituire con quest’ultima un’unica unità abitativa.
Nella sua circolare, l’Agenzia delle entrate fa il punto anche sull’agevolazione a seconda che l’atto di trasferimento sia soggetto ad imposta di registro piuttosto che ad IVA e quindi sul trattamento fiscale applicabile per le imposte ipotecaria e catastale. Per i trasferimenti soggetti all’imposta sul valore aggiunto, si applicano le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna (oltre che l’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro, nonché l’imposta di bollo, le tasse ipotecarie e i tributi speciali catastali), mentre per i trasferimenti soggetti ad imposta di registro, le imposte ipotecaria e catastale sono applicabili nella misura fissa di euro 50 ciascuna.

Agevolazione ‘prima casa’ in sede di successione e donazioneL’Agenzia nella sua corposa circolare sui trasferimenti immobiliari e la tassazione applicabile fornisce precisazioni sempre in tema di agevolazione “prima casa” nelle  ipotesi di successione e donazione. Si ritiene in particolare che l’agevolazione prevista, ai fini delle imposte ipotecaria e catastale, per i trasferimenti e per gli atti di costituzione di diritti immobiliari su fabbricati ‘prima casa’, derivanti da successione o donazione, risulti applicabile anche in data successiva al 1° gennaio 2014. Pertanto, le imposte ipotecaria e catastale sono dovute, a decorrere dal 1° gennaio 2014, nella misura di 200 euro ciascuna. Restano, inoltre, dovuti l’imposta di bollo, le tasse ipotecarie e i tributi speciali catastali.

 

 

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