Affitto parziale di casa: si può optare per la cedolare secca?

Regime fiscale di favore previsto per chi concede in locazione un immobile ad uso abitativo, la cedolare secca può essere esercitata anche da chi affitta solo una porzione dell'immobile.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 17/07/2016 Aggiornato il 17/07/2016
Cedolare secca sugli affitti

La cedolare secca sugli affitti è un regime di tassazione facoltativo sui redditi che derivano dal proprietario che concede un immobile in locazione ad uso abitativo e consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali.

Scegliendo la cedolare secca il locatore fruisce di un regime fiscale di favore in più non dovrà pagare l’imposta di registro e quella di bollo, generalmente dovute per la registrazione del contratto di locazione. La cedolare può essere scelta solo da proprietari di immobili ad uso residenziale che rientrano nelle categorie catastali da A1 ad A11, esclusa l’A10 (studi privati e uffici). Il proprietario di un immobile che ha una stanza libera e decide di concederla in locazione ad esempio ad uno studente universitario fuori sede può anch’egli optare per la cedolare secca. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 26  del 2011) secondo cui il locatore può optare per la cedolare secca anche quando concede in affitto solo una porzione dell’immobile, quindi ad esempio anche una sola stanza. Se il locatore fitta più parti della casa con diversi contratti, quindi ad esempio fitta a diversi soggetti più stanze, l’opzione alla cedolare per un solo contratto vincola anche gli altri, visto che otterrà un’unica rendita su cui deve pagare le tasse. Il locatore può scegliere la cedolare anche se affitta una sola stanza per un periodo di tempo inferiore ai 30 giorni l’anno per cui non ha l’obbligo di registrare il contratto.

Sia che venga concessa in locazione una sola stanza o l’intero immobile, le regole per l’opzione alla cedolare sono le medesime. Il locatore inoltre deve avvertire preventivamente il conduttore con lettera raccomandata di voler optare per tale regime fiscale e così facendo rinuncia all’aumento del canone di locazione a seguito di aggiornamento ISTAT.

 

 

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