Affitti: cedolare secca per risparmiare sulle tasse

Circa 1 milione di italiani nel 2014 ha optato per il regime della cedolare secca sugli affitti che permette di risparmiare sulle tasse. Ecco perché.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 08/05/2015 Aggiornato il 08/05/2015
Affitti: cedolare secca per risparmiare sulle tasse

La cedolare secca sugli affitti conviene e circa un milione di italiani proprietari di immobili, solo l’anno scorso, hanno compreso che optando per questo regime di tassazione alternativo sugli affitti, possono risparmiare sulle tasse. A differenza quindi degli anni passati, cresce la fiducia dei proprietari di immobili verso la cedolare secca. Ma che cos’è? E perché scegliendola si può risparmiare sulle tasse? Ecco alcune informazioni utili.

Chi è proprietario di un immobile e lo concede in locazione può scegliere di applicare un regime fiscale più favorevole, la cedolare secca sugli affitti per l’appunto, che comporta il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, regionale e comunale, e l’esonero dal pagamento dell’imposta di registro e di quella di bollo. In pratica, scegliendola il proprietario dell’abitazione concessa in locazione paga un’imposta sostitutiva che si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. L’aliquota è ulteriormente ridotta al 10% fino al 2017 (al 15% dal 2018) per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nei Comuni con carenze di disponibilità abitative, come i grandi centri urbani di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché nei Comuni ad alta tensione abitativa e in quelli colpiti da calamità naturali.

Da una parte quindi scegliendo la cedolare secca si risparmia sulle tasse da pagare, ma dall’altra parte il proprietario dell’immobile rinuncia anche alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente. Rinuncia che deve essere portata a conoscenza dell’inquilino tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Quando si può scegliere la cedolare? Al momento in cui si stipula il contratto d’affitto, ma anche in seguito quando il contratto è già in corso, si può optare per la cedolare entro il termine per il pagamento dell’imposta di registro annuale, sempre inviando la raccomandata all’inquilino e l’apposito modello RLI all’Agenzia delle entrate.

 

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