Affitti: cedolare secca acconto in scadenza il 1° dicembre

Il 1° dicembre 2014 è l’ultimo giorno utile per pagare la seconda rata di acconto della cedolare secca sugli affitti. Ecco tutte le informazioni utili.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 27/11/2014 Aggiornato il 10/12/2014
Cedolare secca sugli affitti

Scade il 1 dicembre 2014 il termine per pagare la seconda rata dell’acconto sulla cedolare secca sugli affitti. Ecco chi sono i soggetti tenuti al versamento e come si effettua. La cedolare secca sugli affitti è un’imposta che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali comunali e regionali da pagare sui canoni di locazione, insieme all’imposta di bollo e a quella di registro. È il proprietario dell’immobile dato in affitto che deve optare per questa tassazione alternativa dei canoni di locazione di immobili che rientrano nelle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10 – uffici o studi privati) locate a uso abitativo.

L’opzione al regime della cedolare secca può essere esercitata alla registrazione del contratto di locazione ovvero alla proroga. Sia nel primo che nel secondo caso, il proprietario esercita l’opzione utilizzando il nuovo modello “RLI” in sostituzione del precedente mod. 69, reperibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, a cui va inoltrato. L’inquilino deve essere sempre informato dal proprietario di casa dell’opzione alla cedolare, con lettera raccomandata con cui viene informato che lo stesso locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se era previsto nel contratto.

Il regime della cedolare vale per tutto il periodo di durata del contratto di locazione, ma il locatore ha sempre il potere di revocare l’opzione, nei casi in cui l’opzione sia esercitata nelle annualità successive alla prima, per il residuo periodo di durata del contratto, versando l’imposta di registro, eventualmente dovuta.

Scegliendo la cedolare si paga un’imposta sostitutiva con aliquota pari al 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. Per i contratti di locazione a canone concordato, l’aliquota è ridotta al 10% dal 2014 e fino al 2017. In particolare a prevedere questo ulteriore taglio dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti a canone concordato, dall’attuale 15% al 10% è stato il Piano Casa, varato dal Governo Renzi. Così a godere dell’aliquota al 10% sono i proprietari di immobili dati in locazione ubicati in un dei cosiddetti Comuni “ad alta tensione abitativa”, individuati nell’elenco ufficiale stilato e aggiornato dal Cipe e per cui è stato stipulato un contratto a canone concordato, con durata di tre anni prorogabili di altri due e con un canone mensile compreso tra un minimo e un massimo individuati da appositi accordi territoriali stipulati tra sindacati degli inquilini e associazioni di proprietari.

Se si opta per la cedolare secca, alla registrazione del contratto non vanno versate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ma è dovuta solo l’imposta sostitutiva. Si deve pagare l’acconto dell’imposta, nella misura del 95%, solo se l’importo della cedolare supera i 51, 56 euro.

L’acconto può essere versato in un’unica soluzione o in due rate, a seconda dell’importo totale. Così il 1 dicembre 2014 (la data fissata per legge è il 30 novembre, ma quest’anno cade di domenica e quindi slitta al giorno successivo), il locatore paga l’acconto in un’unica soluzione, se l’importo è inferiore a 257,52 euro. Se l’importo invece supera i 257,52 euro, l’acconto si divide in due rate: la prima il 16 giugno (si paga il 40% dell’acconto) e la seconda il 1 dicembre 2014 e si paga il restante 60%.

Si deve precisare che se il 2014 è il primo anno in cui viene applicata la cedolare, il proprietario non dovrà pagare l’acconto. 

Per pagare si usa il modello f24, disponibile presso gli uffici postali, bancari o sul sito dell’Agenzia delle entrate. Dopo aver compilato la parte relativa ai dati anagrafici del proprietario dell’immobile dato in locazione (codice fiscale, dati anagrafici, domicilio fiscale), si deve compilare la sezione Erario. Per il versamento della seconda rata di acconto della cedolare secca, con F24, va utilizzato il codice tributo “1841” che deve essere esposto nell’apposita colonna “codice tributo” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Nella casella “anno di riferimento” va indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, espresso nella forma “AAAA”, quindi per l’anno in corso il 2014.

 

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