Acquistare la prima casa: quando si perdono i benefici fiscali

Dopo aver spiegato in che cosa consiste l’agevolazione fiscale per l’acquisto dell’abitazione da adibire a prima casa, vediamo quando si può perdere il beneficio che comporta il pagamento delle imposte risparmiate, insieme agli interessi e alla sanzione.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 19/12/2015 Aggiornato il 22/12/2015
Acquistare la prima casa: quando si perdono i benefici fiscali

Dopo aver spiegato in dettaglio in un precedente articolo il regime fiscale di favore che costituisce l’agevolazione prima casa e i requisiti oggetti riguardanti l’immobile e soggettivi riguardanti l’acquirente, è il caso di soffermarsi sui casi in cui si può perdere il beneficio fiscale. Quando si perde l’agevolazione prima casa, occorre versare tutte le imposte pagate in misura ridotta insieme agli interessi e una sanzione di importo pari al 30 per cento dell’imposte stessa. Ma quali sono i casi di decadenza dall’agevolazione prima casa? La legge li elenca come segue:

  • si rendono dichiarazioni false nell’atto di acquisto dell’abitazione 
  • l’abitazione viene venduta o donata prima che siano passati 5 anni dalla data di acquisto. È possibile sfuggire in questo caso alla decadenza se entro 1 anno dalla donazione o dalla vendita dell’immobile si riacquista un altro, anche a titolo gratuito, che venga adibito a propria abitazione principale. Non vale in questo caso la stipula sempre entro 1 anno del contratto preliminare
  • entro 18 mesi dall’acquisto, se non si è trasferita la residenza nel Comune ove è situato l’immobile.

Proprio in riferimento alla causa di decadenza dell’agevolazione “prima casa” per mancato trasferimento della residenza nel termine dei 18 mesi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che se il termine dei 18 mesi per il trasferimento della residenza è ancora pendente, l’acquirente che non può rispettare l’impegno assunto può revocare la dichiarazione formulata nell’atto di acquisto dell’immobile. Come? Basterà presentare un’istanza di revoca all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate dove è stato registrato l’atto, chiedendo la riliquidazione dell’imposta.

Spetta poi all’ufficio riliquidare l’atto di compravendita e notificare l’avviso di liquidazione all’acquirente che dovrà pagare l’imposta dovuta insieme agli interessi. Non sarà applicata invece la sanzione del 30%. Se i 18 mesi passano senza aver trasferito la residenza e non si presenta l’istanza di revoca all’ufficio delle Entrate si decade dall’agevolazione prima casa. 
È comunque possibile ravvedersi prima che venga notificato l’avviso di liquidazione delle imposte presentando sempre all’ufficio dell’Agenzia delle entrate un atto con cui si dichiari l’intervenuta decadenza dall’agevolazione e si richiede la riliquidazione dell’imposta e l’applicazione delle sanzioni in misura ridotta.

L’agevolazione prima casa non si perde quando, entro 1 anno dalla vendita o dalla donazione, il contribuente acquista un immobile sito in uno Stato estero oppure acquista entro lo stesso termine di tempo un terreno su cui realizza un fabbricato non di lusso da adibire ad abitazione principale. In quest’ultimo caso non è necessario che entro 1 anno l’immobile sia ultimato ma basta che ci sia anche un rustico comprensivo di muri perimetrali e la copertura deve essere completata. In tal modo non si perde l’agevolazione fiscale. 

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