Si può scaricare l’affitto nella dichiarazione dei redditi? Ecco come fare nel 730 e nel modello Redditi

Guida completa alle detrazioni affitto nelle dichiarazioni dei redditi: requisiti, importi e benefici per inquilini, giovani, lavoratori trasferiti e studenti fuori sede.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 15/06/2026Aggiornato il 15/06/2026
affitti

Chi paga un canone di locazione può ottenere un importante risparmio fiscale attraverso la dichiarazione dei redditi. Le detrazioni per l’affitto possono essere richieste sia nel Modello 730/2026 sia nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026, a seconda della situazione del contribuente.

Il Modello 730 è utilizzato principalmente da lavoratori dipendenti e pensionati che possono contare su un sostituto d’imposta, mentre il Modello Redditi PF è destinato a contribuenti che non possono utilizzare il 730, come lavoratori autonomi, titolari di partita Iva o soggetti con particolari tipologie di reddito. In entrambi i casi è possibile beneficiare delle stesse agevolazioni previste per gli inquilini.

Le detrazioni riguardano diverse categorie di contribuenti, tra cui:

  • gli inquilini che utilizzano l’immobile come abitazione principale
  • i giovani under 31
  • i lavoratori che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro
  • gli studenti universitari fuori sede.

Contratto di affitto regolare: requisito indispensabile

Per poter accedere a qualsiasi detrazione per l’affitto nel 730 è necessario che il contratto:

  • sia stipulato ai sensi della Legge 431/1998
  • sia regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate

La registrazione non è un dettaglio formale:

  • senza registrazione non si ha diritto alle detrazioni fiscali;
  • si rischiano anche sanzioni per irregolarità contrattuale;
  • il contratto non produce effetti fiscali utili al 730.

A quanto ammonta la detrazione?

La detrazione per l’affitto non è una percentuale del canone versato, ma un importo forfettario fisso, che varia in base a:

  • reddito complessivo del contribuente
  • tipologia di contratto di locazione
  • categoria del beneficiario
  • periodo di utilizzo dell’immobile.

In quali casi si può scaricare l’affitto?

Le agevolazioni fiscali per chi vive in affitto non sono tutte uguali. L’importo della detrazione varia infatti in base alla tipologia di contratto di locazione, al reddito del contribuente e, in alcuni casi, alle sue condizioni personali, come l’età, lo status di studente universitario fuori sede o il trasferimento della residenza per motivi di lavoro.

Per alcune categorie il beneficio consiste in una detrazione forfettaria, mentre per altre è calcolato in percentuale sul canone effettivamente pagato.

Ecco quali sono le principali situazioni in cui è possibile ottenere uno sconto fiscale sull’affitto.

Contratti a canone libero (4+4)

I contratti a canone libero sono i più diffusi e prevedono un affitto stabilito liberamente tra le parti. Nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2026, la detrazione è pari a:

  • 300 euro: se il reddito non supera 15.493,71 euro
  • 150 euro: se il reddito è tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
  • 0 euro: se il reddito supera 30.987,41 euro

La detrazione:

  • spetta solo per abitazione principale;
  • va rapportata ai giorni di utilizzo dell’immobile;
  • si divide tra eventuali cointestatari del contratto.

Contratti a canone concordato (3+2)

Il canone concordato è un affitto “calmierato” basato su accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Per questi contratti le detrazioni sono più elevate:

  • 495,80 euro: reddito fino a 15.493,71 euro
  • 247,90 euro: reddito tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
  • nessuna detrazione: oltre 30.987,41 euro.

Anche in questo caso valgono le stesse regole:

  • calcolo proporzionato ai giorni;
  • ripartizione tra cointestatari;
  • requisito di abitazione principale.

Bonus affitto giovani under 31 fino a 2.000 euro

Una delle agevolazioni più vantaggiose riguarda i giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti. Per accedere al bonus è necessario:

  • avere un reddito non superiore a 15.493,71 euro
  • utilizzare l’immobile come residenza
  • essere titolari di un contratto regolare (Legge 431/1998).

La detrazione spetta per i primi 4 anni e corrisponde al maggiore tra:

  • 991,60 euro (importo fisso)
  • 20% del canone annuo, fino a un massimo di 2.000 euro.

Studenti universitari fuori sede: detrazione al 19%

Gli studenti iscritti a università situate in un Comune diverso da quello di residenza possono detrarre il 19% dei canoni di locazione. Le regole principali sono:

  • detrazione del 19% sull’importo pagato
  • limite massimo di spesa: 2.633 euro
  • beneficio fiscale massimo: circa 500,27 euro

Per avere lo sconto occorre che l’Università frequentata sia in provincia diversa dalla residenza, la distanza minima sia di 100 km dal Comune di residenza (soglia ridotta a 50 km per zone montane o disagiate). A fruire della detrazione sono:

  • lo studente, se produce reddito
  • i genitori, se lo studente è fiscalmente a carico

Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza

I lavoratori dipendenti che si spostano per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione specifica per l’affitto. Il beneficio dura 3 anni dal trasferimento della residenza. I requisiti principali sono: 

  • nuovo Comune distante almeno 100 km dal precedente
  • trasferimento in una Regione diversa
  • contratto di locazione regolarmente registrato

Importi previsti:

  • 991,60 euro se reddito fino a 15.493,71 euro
  • 495,80 euro se reddito tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
  • 0 euro se reddito oltre 30.987,41 euro.

Questa misura è pensata per aiutare chi affronta i costi di un trasferimento lavorativo, spesso accompagnato da spese iniziali elevate.

Come si richiede la detrazione

Le agevolazioni per l’affitto possono essere richieste direttamente nella dichiarazione dei redditi, compilando il Modello 730/2026 oppure il Modello Redditi PF 2026.

Nel modello 730, la detrazione va indicata nel rigo E71 del Quadro E Oneri e spese, mentre nel modello Redditi va compilato il Quadro RP al rigo 71.

Inoltre è necessario conservare il contratto di locazione registrato e la documentazione relativa ai pagamenti effettuati, da esibire in caso di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa, il beneficio può essere riconosciuto anche tramite il sostituto d’imposta, con effetti direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione.

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