Scadenze fiscali novembre e dicembre 2017: ecco quali sono

Tra Irpef, canone Rai, cedolare secca, Imu e Tasi ecco quali sono le scadenze fiscali degli ultimi mesi dell'anno, novembre e dicembre 2017.

Gli ultimi mesi dell’anno sono ricchi di scadenze fiscali, dall’Irpef, all’Iva per finire con il saldo dell’Imu e della Tasi. Vediamo nei dettagli quali sono gli appuntamenti più importanti da segnare in agenda.

Scadenze fiscali novembre 2017

Il 15 novembre è l’ultimo giorno utile per i soggetti titolari di redditi di pensione di importo non superiore a euro 18.000,00 annui, che siano anche titolari di un abbonamento alla televisione di presentare la richiesta al proprio ente pensionistico di effettuare il pagamento del canone Rai a partire dall’anno 2018, tramite ritenuta sulle rate di pensione.

Entro il 30 novembre 2017 sarà necessario procedere al versamento del secondo acconto delle imposte da dichiarazione dei redditi, vale a dire l’Irpef. I contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi (modello Unico) devono versare le imposte, utilizzando il Modello F24,entro determinati termini. Per i contribuenti che presentano il modello 730 e hanno un sostituto d’imposta, le operazioni di conguaglio – vale a dire la trattenuta degli importi a debito o il rimborso di quelli a credito, risultanti dalla liquidazione della dichiarazione – sono effettuate direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), a partire dal mese di luglio.

L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata in quell’anno (riferita, quindi, all’anno precedente), al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è superiore a 51,65 euro. L’acconto è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno e deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • unico versamento, entro il 30 novembre, se l’acconto è inferiore a 257,52 euro
  • due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro; la prima pari al 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo), la seconda – il restante 60% – entro il 30 novembre.

Nel modello F24 vanno indicati i codici tributo “4001: Irpef – Saldo” e “4033: Irpef – Acconto prima rata”.

Il 30 novembre è anche il termine ultimo per versare la seconda o unica rata dell’imposta sostitutiva della cedolare secca, dovuta a titolo di acconto per l’anno 2017. Il versamento deve avvenire con il modello F24 con modalità telematiche, direttamente (utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel) oppure tramite intermediario abilitato. Si potrà pagare anche con modello F24 cartaceo presso Banche, Poste Italiane e agenti della riscossione solo quando devono versare, senza utilizzo di crediti in compensazione, se la somma dovuta è pari o inferiore a 1000,00 euro. Nel modello F24 va indicato il codice tributo “1841”.

Scadenze fiscali dicembre 2017

Il 16 dicembre invece scade il termine per pagare il saldo Imu e il saldo della Tasi dovute entrambe per il 2017. Non si pagano le imposte sulla prima casa a meno che non si tratti di immobili classificati nella categoria catastale di pregio o di lusso (A1, A8 e A9) mentre si pagano sempre sulle seconde case. Per la Tasi in particolare, il tributo locale sui servizi indivisibili, la quota a carico dell’inquilino no è dovuta sempre se si tratta di abitazione principale non di lusso mentre è sempre dovuta la quota a carico del proprietario. Il versamento del saldo Imu e di quello Tasi può essere pagato con bollettino di conto corrente postale o modello F24.

Nel primo caso per l’Imu il numero di conto corrente postale è “1008857615”, mentre per la Tasi è “1017381649”. Per chi sceglie il pagamento con il modello F24, i codici tributo per l’Imu sono “3912” per l’abitazione principale e relative pertinenze, mentre per la Tasi è “3958” per l’abitazione principale e relative pertinenze. Quale modalità di pagamento scegliere tra F24 e bollettino? Sicuramente la scelta è rimessa alla discrezionalità del singolo contribuente che deve tenere in considerazione che usando il bollettino postale il versamento deve essere effettuato distintamente per ogni Comune di ubicazione degli immobili.  Con il modello F24 si possono pagare invece le imposte relative ad immobili situati in più Comuni. Inoltre con il modello F24 si potrà effettuare la compensazione, l’istituto che permette al contribuente che ha crediti con l’Erario o anche con l’Inps di compensarli con il debito Imu e Tasi, cosa che non può essere fatta con il bollettino postale.