Saldo IMU 2018: in vista della scadenza di dicembre un breve ripasso

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 02/12/2018 Aggiornato il 02/12/2018

Il prossimo 17 dicembre 2018 scade il termine per il versamento della seconda rata dell'IMU: ecco una breve e utile mini guida.

IMU TASSE SULLA CASA

Si avvicina dicembre e con esso la scadenza per pagare il saldo dovuto per il 2018 dell’IMU, l’imposta municipale unica che si paga sugli immobili, il prossimo 17 dicembre. In vista di questo importante appuntamento ecco un breve vademecum con tutte le informazioni più importanti.

IMU prima casa: si paga o no?

L’IMU non è dovuta sulle abitazioni principali e relative pertinenze, tranne quelle censite nelle categorie catastali di lusso e di pregio. Cos’è l’abitazione principale? Per essa si intende quell’immobile in cui il possessore e la sua famiglia dimorino abitualmente e abbiano la residenza anagrafica. L’imposta è dovuta allora sull’abitazione principale solo se rientra nella categoria catastale di lusso e/o di pregio ossia:

  • A1 abitazioni di tipo signorile
  • A8 abitazioni in ville
  • A9 castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici.

Di conseguenza l’imposta non è dovuta se l’abitazione principale rientra nella categoria catastale:

  • A2 civile abitazione
  • A3 abitazioni di tipo economico
  • A4 abitazioni di tipo popolare
  • A5 abitazioni di tipo ultrapopolare
  • A6 abitazioni di tipo rurale
  • A7 abitazioni in villini.

Sugli immobili diversi dall’abitazione principale, l’IMU si paga sempre a prescindere dalla categoria catastale. Quindi seconde e terze case, sia sfitte che concesse in locazione. 

Quindi alla scadenza del 17 dicembre 2018 sono tenuti al pagamento i proprietari di prime case di lusso e di pregio, di seconde e terze, ecc indipendentemente dalla categoria catastale di appartenenza.

Calcolo IMU

 Come si calcola l’IMU? Le regole sono precise: in primo luogo va individuata la base imponibile che è data dalla rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5%. Al valore ottenuto si devono moltiplicare dei coefficienti previsti per legge che sono:

  • 160 per le abitazioni di tipo: signorile, civile, economico, popolari, ultrapopolari, rurali, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi (categoria catastale da A/1 a A/11 – escluso A/10)
  • 80 per uffici o studi privati (categoria A10)
  • 140 per collegi e convitti, case di cura e ospedali non a scopo di lucro, prigioni e riformatori, uffici pubblici, scuole e laboratori, biblioteche, musei, gallerie, accademie, circoli (categoria catastale da b1 a b8)
  • 55 per negozi e botteghe (categoria catastale c1)

Al valore ottenuto moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente previsto per legge si applicano poi le aliquote previste dai Comuni che devono essere pubblicare in un’apposita sezione del sito del Ministero delle finanze. Il calcolo della seconda rata dovrà essere effettuato a partire dalle nuove aliquote deliberate dai Comuni o da quelle fissate l’anno scorso e non aggiornate entro il 31 maggio del 2018.

Come si paga l’IMU

È il contribuente che sceglie di pagare con modello F24 o bollettino di conto corrente postale. Per chi sceglie di pagare con il modello F24, reperibile on line gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate o presso gli sportelli abilitati, questo deve essere compilato con molta attenzione. In particolare andranno indicati i codici tributo che sono:

  • “3912” per l’abitazione principale e relative pertinenze
  • “3913” per fabbricati rurali ad uso strumentale
  • “3914” per i terreni
  • “3916” per le aree fabbricabili
  • “3918” per gli altri fabbricati.

Se invece si sceglie di pagare l’imposta con i bollettini postali cartacei, il numero di conto corrente è “1008857615”, valido su tutto il territorio nazionale e il bollettino deve essere intestato a “Pagamento Imu”.