Rimborso TARI: chi, perché e come. Ecco cosa sapere

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 21/09/2018 Aggiornato il 21/09/2018

Scoppiato mesi fa il caso del rimborso TARI interessa molti contribuenti: ecco di cosa si tratta.

RIMBORSO TARI

Il Comune di Milano ha pubblicato sul suo sito il modello per fare richiesta di rimborso della TARI. Al momento solo l’amministrazione meneghina ha provveduto a dare precise istruzioni per chiedere il pagamento di quanto pagato illegittimamente ai propri cittadini.

Caso TARI

Il caso TARI nasce qualche mese fa e riguarda l’applicazione della quota variabile della tassa sui rifiuti. Come regola tale quota deve essere applicata una sola volta all’utenza domestica ma nei calcoli dei Comuni è stata applicata illegittimamente anche alle pertinenze delle abitazioni, quali box, garage, cantine, eccetera, facendo così lievitare l’importo da pagare. Da qui la necessità dei contribuenti di richiedere il rimborso di quanto indebitamente pagato.

Come capire se si è pagato di più?

In genere l’avviso di pagamento della Tari contiene il riepilogo dell’importo da corrispondere, insieme alle istruzioni per il versamento (scadenza rate e codice tributo) e il dettaglio delle somme da pagare. Ed è proprio nel dettaglio che l’ente indica le unità immobiliari (con i dati catastali: foglio, particella, sub), la superficie tassata, il numero degli occupanti e la quota fissa e variabile distinta per ogni unità immobiliare. In tal caso la quota variabile deve essere presente solo per l’abitazione, non anche per le eventuali pertinenze. In caso contrario il contribuente deve chiedere al Comune il rimborso di quanto indebitamente pagato o più semplicemente la compensazione sulla bolletta dell’anno successivo. 

Come chiedere il rimborso

Il rimborso si può chiedere entro cinque anni dal pagamento e il Comune deve provvedere al rimborso entro 180 giorni dalla presentazione dell’istanza.  I rimborsi però non sono automatici e ogni Comune deve decidere come muoversi. Così ad esempio Catanzaro e Lecce: il primo ha spedito alla fine del 2017 le comunicazioni di rimborso ai contribuenti interessati, relativamente alle annualità dal 2014 al 2017, mentre Lecce ha affrontato la questione negli ultimi mesi del 2017, lavorando circa 3.500 istanze di rimborso poi evase in sede di bollettazione Tari 2018.

Il Comune di Milano invece ha pubblicato sul proprio sito il modulo per presentare richiesta di rimborso.  si scarica dal sito (www.comune.milano.it) Le richieste di rimborso devono essere presentate entro cinque anni dalla data del pagamento. Per presentare l’istanza, per gli anni dal 2014 al 2017, occorre scaricare e compilare il modulo dal sito www.comune.milano.it, allegare documentazione attestante il vincolo di pertinenzialità delle autorimesse indicate, la copia dei pagamenti effettuati e un documento di identità. Il tutto può essere inviato via PEC all’indirizzo rimborsotaribox@pec.comune.milano.it oppure per email ordinaria rimborsotaribox@comune.milano.it, indicando nell’oggetto della comunicazione “istanza rimborso TARI box” e il proprio codice fiscale. L’istanza può essere inviata anche con raccomandata A/R all’indirizzo Comune di Milano – Area Finanze e Oneri Tributari via S. Pellico, 16 – 20121 Milano. Oppure a mano al Protocollo dell’Area Finanze e Oneri Tributari via Silvio Pellico, 16 nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 13 o al Protocollo Generale in via Larga, 12. Orario: dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 15:30.