Riforma catasto: come e quando cambieranno le rendite degli immobili

La riforma catastale su cui sono calcolate le tasse individua le rendite sulla base dei metri quadri e non più sui vani come accade oggi. Per l’entrata in vigore si dovranno attendere circa 3- 5 anni.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 12/11/2014 Aggiornato il 12/11/2014
Riforma catasto: come e quando cambieranno le rendite degli immobili

Il Consiglio dei Ministri guidato dal Premier Renzi ha approvato il decreto legislativo sulle Commissioni censuarie per la riforma del catasto. Ma che cosa cambia per i proprietari degli immobili e quando ci sarà il passaggio dai vani ai metri quadri per calcolare le rendite catastali e di conseguenze le tasse sulla casa? Facciamo chiarezza.

Il testo approvato dal Cdm si incammina sulla lunga strada della riforma catastale, fissando le regole per la composizione e il funzionamento delle Commissioni censuarie che dovranno validare i criteri su cui si baseranno le nuove valutazioni di calcolo delle rendite catastali.

Dalle rendite catastali si determinano le tasse sugli immobili, come imu e tasi, ma anche la tassa rifiuti, la tari, quindi per i proprietari ci sarà una rivoluzione visto che le valutazioni catastali degli immobili saranno basate non più sui vani ma sui metri quadri. In termini pratici però la rivoluzione ci sarà perché risulteranno molto rivalutate le case di lusso e di pregio, che attualmente pagano anche meno del dovuto. Nonostante ciò l’impegno del Governo guidato dal Premier Matteo Renzi è comunque quello di non aggravare il carico fiscale e non far pagare più tasse a livello comunale.

I tempi di attuazione della riforma catastale e del passaggio definitivo dai vani ai metri quadri non sono comunque brevi: si parla di 3, ma anche 5 anni.

L’iter prevede che dopo il primo decreto sulle Commissioni censuarie, dovrà esserne approvato un altro in cui si dovrà prevedere che il valore patrimoniale medio dell’immobile sia stimato sulla base del valore di mercato rilevati dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate. Allo stesso modo dovrà essere elaborato un algoritmo anche per calcolare la rendita, non più in base ai vani ma ai metri quadri. In un secondo momento partirà il censimento dei circa 66 milioni di immobili sparsi nelle città sulla base delle nuove rendite, anche con l’obiettivo di fare emergere le case fantasma ancora sconosciute al Fisco.

Contro l’attribuzione delle nuove rendite catastali tuttavia il contribuente potrà comunque ricorrere in autotutela dinanzi agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, mentre i ricorsi veri e propri andranno rivolti alle Commissioni tributarie.

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