Ristrutturazione e invio all’Enea: cosa accade in caso di tardiva od omessa comunicazione?

È l'Agenzia delle Entrate che chiarisce cosa succede in caso di ritardo o mancato invio della comunicazione seppur obbligatorio da effettuarsi all'Enea in caso di lavori di ristrutturazione finalizzati al risparmio energetico.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 06/05/2019 Aggiornato il 09/05/2019
lavori di ristrutturazione

Dal 1° gennaio 2018 devono essere trasmessi all’Enea i dati relativi ad alcuni interventi di recupero del patrimonio edilizio finalizzati al risparmio energetico per i quali spetta la detrazione Irpef al 50%, nonché quelli relativa all’acquisto di elettrodomestici in classe energetica A+ (A per i forni) che danno diritto al “bonus mobili”.

L’invio va effettuato, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, attraverso un sito web dedicato. Ma cosa succede se non si effettua tale comunicazione?

Risponde a tale domanda l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019), secondo cui qualora non si esegua la comunicazione all’Enea, seppure obbligatorio, non decade il diritto a fruire del bonus fiscale.  In caso di mancato o tardivo adempimento, ciò non determina la perdita del diritto alla detrazione, in virtù del fatto che non è prevista alcuna sanzione nel caso non vi si provveda.

La comunicazione all’Enea

Come per l’ecobonus, alcuni lavori di ristrutturazione volti al risparmio energetico devono essere comunicati all’Enea. In particolare trattasi degli interventi finalizzati alla riduzione delle dispersioni termiche di pareti verticali, coperture e pavimenti;  sostituzione di infissi; installazione di collettori solari; sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione; generatori di calore ad aria a condensazione; pompe di calore per climatizzazione degli ambienti; sistemi ibridi; microcogeneratori; sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore; installazione di generatori di calore a biomassa; installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati; sistemi di termoregolazione e building automazione; impianti fotovoltaici. Soggetti all’obbligo anche i dati riguardanti l’acquisto di  elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici) di classe energetia A+ (per i forni, è sufficiente la A) collegati a un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017 e per i quali si fruisce del “bonus mobili”.

Il sito per l’invio delle comunicazioni relative agli interventi di risparmio energetico con fine lavori nel 2019 che possono beneficiare del bonus casa è  https://bonuscasa2019.enea.it, da utilizzare per trasmettere la documentazione relativa agli interventi di risparmio energetico (e utilizzo di fonti rinnovabili) che beneficiano delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie. La trasmissione della documentazione all’Enea deve essere effettuata entro 90 giorni dalla fine dei lavori, cioè dal collaudo, a prescindere dalla data dei pagamenti. E se l’intervento è semplice e non richiede collaudo, la data di fine lavori può essere provata anche mediante la documentazione emessa da chi ha eseguito l’opera o dal tecnico che compila la scheda informativa.

 

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