Manutenzione straordinaria: che cosa indica e quali lavori comprende

Cosa si intende per "manutenzione straordinaria", e quale tipologia di lavori sull'immobile vi rientra? Ecco una mini guida.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 03/02/2020 Aggiornato il 03/02/2020
lavori di ristrutturazione manutenzione straordinaria

Quando si parla di lavori in casa bisogna sapere se si tratta di interventi che rientrano nella manutenzione ordinaria o che invece fanno parte della manutenzione straordinaria. 

Manutenzione straordinaria: che cosa indica

È l’articolo 3 del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380 del 2001) che fornisce una definizione di  manutenzione straordinaria.

Per essa si intendono “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso”.

Il Decreto legge n. 133 del 2014, anche conosciuto come decreto Sblocca Italia, il ha introdotto una serie di novità molto importanti per quanto riguarda il settore dell’edilizia, ampliando la casistica dei lavori che rientrano nella manutenzione straordinaria.

Nel dettaglio sono lavori di manutenzione straordinaria:

  • realizzazione, rifacimento integrale o integrazione di servizi igienico – sanitari;
  • rifacimento o modifica integrale degli impianti anche con installazione di pannelli solari o fotovoltaici;
  • rifacimento o nuova realizzazione di intonaci esterni;
  • sostituzione di serramenti esterni, persiane, serrande, ecc., con altra tipologia di infissi differente per forma e materiali;
  • realizzazione di cancellate, ringhiere, muri di cinta e recinzioni;
  • apertura di nuove porte o finestre verso l’esterno;
  • interventi finalizzati alla formazione di cortili e giardini, anche con piantumazione di alberi;
  • consolidamento statico di strutture portanti dell’edificio, sia in fondazione che in elevazione;
  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • rifacimento di scale e rampe
  • sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare
  • sostituzione di solai di copertura con altri aventi materiali e strutture differenti, senza modifica delle quote di colmo o gronda.

Tutti questi interventi non devono alterare la volumetria complessiva degli edifici e non devono comportare modifiche delle destinazioni d’uso, quindi da civile abitazione si passi a ufficio o viceversa.

Nei lavori di manutenzione straordinaria rientrano anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico. Anche in tal caso la condizione da rispettare è che non venga modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

I questi lavori rientrano anche gli interventi finalizzati al risparmio energetico, come la coibentazione o rifacimento del manto di copertura e la realizzazione di cappotti esterni.

Bonus fiscali fruibili con la manutenzione straordinaria

Chi esegue lavori di manutenzione straordinaria sul proprio immobile ha diritto a fruire della detrazione fiscale, prorogata fino al 31 dicembre 2020, nella misura del 50%. Tale tipologie di lavori è ammessa a godere della detrazione per ristrutturazione sia se realizzati su parti comuni di edifici residenziali, sia se realizzati su singole unità immobiliari. L’agevolazione fiscale ha come limite massimo di spesa ammesso per singola unità immobiliare 96mila euro e viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

I lavori di manutenzione straordinaria realizzati su singoli appartamenti e su parti comuni di edifici residenziali danno diritto inoltre a fruire del bonus mobili, la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus mobili spetta per l’acquisto di mobili nuovi: cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione; elettrodomestici nuovi: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

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