Riscaldamento casa, come migliorarne l’efficienza energetica

Si accendono i caloriferi! Una recente normativa precisa che documentazione deve rilasciare il tecnico qualificato al momento del controllo dell’impianto.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 08/10/2013 Aggiornato il 08/10/2013
Riscaldamento casa, come migliorarne l’efficienza energetica

A ogni impianto di riscaldamento la sua “carta di identità”. Questo prevede il Dpr 74/2013, che regola i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici. Si tratta di un libretto che a ogni controllo da parte di un tecnico qualificato va aggiornato e – in caso di vendita dell’immobile – ceduto al nuovo proprietario. Al termine delle operazioni di controllo, l’operatore che lo ha condotto deve allegare al libretto uno specifico Rapporto di controllo di efficienza energetica. Oltre la metà delle certificazioni effettuate rileva che gli immobili sono classificati come G, ossia in classe energetica molto bassa e, di conseguenza, costosa per l’ambiente e il portafoglio. Oggi la riqualificazione energetica di un immobile può usufruire fino al 30 giugno 2014 della detrazione del 65% dalle spese sostenute, grazie al cosiddetto “ecobonus”, l’agevolazione fiscale regolata dal Dl 63/2013. Un incentivo che si potrebbe sfruttare, per esempio, per l’installazione delle valvole termostatiche, qualora fosse accompagnata anche dalla sostituzione della caldaia centrale. In Lombardia l’installazione delle valvole per la contabilizzazione del calore è obbligatoria entro agosto 2014, anche se la sospensione delle sanzioni fino al 31 dicembre 2016 di fatto ritarda i termini di due anni. L’intervento implica costi elevati, comportando una spesa che si aggira tra i 120 e i 150 euro per termosifone, d’altro canto consente di regolare in ogni stanza la temperatura ideale, risparmiando circa il 10% delle spese di riscaldamento. Il risparmio all’anno consentirà di recuperare in pochi anni la spesa iniziale, ma non in tutti i casi, come per esempio per immobili al pian terreno o all’ultimo piano di uno stabile, occupati tutto il giorno.

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