Cosa pensano gli italiani sulla riforma del Catasto?

Primo passo con la delega fiscale verso la riforma del catasto. In attesa di avere novità più precise, cosa ne pensano realmente gli italiani? Ecco i risultati di un'indagine in merito.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 08/11/2021 Aggiornato il 09/11/2021
Riforma catasto

La riforma del catasto ci sarà. Così mette nero su bianco la delega fiscale approvata dal Consiglio dei ministri e che traccia le linee guida per la revisione del catasto italiano, il maxi archivio di tutte le proprietà immobiliari presenti sul territorio nazionali, l’inventario dei beni immobili di uno Stato e fornisce le informazioni relative alla localizzazione geografica, estensione e consistenza di un bene immobiliare, la sua destinazione d’uso e le caratteristiche, relativi redditi. 

Riforma del catasto: che cosa prevede

La riforma del Catasto che ora è agli albori sarà un’operazione di trasparenza, come ha sottolinea il premier Mario Draghi. I piani principali della revisione del Catasto come indicato nella delega fiscale sono due: da una parte l’aggiornamento del valore degli immobili (revisione categorie e passaggio dai vani ai metri quadri) e dall’altra la mappatura su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di scovare gli immobili cosiddetti fantasma che sfuggono al Fisco.

Per ora non vi è nulla di certo ma la delega ha solo tracciato un primo passo avanti. Ma cosa pensano gli italiani della riforma del Catasto? Più di 1 proprietario su 2 è d’accordo con l’ipotesi di modificare i registri (57%), mentre il 16,3% è apertamente contrario. Così emerge da una recente indagine realizzata dal comparatore Facile.it in collaborazione con l’istituto mUp Research*.

Favorevoli e contrari: cosa ne pensano gli italiani

 Tra i favorevoli, molti ritengono che la riforma possa far emergere i cosiddetti immobili “fantasma”(58,7%) o, comunque, aiutare a rendere più equo e trasparente il prelievo sugli immobili (56,9%). Tra i contrari, invece, quasi 8 su 10 temono che l’aggiornamento dei valori catastali possa comportare un aumento delle tasse sulla casa, mentre il 49,3% teme che la variazione possa causare una spesa maggiore in caso di compravendita.

Il timore più grande relativo alla riforma del catasto è il possibile aumento dell’imposizione fiscale sulla casa, i cui effetti potrebbero avere conseguenze importanti sull’intero mercato immobiliare. Quasi 1 rispondente su 3 (31,4%) tra coloro che oggi sono alla ricerca della prima casa ha dichiarato di esser disposto a rinunciare all’acquisto qualora le tasse dovessero aumentare. Anche nel mercato delle seconde case si potrebbe assistere ad uno stop delle compravendite visto che anche in questo caso, il 29,7% del campione totale ha ammesso di essere pronto a rinunciare all’acquisto di un secondo immobile.

 *L’indagine mUp Research – Norstat si è svolta tra il 9 ed il 10 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.010 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, proprietari di immobili o intenzionati ad un acquisto nei prossimi 12 mesi.

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