Legge di stabilità: le ultime modifiche al disegno di legge

Dallo sconto sull'IMU del 25% per chi affitta a canone concordato al canone Rai in bolletta fino agli affitti in nero: ecco le ultime modifiche introdotte dal disegno di legge di Stabilità 2016.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 20/11/2015 Aggiornato il 20/11/2015
Legge di stabilità: le ultime modifiche al disegno di legge

Oltre allo stop a Tasi e imu sulla prima casa e all’esenzione sull’immobile in comodato d’suo gratuito, la Legge di Stabilità 2016 introduce uno sconto ulteriore sull’Imu del 25%. Ecco una breve panoramica delle ultime novità.

Il disegno di legge prevede sì la cancellazione in via definitiva di Imu e Tasi sulla prima casa che però non deve essere né di lusso, né di pregio ma anche una serie di sconti in situazioni particolari. In primo luogo sull’immobile concesso in comodato d’uso gratuito ai figli o anche all’ex coniuge, la Tasi non deve essere pagata, ma sempre se l’immobile è l’unico di proprietà del contribuente e inoltre nel 2105 il proprietario deve aver abitato nella casa che intende cedere al parente in linea retta entro il primo grado. In pratica la casa che viene ceduta al figlio viene equiparata dal punto di vista fiscale alla prima casa anche se il proprietario non vi risiede.

Altra importante novità riguarda l’Imu sulla seconda casa: se il proprietario la concede in locazione con un contratto a canone concordato, potrà godere di uno sconto pari al 25%. Lo sconto Imu sostituisce un’altra proposta di modifica presentata i precedenza che prevedeva come tetto massimo della somma di Imu e tasi, l’aliquota al 4 per mille.

Tra le altre importanti novità si segnala la conferma del canone rai nella bolletta della luce che si pagherà in 10 rate, tra gennaio e ottobre e l’esenzione dal pagamento del canone per gli anziani con reddito non superiore a 8000 euro (oggi è fino a 6500 euro).

Il provvedimento tenta anche di arginare il fenomeno degli affitti in nero stabilendo che gli inquilini dovranno pagare solo la quota di affitto stabilita nel contratto di locazione ed ”ogni pattuizione volta a determinare un importo del canone di locazione superiore’ rispetto a quanto deciso nell’accordo è nulla”. Cosa significa? Che il proprietario di casa non può chiedere un canone di locazione di importo più alto di quello che è stato scritto nel contratto

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