Contenuti trattati
Comprare casa è uno dei progetti più importanti nella vita di molte famiglie e, nella maggior parte dei casi, richiede la sottoscrizione di un mutuo. Può però accadere che, durante l’istruttoria, la banca comunichi al richiedente la presenza di una segnalazione nelle banche dati creditizie oppure rifiuti il finanziamento perché il cliente risulta un “cattivo pagatore”. Una situazione che spesso crea preoccupazione, ma che non sempre significa dover rinunciare all’acquisto dell’immobile.
Essere segnalati come cattivi pagatori non equivale infatti a essere esclusi automaticamente dall’accesso al credito. Molto dipende dal tipo di segnalazione, dalla sua gravità, dalla situazione economica attuale del richiedente e dalle politiche adottate dal singolo istituto di credito.
Comprendere come funzionano le banche dati creditizie e sapere quali strumenti si hanno a disposizione può fare la differenza.
Chi è considerato un cattivo pagatore
Con l’espressione “cattivo pagatore” si indica una persona che, in passato, ha avuto difficoltà nel rispettare le scadenze previste per il rimborso di un finanziamento. Può trattarsi di un mutuo, di un prestito personale, di un finanziamento finalizzato all’acquisto di beni o anche di una carta di credito con rimborso rateale.
Non tutti i ritardi, però, hanno lo stesso peso. Un pagamento effettuato con qualche settimana di ritardo e successivamente regolarizzato viene valutato in maniera diversa rispetto a una situazione caratterizzata da rate mai pagate o da un finanziamento rimasto insoluto. Per questo motivo la definizione di cattivo pagatore non è automatica e ogni banca analizza attentamente la storia creditizia del cliente prima di prendere una decisione.
Come funzionano le banche dati creditizie
Quando si presenta una richiesta di mutuo, la banca consulta generalmente uno o più Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), cioè archivi privati nei quali vengono raccolte le informazioni relative ai finanziamenti richiesti e ottenuti dai consumatori. Tra i principali sistemi utilizzati in Italia figurano quelli gestiti da CRIF, Experian e CTC (Consorzio per la Tutela del Credito). Gli istituti di credito e le società finanziarie aderenti trasmettono periodicamente dati relativi ai prestiti concessi, alle rate pagate, ai ritardi e alle eventuali insolvenze.
È importante chiarire un aspetto spesso frainteso: comparire in una banca dati creditizia non significa essere un cattivo pagatore. Anzi, praticamente chiunque abbia richiesto un mutuo o un prestito risulta presente in questi archivi. Ciò che cambia è il contenuto delle informazioni registrate. Una storia di pagamenti puntuali rappresenta infatti un elemento positivo e contribuisce a dimostrare l’affidabilità del cliente.
Perché la banca controlla la storia creditizia
Prima di concedere un mutuo, soprattutto quando l’importo è elevato e il rimborso si estende per venti o trent’anni, la banca deve valutare il rischio dell’operazione. La consultazione delle banche dati serve proprio a verificare come il richiedente abbia gestito in passato altri finanziamenti. Se emergono ritardi ripetuti, insolvenze o situazioni ancora aperte, l’istituto potrebbe considerare il profilo più rischioso.
La storia creditizia, tuttavia, rappresenta solo uno degli elementi presi in considerazione. La banca valuta anche il reddito disponibile, la stabilità lavorativa, il patrimonio, l’età del richiedente, il rapporto tra rata e reddito e il valore dell’immobile da acquistare.
Quando una segnalazione può compromettere il mutuo
Una segnalazione negativa non comporta necessariamente il rigetto della domanda di finanziamento. Se il ritardo nei pagamenti è stato occasionale e successivamente sanato, molte banche effettuano una valutazione complessiva della situazione.
Diverso è il caso di insolvenze ancora aperte o di debiti non rimborsati, che possono incidere in modo significativo sull’esito della pratica.
In alcuni casi la banca potrebbe decidere di concedere comunque il mutuo, ma richiedendo garanzie aggiuntive, come la presenza di un garante, un anticipo maggiore sull’acquisto della casa oppure un importo finanziato inferiore rispetto a quello inizialmente richiesto.
Come verificare la propria posizione
Prima ancora di presentare domanda per un mutuo è consigliabile verificare la propria situazione creditizia.
Ogni cittadino ha il diritto di conoscere quali informazioni risultano registrate a proprio nome nelle banche dati creditizie, richiedendo una visura ai gestori dei Sistemi di Informazioni Creditizie.
Questo controllo consente di individuare eventuali errori, verificare la presenza di segnalazioni ancora attive e comprendere se vi siano elementi che potrebbero ostacolare la concessione del finanziamento.
Cosa fare se i dati non sono corretti
Può accadere che nelle banche dati siano presenti informazioni inesatte oppure non aggiornate. Ad esempio, un finanziamento già estinto potrebbe risultare ancora aperto oppure un ritardo già regolarizzato potrebbe non essere stato correttamente aggiornato.
In queste situazioni è possibile chiedere la rettifica dei dati rivolgendosi alla banca o alla finanziaria che ha effettuato la segnalazione oppure direttamente al gestore della banca dati.
Se l’errore viene accertato, le informazioni saranno corrette secondo le procedure previste dalla normativa in materia di protezione dei dati personali.
Le segnalazioni non restano per sempre
Molti pensano che una segnalazione negativa accompagni il consumatore per tutta la vita, ma non è così. Le informazioni presenti nelle banche dati creditizie vengono conservate soltanto per il periodo previsto dalle regole che disciplinano i Sistemi di Informazioni Creditizie.
La durata varia a seconda del tipo di informazione registrata: una semplice richiesta di finanziamento segue tempi diversi rispetto a un ritardo nei pagamenti o a una posizione insoluta.
Una volta trascorsi i termini previsti, i dati vengono cancellati automaticamente. Non è invece possibile ottenere la cancellazione anticipata di informazioni corrette semplicemente presentando una richiesta.
Come aumentare le possibilità di ottenere il mutuo
Anche chi ha avuto problemi di pagamento in passato può migliorare le proprie possibilità di ottenere un finanziamento.
Il primo passo consiste nel regolarizzare eventuali posizioni ancora aperte e dimostrare di aver ripreso una gestione puntuale dei pagamenti.
Una situazione lavorativa stabile, un reddito adeguato e un buon rapporto tra rata e reddito rappresentano ulteriori elementi che possono rafforzare il profilo del richiedente.
Anche la disponibilità di un anticipo più elevato o la presenza di un garante possono contribuire a rassicurare la banca e facilitare l’approvazione della pratica.
Infine, è utile confrontare le offerte di più istituti di credito. Ogni banca applica infatti criteri di valutazione interni e una domanda respinta da un intermediario potrebbe essere accolta da un altro.
La prevenzione è la strategia migliore
Prima di avviare la ricerca della casa e presentare domanda di mutuo, è sempre consigliabile verificare la propria posizione creditizia e raccogliere tutta la documentazione necessaria.
Conoscere in anticipo eventuali criticità consente di intervenire per tempo, correggere possibili errori e affrontare la richiesta di finanziamento con maggiore consapevolezza.
Essere segnalati come cattivo pagatore, quindi, non significa automaticamente dover rinunciare al sogno di acquistare casa.
Nella maggior parte dei casi ciò che conta è comprendere le ragioni della segnalazione, verificare che le informazioni registrate siano corrette e dimostrare alla banca di possedere oggi tutte le condizioni economiche necessarie per sostenere il mutuo.



































