Come aprire un bed and breakfast (anche) in un condominio

Letteralmente significa "letto e colazione", ma che cos'è esattamente un bed & breakfast? È possibile aprirne uno se si vive in condominio? Ecco tutto quello che c'è da sapere e i passi da seguire per chi voglia dedicarsi a questa attività ricettiva.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 05/09/2014 Aggiornato il 05/09/2014
Come aprire un bed and breakfast (anche) in un condominio

In un momento di grave difficoltà economica, come quello attuale, molti si ingegnano a trovare soluzioni alternative a un lavoro che manca o a una pensione che non riesce a coprire le spese familiari. Chi ha la fortuna di avere un appartamento di proprietà, con delle stanze che rimangono vuote gran parte dell’anno, può pensare ad avviare un’attività di bed and breakfast. Ma di che cosa si tratta esattamente? E quali sono i requisiti per aprirlo? Ci sono tasse da pagare? Cerchiamo di rispondere brevemente e in maniera esaustiva.

Il bed and breakfast (dall’inglese “letto e colazione”) – per comodità b&b – è una tipologia di attività che svolgono privati impiegando parte della loro abitazione di residenza per offrire un servizio, a conduzione familiare, di alloggio e prima colazione. Per capire come muoversi per aprire un b&b in casa propria, il primo passo da compiere è prendere visione e leggere attentamente la normativa regionale di appartenenza. Ogni Regione infatti ha una normativa ad hoc che regola i requisiti per l’apertura del b&b e gli adempimenti burocratici da compiere. A livello nazionale il riferimento normativo è alla Legge 29 marzo 2001, n. 135 “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001, ma ogni Regione ha la propria normativa.

Di norma per aprire un’attività di b&b in casa propria, non è necessario aprire una partita Iva, né iscriversi al Registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio, poiché per la legge è un’attività a carattere occasionale. Si deve rimanere chiusi infatti per un certo numero di giorni all’anno, anche non consecutivi, a seconda delle decisioni regionali. Se vogliamo tenere aperti tutto l’anno e la nostra casa è molto grande, potendo offrire anche fino a 6 camere, non si parla più di b&b ma di affittacamere che invece richiede l’apertura di partita Iva e altri adempimenti fiscali.

Chi decide di dedicarsi a questa attività, di regola dovrà informare il Comune di residenza con una SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività e l’Asl, perché i locali devono rispettare i requisiti igienico-sanitari previsti per legge.

L’apertura di un b&b si crede sia esclusiva di chi ha la fortuna di avere un appartamento, abbastanza grande di proprietà, ma non è sempre vero. Anche chi vive in affitto può decidere di dedicarsi a questa nuova attività che sta sostituendo le forme tradizionali di ricettività anche nel nostro Paese, ma ovviamente dovrà esserci l’espressa autorizzazione del proprietario di casa e si devono considerare i costi di gestione che ovviamente sono più alti rispetto a chi ha casa di proprietà.

Anche chi vive in condominio può decidere di aprire il b&b, senza dover necessariamente chiedere l’autorizzazione all’assemblea condominiale, anche se buona regola per il proprietario dell’appartamento è quella di verificare che il regolamento condominiale non contenga espliciti divieti in tal senso.

Nel bed and breakfast, gli ospiti devono poter accedere alla propria stanza, senza attraversare le altre camere da letto o servizi destinati al resto della famiglia ospitante o altri ospiti. Il bagno, in camera o condiviso se ci sono altre stanze adibite a b&b, deve avere attrezzature minime, dalla vasca da bagno o piatto doccia, specchio e presa di corrente, lavabo e vaso. La stanza deve avere una misura minima di 8 mq per una persona e 24 mq per due e dovranno essere fornite di letto, comodino, lampada, una sedia a persona, armadio, specchio e cestino per rifiuti. Le stanze devono essere pulite quotidianamente, così come i bagni e ad ogni cambio di ospite deve essere fornita la biancheria.

La colazione deve essere sempre compresa nel prezzo stabilito a notte. I prodotti per la prima colazione devono essere monouso, con cibi e bevande confezionate. All’italiana o continentale, la scelta della prima colazione è libera e dipende dalla qualità del servizio che si vuole offrire agli ospiti.

Questi sono i requisiti dettati dalla legge nazionale, ma prima di intraprendere questa attività è fondamentale visionare attentamente anche la normativa regionale.

L’utilizzo della rete può far incrementare le richieste di alloggio, così come realizzare un buon sito internet che dia tutte le informazioni, le tariffe, la posizione, nonché le attrattive del posto dove è ubicato. 

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