IMU, Iva, Tari, cedolare secca e Redditi: tutte le scadenze fiscali di fine anno

Si avvicina la fine dell'anno e con esso una serie di scadenze e adempimenti fiscali da rispettare: ecco le date da segnare sul calendario.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 29/10/2026Aggiornato il 29/10/2026
scadenze fiscali

Novembre e dicembre sono due mesi particolarmente ricchi di appuntamenti con il Fisco. dichiarazioni dei redditi, acconti, IVA, Tari, cedolare secca, ritenute e contributi, sono diverse le scadenze da tenere sotto controllo entro la fine del 2026.

Per chi possiede immobili, la data più importante di dicembre è senza dubbio quella del saldo IMU, il 16 dicembre 2026 mentre per imprese, professionisti e sostituti d’imposta si concentrano anche numerosi altri adempimenti. Ecco il calendario delle principali scadenze fiscali di novembre e dicembre 2026.

Scadenze fiscali novembre 2026: le date da segnare

Il primo appuntamento arriva il 2 novembre 2026. Entro questa data sono previsti diversi adempimenti, tra cui:

  • la presentazione del Modello Redditi;
  • la trasmissione telematica del Modello 770 da parte dei sostituti d’imposta.

Modello Redditi

Il Modello Redditi è un modello tramite il quale le persone fisiche presentano la propria dichiarazione fiscale. Devono utilizzare il modello Redditi PF i contribuenti che nell’anno di riferimento della dichiarazione hanno conseguito:

  • redditi d’impresa anche in forma di partecipazione
  • redditi di lavoro autonomo
  • redditi diversi (elencati nell’articolo 67 del Tuir, compresi quelli dichiarabili con il modello 730)
  • plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate e non qualificate ovvero derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in imprese o enti residenti o localizzati in Paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati
  • redditi provenienti da “trust”, in qualità di beneficiario
  • redditi fondiari derivanti da terreni e fabbricati posseduti in Italia
  • redditi di capitale
  • redditi di lavoro dipendente (inclusi i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di pensione)

I contribuenti devono presentare il modello Redditi Persone fisiche 2026, relativo all’anno d’imposta 2025, tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato). La dichiarazione va trasmessa esclusivamente in digitale, per via telematica o tramite i servizi online disponibili sul sito dell’Agenzia, direttamente o tramite un intermediario abilitato. L’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti i modelli e le istruzioni per la compilazione della dichiarazione.

Inoltre chi doveva presentare il 730 entro fine settembre, può ancora regolarizzare la sua posizione con il Redditi PF entro il 2 novembre. 

Modello 770

Il modello 770/2026, relativo all’anno d’imposta 2025, è la dichiarazione che i sostituti d’imposta devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate per comunicare le ritenute effettuate nel corso dell’anno. L’obbligo riguarda anche le Amministrazioni dello Stato. La dichiarazione serve, in particolare, a riepilogare le ritenute applicate su diverse tipologie di reddito e sulle somme corrisposte in specifiche situazioni previste dalla normativa fiscale.

Nel modello trovano spazio le ritenute effettuate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, così come quelle relative ai redditi di lavoro autonomo, alle provvigioni e ai redditi diversi. Devono inoltre essere indicati i dati relativi alle ritenute su dividendi, proventi e redditi di capitale. In questa categoria rientrano anche le ritenute applicate sui pagamenti effettuati tramite bonifico per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per lavori finalizzati al risparmio energetico, secondo quanto previsto dall’articolo 25 del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010.  Il modello 770 comprende anche le ritenute relative alle locazioni brevi quando i relativi dati sono stati inseriti nella Certificazione unica, in base a quanto stabilito dall’articolo 4 del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. occupazioni d’urgenza.

Un aspetto importante riguarda però la possibilità di trasmettere il modello 770. L’invio è infatti subordinato al fatto che il sostituto d’imposta abbia già provveduto a trasmettere la Certificazione unica entro le scadenze previste. 

Il calendario prosegue il 16 novembre, giornata nella quale si concentrano diversi versamenti periodici, come:

  • l’IVA, deve essere effettuata la liquidazione e il pagamento dell’imposta relativa a ottobre per i contribuenti mensili oppure quella relativa al terzo trimestre per i contribuenti trimestrali;
  • il versamento delle ritenute d’acconto operate nel mese precedente da parte dei sostituti d’imposta;
  • per artigiani e commercianti è inoltre previsto il versamento della terza rata dei contributi previdenziali fissi INPS. Può inoltre essere dovuto il pagamento rateale dei contributi INAIL, secondo la posizione del contribuente;
  • il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche relative al terzo trimestre 2026, secondo le regole previste per il versamento dell’imposta.

La scadenza di fine mese particolarmente importante per professionisti e imprese è quella del 30 novembre 2026. Entro questa data è previsto il versamento del secondo o unico acconto delle imposte sui redditi. L’appuntamento interessa, a seconda della situazione fiscale, IRPEF, IRES e IRAP. Si tratta quindi di una data da segnare soprattutto per chi svolge un’attività professionale o imprenditoriale e deve effettuare i versamenti a saldo e in acconto delle imposte dovute.

Tari

Tra la fine di ottobre e la fine di dicembre, in molti Comuni è previsto il termine ultimo per pagare la Tari, la tassa sui rifiuti. Essendo un tributo comunale, le scadenze variano a città a città. Per questo il consiglio è sempre verificare sul sito del proprio ente di residenza e procedere al pagamento come indicato sulle rate ( PagoPA, modello F24, bollettino postale e MAV).

Cedolare secca

A fine novembre è prevista anche la scadenza dell’imposta sostitutiva della cedolare secca sugli affitti. Regime fiscale di favore per i proprietari di casa che concedono un immobile in locazione, il pagamento dell’imposta sostitutiva della cedolare secca segue le stesse regole dell’Irpef: acconto e saldo.

  • Se l’importo da versare è inferiore a 257,52 euro: si paga tutto in un’unica soluzione entro il 30 novembre.
  • Se è superiore: si paga in due rate (40% a giugno, 60% a novembre).

Scadenze fiscali dicembre 2026

Anche dicembre presenta diversi appuntamenti fiscali. Il primo è il 16 dicembre, una delle date più importanti dell’intero calendario fiscale dell’anno.

Saldo IMU 2026 

Per i proprietari di immobili il principale appuntamento è il saldo IMU 2026. Entro il 16 dicembre deve essere quindi versata la seconda rata dell’Imposta municipale propria, a completamento dell’imposta dovuta per l’anno.

L’IMU, è bene ricordarlo, non si applica in via generale all’abitazione principale, salvo le abitazioni considerate di lusso, appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il calcolo del saldo deve comunque tenere conto delle aliquote deliberate dal Comune e della situazione dell’immobile. Per chi possiede seconde case, immobili locati o altri fabbricati soggetti all’imposta, il 16 dicembre rappresenta quindi una data da non dimenticare.

IVA e ritenute

Il 16 dicembre non riguarda soltanto l’IMU. Nella stessa giornata i contribuenti IVA mensili devono effettuare la liquidazione e il versamento dell’IVA relativa al mese di novembre. I sostituti d’imposta devono inoltre versare le ritenute operate nel mese di novembre, secondo le modalità previste dalla normativa fiscale.

Acconto IVA

L’ultimo appuntamento di rilievo dell’anno arriva il 28 dicembre 2026. La scadenza ordinaria del 27 dicembre viene infatti spostata al giorno lavorativo successivo, dato che il 27 dicembre cade di domenica. Entro il 28 dicembre deve essere versato l’acconto IVA annuale relativo al 2026. Il contribuente può determinare l’importo dell’acconto utilizzando uno dei metodi previsti dalla normativa: storico, previsionale o analitico. La scelta del metodo dipende dalla situazione fiscale e dall’andamento dell’attività nel corso dell’anno.

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