IMU e Tasi 2016: breve guida sull’acconto in scadenza il 16 giugno

Il 16 giugno è l'ultimo giorno utile per pagare l'acconto IMU e Tasi dovuto per il 2016. Ecco un breve vademecum con tutte le informazioni più importanti, da chi paga, a come fare il calcolo fino alle modalità di versamento.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 10/06/2016 Aggiornato il 10/06/2016
IMU e Tasi 2016:  breve guida sull’acconto in scadenza il 16 giugno

Si avvicina puntuale  uno degli appuntamenti con il Fisco più importanti dell’anno: il 16 giugno, l’ultimo giorno utile per pagare l’acconto dell’imu e della tasi per il 2016. Ma quali sono le novità introdotte quest’anno? Chi deve pagare l’acconto? Su quali immobili? Come fare il calcolo? Ecco di seguito una mini guida con tutte le informazioni più importanti.

IMU e Tasi: le novità 2016

Quest’anno IMU e Tasi diventano ancora più simili. La Legge di Stabilità infatti ha abolito la Tasi sulla prima casa a patto che  – come avviene anche per l’IMU – si tratti di un immobile che non rientra nelle categorie catastali A1, A8 e A9, ossia non sia di lusso e di pregio. Altra novità importante, valevole per entrambi i tributi, riguarda gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito ai parenti entro il 1° grado, come i genitori ai figli. A decorrere dal 2016 infatti  su tali fabbricati è possibile fruire di una riduzione dell’imposta pari al 50%, a condizione che:

  • il comodante, ossia il proprietario dell’immobile, possieda un solo immobile in Italia e risieda o dimori abitualmente nel comune in cui si trova l’immobile oggetto di comodato; (situazione, in verità, poco consueta: costui infatti, concesso l’unico immobile in comodato al parente, dovrebbe poi abitare in casa di affitto o in altre strutture);
  • in alternativa, il comodante deve possedere nel medesimo comune soltanto un altro immobile e vi risieda;
  • per il comodatario, ossia l’occupante,  il fabbricato deve costituire abitazione principale;
  • il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato (si ricorda che la registrazione di tali contratti deve essere effettuata presso l’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla data di stipula).

Lo sconto è valevole sia per l’IMU che per la Tasi solo se l’immobile non è considerato di lusso (categorie A/1, A/8, A/9).

Sconto anche per chi concede in locazione a canone concordato un immobile: in questo caso pagherà sia l’IMU che la Tasi in misura ridotta al 75%. Si ricorda che il contratto di locazione a canone concordato o agevolato è quel tipo particolare di contratto di locazione, disciplinato dalla Legge n. 431 del 1998, in cui il canone di locazione deve rispettare un certo valore minimo e massimo individuato sulla base di accordi locali stipulati  tra le principali organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia (ad esempio: Confedilizia, UPPI, ASPPI, ecc.) e le principali associazioni sindacali dei conduttori (ad esempio: SUNIA, SICET, UNIAT, ecc.). È bene precisare che il contratto di locazione a canone concordato può essere stipulato in uno dei Comuni ad alta tensione abitativa, ossia tutti i capoluoghi di provincia, molti centri di medie dimensioni e tutti i Comuni confinanti con quelli di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia.

Acconto IMU e Tasi 2016: quando si paga

In base alle ultime novità introdotte, l’acconto IMU e Tasi, in scadenza il prossimo 16 giugno 2016 deve essere pagato in relazione a:

  • immobili adibiti ad abitazione principale se rientrano nelle categorie catastali A1, A8 e A9
  • immobili qualificati come seconde case, indipendentemente dalla categoria catastale ( se l’immobile è concesso in comodato d’uso gratuito a parenti entro il 1° grado si applica lo sconto al 50% come scritto sopra).

Tasi inquilini 2016

La Tasi, a differenza dell’IMU, è dovuta anche da chi è in affitto. Vista l’abolizione del tributo sull’abitazione principale non di lusso da quest’anno, l’inquilino che vive in un immobile concesso in locazione che  non rientri nelle categorie catastali A1, A8 e A9 non pagherà la Tasi. A pagarla in questo caso è il proprietario secondo le percentuali stabilite nelle delibere comunali o in mancanza di indicazioni paga il 90%. Se l’immobile in affitto invece è di lusso o di pregio, la Tasi è dovuta dall’inquilino in una misura compresa tra il 10 e il 30%  e la parte restante rimane in capo al proprietario.

Acconto IMU e Tasi: come si calcola

Il calcolo della prima rata dell’IMU e della Tasi 2016 segue le stesse regole degli anni passati.

La base imponibile per entrambi i tributi è costituita dalla rendita catastale rivalutata al 5% e poi moltiplicata per specifici coefficienti che sono:

  • 160 per la categoria A (escluso A/10) cioè per le abitazioni
  • 160 per la categoria C (escluso C/1), cioè rimesse, autorimesse, tettoie
  • 80 per la categoria A/10, cioè studi privati, e D/5, cioè banche e assicurazioni
  • 55 per la categoria C/1, cioè negozi e botteghe
  • 140 per la categoria B, cioè convitti, ospedali, conventi, ricoveri, ecc, e per i fabbricati C/3, C/4, C/5, cioè laboratori, stabilimenti balneari
  • 65 per la categoria D (escluso D/5), cioè opifici e immobili a destinazione speciale e particolare, se iscritti in catasto.

Al valore ottenuto si applicano le aliquote stabilite da ogni Comune. Proprio in riferimento alle aliquote da utilizzare per il calcolo dell’acconto 2016, il Dipartimento delle Finanze ha precisato che si applicano quelle già utilizzate nel 2015. Le nuove aliquote che il Comune ha deliberato quest’anno o farà nei prossimi mesi poi dovranno essere usate per calcolare il saldo a conguaglio dovuto il 16 dicembre. Quali sono le aliquote del proprio Comune? Per scoprirlo basta effettuare una ricerca sull’apposito portale previsto sul sito del Ministero dedicato proprio all’inserimento da parte delle amministrazioni comunali delle delibere relative all’IMU e alla Tasi.

Come si paga l’acconto IMU e Tasi 2016

Anche per quanto riguarda le modalità di pagamento le regole sono rimaste invariate. Si può scegliere di pagare con bollettino di conto corrente postale con numero “1008857615” intestato a “Pagamento IMU” e “”1017381649” per il “Pagamento TASI”. Si può anche scegliere di pagare con il modello f24. In tal caso occorre indicare il codice tributo relativo, “3912” per pagare l’IMU sull’abitazione principale e relative pertinenze e “3958” per la TASI.

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