Immobili green? Tutti almeno in classe energetica E entro il 2030

Una direttiva dell'Ue sta valutando una nuova stretta nell'ottica di migliorare dal punto di vista energetico il patrimonio immobiliare.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 23/01/2023 Aggiornato il 23/01/2023
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L’Unione europea prepara una vera e propria stretta green sugli immobili, mettendo a punto una direttiva sull’efficientamento energetico del mercato immobiliare che prevede una grande novità per tutti i paesi membri, Italia compresa.

Immobili: cosa prevede la direttiva UE

Nello specifico entro il 2030 tutti gli immobili residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica E, poi dopo altri tre anni, nel 2033, sarà necessario un altro scatto e arrivare alla classe D. Tra il 2040 e il 2050, invece, l’obiettivo è quello di raggiungere le emissioni zero.

Ciò significa che “gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili” come ha spiegato Bruxelles illustrando la proposta di direttiva.

A chi non si allineerà alla direttiva arriveranno sì sanzioni, ma saranno gli stessi Stati membri a decidere a quanto ammonteranno. 

La proposta di direttiva Ue fa parte della politica ambientale “Fit for 55” che punta alla riduzione della Co2₂ del 55% entro il 2030, e mira ad approdare al voto finale forse addirittura il 13 marzo.

In altre parole, se dovesse passare la direttiva dell’Unione Europea, entro il 2030 chiunque ha o acquista un’abitazione in classe G o F sarà costretta a ristrutturarla per portarla almeno nella classe E, mentre nei tre anni successivi, la classe di riferimento sarà la classe D.

Le classi energetiche di un edificio variano da A4 che è la classe con minore consumo energetico alla G, la più dispendiosa. Le classi energetiche sono in tutto 10, e sono elencate in ordine decrescente: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F e G.

In Italia le case sono energivore

La situazione energetica degli immobili in Italia è stata recentemente fotografata dall’analisi sul monitoraggio delle dinamiche del mercato immobiliare in funzione delle caratteristiche energetiche degli edifici, frutto della collaborazione tra l’ENEA, l’Istituto per la Competitività (I-Com) e la Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionisti (Fiaip), condotta da 9 anni su un campione di oltre 600 agenti immobiliari professionali Fiaip e presentata a Roma presso la sede dell’Associazione Stampa Estera.

L’indagine evidenzia come la percentuale di immobili appartenenti alla classe energetica G nel 2021 risulti ancora prevalente, anno nel quale è comunque emersa un’accelerazione della qualità energetica degli immobili ristrutturati e usati. Questo anche grazie al beneficio degli incentivi fiscali e nello specifico al Superbonus 110%, che ha trovato la sua concreta applicazione proprio nel 2021, dopo un anno nel quale i cittadini, a causa della pandemia, hanno dato priorità più alla ricerca di abitazioni dotate di maggiori spazi interni ed esterni che non all’efficienza energetica e alla sicurezza sismica.

Allo stesso tempo però, dice l’indagine, aumenta la voglia di casa meno energivora. Cresce il numero di immobili compravenduti nelle classi energetiche più performanti nel 2021 e si registra un 30% di acquisti di nuove costruzioni in classe A1 a fronte di una stabilità della qualità energetica degli edifici e abitazioni, che si mantengono però ancora ben distanti dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2030. 

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